ROMA – Più si scava, più si fanno domande incrociate alle "persone informate sui fatti" e si aggiungono verbali e più gli inquirenti sembrano trovare serie conferme così da posizionare in ordine tutti i principali tasselli del grande bluff. "Calciopoli" non sembra essere neanche al primo tempo della sua sfida con la giustizia. La partita sarà ancora molto lunga e coinvolgerà secondo le ultime indiscrezioni arrivate dalle Procure, numerose altre persone eccellenti.
Luciano Moggi, il "deus ex machina", che ha iniziato lunedì scorso a raccontare la sua verità parlerà ancora la prossima settimana "scomodando" molti altri personaggi del mondo del pallone. Oggi a Napoli il vertice con le procure di Roma e Torino sarà decisivo per fare il punto della situazione e analizzare insieme, con riscontri incrociati tutto il materiale che sui vari fronti – intercettazioni, inchiesta Gea World e calcioscommesse – è stato raccolto con dovizia di particolari.
L'indagine avviata a Napoli con la mole enorme di intercettazioni che hanno riguardato l'intero campionato 2004-2005 si configura infatti come quello dai profili più significativi avendo svelato un sistema di potere che condizionava il campionato. Ieri i pm napoletani Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci hanno concluso a Roma la loro prima trance di interrogatori chiamando in via Inselci, sede del Nucleo Operativo dei carabinieri, l'allenatore del Milan, Carlo Ancelotti, il presidente della Lega, Adriano Galliani, il tecnico dell'Inter Roberto Mancini e l'ex arbitro Pierluigi Collina. Gli inquirenti hanno cercato di capire se effettivamente esiste un asse "commerciale" Milan-Juve che "gestiva" o quantomeno orientava gli incontri.
Gran parte della colloquio con Ancelotti si è concentrato su una telefonata registrata nel 2005 tra Leonardo Meani, dirigente del Milan addetto agli arbitri e Collina, telefonata che si riferiva a due incontri del maggio 200, Juventus-Parma e Perugia-Juventus della domemica successiva. Meani parla a Collina di accordi saltati dopo che l'arbitro De Santis aveva favorito troppo la Juventus annullando un gol all'allora difensore del Parma, Cannavaro. Il teorema dell'accusa dunque potrebbe tornare indietro di almeno quattro anni.
Il colloquio con Collina è stato invece orientato ad appurare quanto il sistema Moggi fosse in grado di condizionare le decisioni di molti suoi ex colleghi. All'uscita dalla caserma il più loquace è stato Galliani che si è detto fiducioso su quanto rilasciato ai pm e non intenzionato a dimettersi: «Non sono indagato, la Lega non lo è, perché dovrei? Non ci sarà passo indietro».
Alla Procura di Roma si continua invece a puntare l'occhio sulle manovre della Gea World, la società di procuratori che avrebbe tenuto sotto scacco buona parte della serie A e della B. È stata ascoltata il presidente della Roma, Rossella Sensi, in merito all'esclusione del direttore generale giallorosso Franco Baldini, ma soprattutto alla cessione di Emerson in relazione alla questione dei diritti tv. I pm vogliono verificare se Moggi, indagato anche a Roma, sarebbe stato in grado di esercitare pressioni finalizzate alla vendita del calciatore brasiliano anche usando come arma proprio i diritti televisivi.
Domani dovrebbe essere il turno in Procura di altri due testimoni eccellenti, l'allenatore della Nazionale, Marcello Lippi e l'ex presidente della Federcalcio.
Inizia invece a diventare sempre più chiara l'inchiesta di Parma sul calcio scommesse che implicherebbe quattro giocatori, tra cui il portiere della Juventus Buffon. Si sta ancora cercando di scoprire se le giocate erano limitate solo ai campionati esteri o ad altri sport o se invece i calciatori non abbiano davvero puntato somme ingenti sulla squadra di appartenenza.
Intanto i magistrati torinesi – nella cui procura sono attualmente aperte due inchieste che coinvolgono la Juventus (falso in bilancio a carico dell'ad Antonio Giraudo e il giro di scommesse effettuate da Buffon) potrebbero già acquisire una parte del materiale dalle inchieste di Napoli e Roma per valutare l'ipotesi di riaprire le indagini che furono di recente archiviate.
Il tutto in attesa dell'arrivo degli ispettori del ministero di Giustizia per far luce su queste archiviazioni.