Ljajic e l'inno della nazionale

Aperto da Splash, 23 Giu 2013, 15:51

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genesis

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Secondo il censimento del 2002 i gruppi etnici della Serbia sono assai numerosi: più di venti

http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppi_etnici_della_Serbia

Andiamo bene...

Vavra

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Citazione di: Tarallo il 23 Giu 2013, 16:33
Sinisa in questo, mia opinione, è un testa di minchia enorme. Come se i nazionalismi non avessero fatto abbastanza danni. Convocalo, fallo gioca' e lascialo in pace'.

Dusk

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Spè, leggiamo meglio. Più che "gruppi etnici" in quanto tali, c'è la lista degli stranieri che per vari motivi vivono in Serbia. Se chiamassimo "gruppi etnici" tutti gli stranieri che vivono in Italia, o in Germania o dove ci pare, altro che 20. Sono tutti dati trascurabili, oltretutto: una manciata di cechi o ucraini, un numero di macedoni probabilmente inferiore a quelli che abitano nella sola Regione Lazio, ecc.ecc.

In secondo luogo, quel dato è fuorviante perché, nel 2002 così come il censimento ultimo che si è svolto nell'inverno 2011, sono stati boicottati dalla minoranza albanese del sud della Serbia, dalla maggioranza kosovara e, in parte, dai bosgnacchi del Sangiaccato di Novi Pazar di cui sopra. Risultato è che, a conti fatti, l'unico "gruppo nazionale" diverso dal maggioritario, in senso stretto, è quello degli abitanti della Vojvodina che si proclamano magiari (poi magari non parlano una parola di ungherese, ma fa figo, così come fa figo, chessò, per Montolivo sentirsi una cifra tedesco pur essendo nato a Milano ed aver vissuto tutta la vita in Italia :D )...

Insomma: not a big deal. ;)

marcantonio

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Citazione di: Dusk il 23 Giu 2013, 21:00

Applausi. Sinceri. Hai detto quel che avrei voluto dire io, che purtroppo non ero grado di farlo perché i fatti che tu hai riportato con esattezza li "possedevo" solo come nozioni vaghe e isolate.  ;)

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richard

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Citazione di: Dusk il 23 Giu 2013, 21:00
Che poi Mihajlovic è talmente serbo nazionalista razzista da essere croato. :D


A parte la considerazione di cui sopra, intervengo di nuovo reprimendo l'istinto di voler fare il professorino da due soldi, e mi limito a una micro-considerazione molto spiccia ed espressa in termini molto comuni: la vicinanza ai serbi mi ha fatto notare, essenzialmente, un popolo traumatizzato e il cui "nazionalismo" è una duplice reazione a delle tragedie immani che io posso solo provare a immaginare.
Da un lato, la volontà di ricostruire un "idem sentire", una nuova identità, rispolverando le vecchie tradizioni pre-1918: la filmografia serba degli ultimi anni, ad esempio, rilegge molti episodi del novecento, cercando una traccia di identità serba anche durante le varie esperienze unitarie con gli altri soggetti della penisola.
E' lo stesso principio per cui nazioni giovani come gli Stati Uniti (ormai non più giovanissimi, ma la cui impronta è rimasta tale) o l'Australia, ostentano ogni 3x2 la propria bandiera e la propria nazionalità, anche in contesti in cui a noi sembrano fuori luogo.
Dall'altro lato, la negazione del passato comune: il fare finta di non capirsi con i vicini che parlano una lingua similissima alla propria, il fare il finto tonto quando si parla dei Paesi della ex Jugo, eccetera. Giovani e meno giovani, comunemente, parlano senza problemi di calcio/cinema/musica proveniente da Spagna, Italia o dove vi pare a voi. Provi a nominare un regista macedone o un calciatore croato ed assisti a una pantomima senza eguali, che va dallo stizzito, al minaccioso, passando per il finto tonto (un ragazzo, appunto, a fronte di una domanda di una mia collega circa un regista macedone, rispose "mmmmh no, io seguo solo registi serbi", quando per mezz'ora si era parlato di Pasolini e Fellini).
Insomma, per agire e reagire nel modo che ho descritto, dietro, deve esserci qualcosa di un pochino più difficile da spiegare.

Dietro, per inciso, c'è una storia che, secondo una citazione attribuita a Churchill, nota ma che rende bene l'idea, nella penisola balcanica produce fatti in numero maggiore rispetto a quanti se ne riescano a consumare.
L'unica cosa che mi auguro è che ci si possa stabilizzare, finalmente, una volta per tutte. Il nazionalismo e il senso un po' posticcio di superiorità che ogni popolo della ex Jugo sente rispetto alle controparti sono, tutto sommato, effetti postumi di un escalation orrenda, in cui la politica, locale ed internazionale, ha avuto la propria responsabilità principale (e non le favolette con cui sono cresciuto, quando da piccolo, ascoltando il TG, sentivo attribuire ad elementi presi da libri fantasy tipo "il fato", "la follia", "l'inspiegabilità", per dare una chiave interpretativa alle guerre). Alla gente comune, che magari come Sinisa, è figlia di genitori che si sono trovati, improvvisamente, l'uno contro l'altro, sinceramente, ora come ora, non me la sento di chiedere molto, né di andare loro, mangiando una tartina di caviale, quanto siano rozze e superate le loro sconce beghe.

Per cui, da parte mia, con questo post, nessuna pretesa di dare lezioncine a nessuno e né altro. Per quanto, nel post precedente, un pochino pochino, ho svelato una parte del mio "curriculum", a riguardo: l'ho fatto per dire "fidatevi, amici, so di cosa parlo", più che altro.
Solo, rispettosamente, vi chiedo, di non gettare lì, così, come se nulla fosse, lo stereotipo del serbo cattivo-nazionalista-spietato. Please.

sì ma è una visione molto parziale la tua, perchélo stesso discorso potrebbe essere fatto per i croati, i bosniaci, i kosovari, i macedoni... a maggior ragione tenendo conto che il 90% del potere ai tempi della Yugoslavia unita stava in mani serbe

Dusk

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Citazione di: richard il 23 Giu 2013, 22:10
sì ma è una visione molto parziale la tua, perchélo stesso discorso potrebbe essere fatto per i croati, i bosniaci, i kosovari, i macedoni... a maggior ragione tenendo conto che il 90% del potere ai tempi della Yugoslavia unita stava in mani serbe

Sì, sicuramente il Regno SHS e la Jugoslavia del 1929 erano più un'estensione della Serbia che altro. ma anche qui, lo affermo semplificando e sorvolando su miriadi di aspetti. Sulla Jugoslavia di Tito, francamente, trovo tale affermazione molto meno valida e molto meno condivisibile, ma al limite, posso suggerire una buona bibliografia sull'argomento, su queste pagine, a supporto della mia opinione: mi sembrerebbe un off topic enorme, spendermi qui. ;)

Quanto alla visione parziale: certo che è una visione parziale, il soggetto erano i serbi, descritti in un certo modo. Esistono altri popoli, oltre a loro, tra cui quelli da te citati, ma non ho parlato di loro, così come non ho parlato dei Led Zeppelin, perché il tema del mi post era "del perché, personalmente, non amo che si parli così dei serbi: esperienze personali di Dusk" e non altro. Chiaro, no? ;)

richard

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Citazione di: Dusk il 23 Giu 2013, 22:24
Sì, sicuramente il Regno SHS e la Jugoslavia del 1929 erano più un'estensione della Serbia che altro. ma anche qui, lo affermo semplificando e sorvolando su miriadi di aspetti. Sulla Jugoslavia di Tito, francamente, trovo tale affermazione molto meno valida e molto meno condivisibile, ma al limite, posso suggerire una buona bibliografia sull'argomento, su queste pagine, a supporto della mia opinione: mi sembrerebbe un off topic enorme, spendermi qui. ;)

Quanto alla visione parziale: certo che è una visione parziale, il soggetto erano i serbi, descritti in un certo modo. Esistono altri popoli, oltre a loro, tra cui quelli da te citati, ma non ho parlato di loro, così come non ho parlato dei Led Zeppelin, perché il tema del mi post era "del perché, personalmente, non amo che si parli così dei serbi: esperienze personali di Dusk" e non altro. Chiaro, no? ;)

chiaro. quando un serbo è un fervente nazionalista, borderline col razzismo, è solo perché ha sofferto la guerra e il clima d'odio dei Balcani. facciamo finta che altri popoli non abbiano patito pure di peggio e lasciamo che ognuno abbia il suo stupido orgoglio nazionalista che sarà causa di altri conflitti in futuro...

ma nessuno si azzardi a parlar male dei serbi, oh

Dusk

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Non mi sono spiegato.
In questo topic si è parlato di serbi, in quei toni. Non di altri popoli. Per questo ho parlato di serbi e non di altri popoli. L'avevo già scritto in maniera che credevo fosse chiara, lo riscrivo.
Probabilmente, se si fosse detto, che, boh, i croati sono degli psicopatici assassini in blocco, o che i cinesi mangiano i bambini, i dischi dopo il IV dei Led Zeppelin sono inascoltabili o scegli tu quale altra generalizzazione, io, o altri, saremmo intervenuti.
Ma no, non è accaduto. Si è parlato di serbi, e sui serbi ho risposto. (Lo ribadisco: pensavo fosse chiaro fin dal mio primo intervento, ma evidentemente scrivo male.)

Oltretutto l'ho fatto nel modo più cortese e sommesso possibile, e chiarendo che lo facevo solo per pregare il prossimo di andare più cauto su certe cose. Il fatto che mi si risponda con la solita (non da parte tua, quanto come andazzo generale) reductio ad absurdum sarcastica mi dispiace doppiamente.

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marcantonio

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Citazione di: richard il 23 Giu 2013, 22:36
chiaro. quando un serbo è un fervente nazionalista, borderline col razzismo, è solo perché ha sofferto la guerra e il clima d'odio dei Balcani. facciamo finta che altri popoli non abbiano patito pure di peggio e lasciamo che ognuno abbia il suo stupido orgoglio nazionalista che sarà causa di altri conflitti in futuro...

ma nessuno si azzardi a parlar male dei serbi, oh

Non voglio fare polemica ma io ho diversi amici croati (adesso li ho persi di vista, in realtà): ti assicuro che sentendoli parlare - pur essendo loro gradevolissime persone - ho avuto la stessa impressione che hai tu dei serbi; per questo rimango perplesso quando si attribuisce solo a questi ultimi un atteggiamento eccessivamente nazionalista che non è esclusivamente loro. Ma ripeto, la questione balcanica è troppo complessa e parlo da un osservatorio troppo privilegiato per poter essere pienamente obiettivo.

Comunque, per la cronaca, Mihajlovic - il cui autografo campeggia su un taccuino moleskine che porto sempre con me con spocchia da dandy - è nato in territorio croato da padre serbo e madre croata.

yari

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Citazione di: Tarallo il 23 Giu 2013, 16:33
Sinisa in questo, mia opinione, è un testa di minchia enorme. Come se i nazionalismi non avessero fatto abbastanza danni. Convocalo, fallo gioca' e lascialo in pace. Vabbe' che io non capisco proprio il concetto di nazione (questo è un brillante esempio) e di nazionali, quindi che parlo a fa'.

yes

Riedle

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A me dava fastidio quando Camoranesi diceva che non cantava l'inno perché non italiano. La Nazionale non è una squadra di club, il massimo per un atleta è cantare l'inno del proprio paese stringendo al petto una medaglia.
Allora aboliamo le nazionali e trafformiamole in una sorta di top team, magari facendo scegliere i giocatori al 50% dai giornalisti e al 50% con il televoto :o

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COLDILANA61

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Citazione di: Riedle il 24 Giu 2013, 01:34
A me dava fastidio quando Camoranesi diceva che non cantava l'inno perché non italiano. La Nazionale non è una squadra di club, il massimo per un atleta è cantare l'inno del proprio paese stringendo al petto una medaglia.
Allora aboliamo le nazionali e trafformiamole in una sorta di top team, magari facendo scegliere i giocatori al 50% dai giornalisti e al 50% con il televoto :o

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Ma uno che viene convocato SOLO perche' l'Argentina non lo ha convocato prima , come puo' sentirsi italiano ?
A prescindere la sua nascita e la sua crescita avvenute in altro paese.
Lui diceva la verita' , ma allora la convocazione in nazionale , e' un affare di soldi o di cuore ?  ;)


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Celeborn

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Condivido il pensiero di chi dice che la Nazionale rappresenta il proprio paese e l'identità nazionale. L'inno, così come la bandiera, simboleggia questa identità. Se uno non si ritrova in questa identità allora dovrebbe
rifutare la chiamata, altrimenti si dimostra incoerente.
Su questo mi sento di dare ragione a Sinisa.

marcantonio

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Citazione di: COLDILANA61 il 24 Giu 2013, 14:05
Ma uno che viene convocato SOLO perche' l'Argentina non lo ha convocato prima , come puo' sentirsi italiano ?
A prescindere la sua nascita e la sua crescita avvenute in altro paese.
Lui diceva la verita' , ma allora la convocazione in nazionale , e' un affare di soldi o di cuore ?  ;)

Per coerenza, se non si sentiva italiano, doveva rifiutare la convocazione.

Immagino di essere un buon giocatore e di avere madre argentina e doppio passaporto. L'Italia mi scarta, mi convoca l'Argentina ma io mi sento italianissimo. Con la maglia dell'Argentina mi sentirei un pagliaccio e un falso, per quanto me ne derivi innegabilmente prestigio e vanto.

Ma tanto qui ormai ognuno fa come gli pare.

andyco

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Citazione di: Dusk il 23 Giu 2013, 21:00
Che poi Mihajlovic è talmente serbo nazionalista razzista da essere croato. :D


A parte la considerazione di cui sopra, intervengo di nuovo reprimendo l'istinto di voler fare il professorino da due soldi, e mi limito a una micro-considerazione molto spiccia ed espressa in termini molto comuni: la vicinanza ai serbi mi ha fatto notare, essenzialmente, un popolo traumatizzato e il cui "nazionalismo" è una duplice reazione a delle tragedie immani che io posso solo provare a immaginare.
Da un lato, la volontà di ricostruire un "idem sentire", una nuova identità, rispolverando le vecchie tradizioni pre-1918: la filmografia serba degli ultimi anni, ad esempio, rilegge molti episodi del novecento, cercando una traccia di identità serba anche durante le varie esperienze unitarie con gli altri soggetti della penisola.
E' lo stesso principio per cui nazioni giovani come gli Stati Uniti (ormai non più giovanissimi, ma la cui impronta è rimasta tale) o l'Australia, ostentano ogni 3x2 la propria bandiera e la propria nazionalità, anche in contesti in cui a noi sembrano fuori luogo.
Dall'altro lato, la negazione del passato comune: il fare finta di non capirsi con i vicini che parlano una lingua similissima alla propria, il fare il finto tonto quando si parla dei Paesi della ex Jugo, eccetera. Giovani e meno giovani, comunemente, parlano senza problemi di calcio/cinema/musica proveniente da Spagna, Italia o dove vi pare a voi. Provi a nominare un regista macedone o un calciatore croato ed assisti a una pantomima senza eguali, che va dallo stizzito, al minaccioso, passando per il finto tonto (un ragazzo, appunto, a fronte di una domanda di una mia collega circa un regista macedone, rispose "mmmmh no, io seguo solo registi serbi", quando per mezz'ora si era parlato di Pasolini e Fellini).
Insomma, per agire e reagire nel modo che ho descritto, dietro, deve esserci qualcosa di un pochino più difficile da spiegare.

Dietro, per inciso, c'è una storia che, secondo una citazione attribuita a Churchill, nota ma che rende bene l'idea, nella penisola balcanica produce fatti in numero maggiore rispetto a quanti se ne riescano a consumare.
L'unica cosa che mi auguro è che ci si possa stabilizzare, finalmente, una volta per tutte. Il nazionalismo e il senso un po' posticcio di superiorità che ogni popolo della ex Jugo sente rispetto alle controparti sono, tutto sommato, effetti postumi di un escalation orrenda, in cui la politica, locale ed internazionale, ha avuto la propria responsabilità principale (e non le favolette con cui sono cresciuto, quando da piccolo, ascoltando il TG, sentivo attribuire ad elementi presi da libri fantasy tipo "il fato", "la follia", "l'inspiegabilità", per dare una chiave interpretativa alle guerre). Alla gente comune, che magari come Sinisa, è figlia di genitori che si sono trovati, improvvisamente, l'uno contro l'altro, sinceramente, ora come ora, non me la sento di chiedere molto, né di andare loro, mangiando una tartina di caviale, quanto siano rozze e superate le loro sconce beghe.

Per cui, da parte mia, con questo post, nessuna pretesa di dare lezioncine a nessuno e né altro. Per quanto, nel post precedente, un pochino pochino, ho svelato una parte del mio "curriculum", a riguardo: l'ho fatto per dire "fidatevi, amici, so di cosa parlo", più che altro.
Solo, rispettosamente, vi chiedo, di non gettare lì, così, come se nulla fosse, lo stereotipo del serbo cattivo-nazionalista-spietato. Please.

Io sono amico di Dusk anche su FB :D

Riedle

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Citazione di: COLDILANA61 il 24 Giu 2013, 14:05
Ma uno che viene convocato SOLO perche' l'Argentina non lo ha convocato prima , come puo' sentirsi italiano ?
A prescindere la sua nascita e la sua crescita avvenute in altro paese.
Lui diceva la verita' , ma allora la convocazione in nazionale , e' un affare di soldi o di cuore ?  ;)

Ma infatti la colpa non era la sua, ma di chi lo concocava.

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