Turone D'Oro 2012-13 - Le Nomination

Aperto da Biafra, 23 Giu 2013, 16:59

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Zoppo

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Io direi che Romita quest'anno ha vinto a mani bassissime...
E addirittura altre menti stanno superando il maestro.
L'alfabeto riomista è un'altra perla...

Ci sarebbe anche dotto a completare un inedito podio senza cagnucci...

Dusk

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Ragazzi, dipende da cosa stiamo premiando: il goal più bello o il giocatore che ha giocato meglio in campionato.
L'articolo di Romita è l'equivalente del goal di Almeyda contro il Parma: clamoroso, imprevisto, improvviso, sbalorditivo e realizzato da un onesto lavoratore che solitamente non ha simili colpi di genio nel repertorio.
Cagnucci è uno Xavi-Iniesta della dissociazione mentale che affligge esclusivamente i tifosi della tottese, tra tutti i tifosi del mondo di tutti gli sport. Ma, appunto, siccome stiamo premiando il goal più bello e non il giocatore più forte, direi che il Lampo di Genio è quello di Romita.

blackdahlia

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Citazione di: Dusk il 24 Giu 2013, 09:42
Ragazzi, dipende da cosa stiamo premiando: il goal più bello o il giocatore che ha giocato meglio in campionato.
L'articolo di Romita è l'equivalente del goal di Almeyda contro il Parma: clamoroso, imprevisto, improvviso, sbalorditivo e realizzato da un onesto lavoratore che solitamente non ha simili colpi di genio nel repertorio.
Cagnucci è uno Xavi-Iniesta della dissociazione mentale che affligge esclusivamente i tifosi della tottese, tra tutti i tifosi del mondo di tutti gli sport. Ma, appunto, siccome stiamo premiando il goal più bello e non il giocatore più forte, direi che il Lampo di Genio è quello di Romita.

Quoto Dusk appieno e aggiungo: avete presente la faccia di Buffon dopo il tiro di Almeyda? Incredula, basita, quasi rifiutante la realtà....ecco, ripensate alla vostra faccia dopo aver letto Romita...allora non avrete più dubbi...i saggi lombi ci hanno portato colui che ha spodestato il cagnucci dal trono...il Turone d'oro dovrebbe essere suo!

bellodecasa

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romita merita sicuramente, però ughetto ultimamente con quel "le tazzine di caffè che si spostano sul tavolo per spiegare i movimenti", mi ha fatto vacillare.  :pp

Roma, ecco Garcia: «Totti sarà il mio alleato»
15-Giugno-2013
dal nostro inviato Ugo Trani
LILLE - «Forza Roma». Il messaggio è semplice, ma sentito. Da Parigi a Lille. Lo scrive Veronica, madame Garcia, e lo riceve Guy Marseguerra, direttore del teatro Sebastopol.
«Rudi è mio fratello, ci frequentiamo giorno e sera. E viene spesso qui: gli piace lo spettacolo, musica, commedia e classico. E quando può va ad ascoltare un po' di rock. Suonano alcuni suoi amici, alla periferia della città». Sorride pensando all'allenatore con la chitarra: «Non è mai salito su questo palco. Lo fa solo a casa, con noi». Dietro alla sua scrivania la maglia rossa del Lille con le firme dei giocatori. «Io sono interista e soffro tanto, adesso però nel campionato so che avrò anche un'altra squadra». Apre la lista degli sms del suo blackberry e indica il display. «Guardate questo, è lui. Dopo aver chiamato la sua signora e le sue tre figlie, ecco il testo per me: sono a New York per firmare con la Roma. Baci».
IL PASSAGGIO DI CONSEGNE
Il sole, a metà giornata, scalda la Francia del nord. Renè Girard, ex allenatore del Montpellier, è ufficialmente il sostituto di Garcia. Che in queste ore fa avanti e indietro da Parigi, dove vive la sua famiglia, al suo rifugio blindato a mezz'ora da la Ville, in rue Massena a Villenevue d'Ascq e alle spalle delle 18 buche del Gold de Brigode. In treno basta meno di un'ora. Rudi lascia la vetrina, in attesa di presentarsi lunedì a Trigoria, al collega che lo sostituisce e che qui non amano come lui. Marseguerra, origini siciliane, racconta il primo incontro con il nuovo allenatore giallorosso e quasi si commuove. «Organizzò un'amichevole di beneficenza tra il Valenciennes e il Lille per il tornado che nel duemilaotto ha distrutto il mio paese. Da quel giorno, siamo sempre insieme». Racconta l'uomo, ma soprattutto il tecnico. E avverte: «Lui non ha paura di Roma. Mi ha detto che non vede l'ora di cominciare. È felicissimo. Per lui è una sfida». Indica tre giocatori, a parte Totti. «Lamela è il calciatore ideale per lui: attaccante veloce che va dritto verso la porta. Anche De Rossi per come sta in campo. Non sono sicuro che dirà di cederlo. E Pjanic che conosce bene: un grande centrocampista».
IL RAPPORTO CON IL CAPITANO
«Totti può fare il finto centravanti». Olivier e Gaelle in un bar del centro di Lille disegnano la Roma di Garcia. Tazzine di caffè che si spostano sul tavolo per spiegare i movimenti. Sono due degli inviati-amici del tecnico che già ha dato le sue indicazioni su come sistemare i giocatori in campo. Senza guardare ai nuovi acquisti, le certezze sono tattiche. «Vuole tre attaccanti. Se ne ha due, li mette sui lati. Per questo il capitano può stare in mezzo. Qui lo ha fatto anche con Bastos e Hazard». Si discute dell'equilibrio. «Se ha Pirlo, usa il regista. Ma se non ha uno con quelle caratteristiche, sceglie tre mediani di sostanza: bravi nella corsa e nell'interdizione. Sa come far rendere al meglio i singoli: il modulo dipende da loro». In difesa nessun dubbio: «Solo a quattro». Prende la parola Antoine, il cronista della Voix du Nord. Stravede per Rudi, chiamato per nome e basta. «Non esiste Blanc. E nemmeno Deschamps. Loro portano in panchina la carriera, le loro medaglie e i loro titoli con la nazionale. Rudi è il migliore con Philippe Montanier, l'allenatore del Rennes. Sono i nostri due tecnici più bravi». Rudi e solo Rudi. «Perché lui sa stare nello spogliatoio. Fa decidere ai giocatori chi sono quelli che devono far parte della commissione dei saggi. Di solito i più carismatici e i senatori». Totti sarà il garante. «Il capitano diventerà il primo alleato». Aggiunge: «Pensate che il nostro, Mavuba, vuole andar via perché Rudi si trasferisce in Italia». Duri gli allenamenti e spesso doppie le sedute di lavoro. «Prima della partita si va in ritiro. Anche se spesso, quando si gioca in casa e in notturna, chiede ai calciatori se è meglio vedersi direttamente la mattina».
PIZZA E BOUTIQUE
Il suo amico Gilberto, tre ristoranti e un alimentari, riceve spesso Garcia nello chic La Laiterie o per una lasagna nel riservato In bocca al lupo. Ma è rue au Peterinck, la preferita del tecnico. Si siede per un antipasto che nel menu si chiama Rudi: salumi di casa nostra, carciofini e pomodori secchi ripieni di tonno, insalata e un minicalzone alla mozzarella. Va lì con Veronica. E anche con le figlie: Carla, 21 anni, lavora nella moda, Clara 16 e Lena 14 vanno a scuola a Parigi. Il cameriere Roberto, tifoso del Palermo, non riceve la mancia ma lo abbraccia per una foto, Garcia lo rimprovera. «La vuoi solo ora che vado alla Roma, non me l'hai chiesta per anni...». All'angolo, su place aux Onions il negozio aperto con il cugino Salvador, pure lui di origini andaluse, mano ispirata nel disegnare vestiti dai colori accesi e bigiotteria raffinata. "Salvanne Original" è nato da una scommessa: «In tre anni porto il Lille ai vertici del calcio francese e noi ci mettiamo in società», disse Garcia nel 2008. Titolo e coppa nel 2011, licenza di vincere.

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MadBob79

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Citazione di: Dusk il 23 Giu 2013, 19:21
L'articolo di Romita è la Cappella Sistina dell'idiozia sempiterna e squallida in cui sguazzano questi mentecatti.

Citazione di: Dusk il 24 Giu 2013, 09:42
Cagnucci è uno Xavi-Iniesta della dissociazione mentale che affligge esclusivamente i tifosi della tottese, tra tutti i tifosi del mondo di tutti gli sport.

Te prego, basta :lol:

MadBob79

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Ughetto io me lo immagino sempre così:


est1900

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Infatti.
E chi ce crede che erano tazzine da caffè, ughe'?

MadBob79

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Se qualcuno recuperasse il podcast di Ugo Trani il day after potrebbe distinguere chiaramente tra una incaxxatura e l'altra l'"hic" etilico da sbronza per dimenticare le amarezze della vita. Ergo, questo si configura come DOPING e il buon Ughetto, avvalendosi dell'ausilio etilico, dovrebbe essere automaticamente squalificato dalla competizione per il Turone d'Oro.

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purple zack

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si però così diventa come il Pallone d'Oro, con MEssi premiato qualsiasi cosa faccia.

per me quest'anno Maida vince a mani basse. l'elogio dello "sceicco" non ha prezzo.

MadBob79

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Lascia sta, quest'anno c'è grande equilibrio. Non se la porta da casa Tonino contro Romita, Maida e Chiara (forse) Zucchelli.

Però Ragazzi, io vorrei avanzare anche la candidatura del buon Giancarlo Dotto con questa rosicata di altissimo livello:

CORSPORT (G. DOTTO) - La questione è concettualmente bacata alla radice. Aria fritta. Aquile monche. Il tema non è chi sia la prima squadra di Roma, ma se esista davvero un'altra squadra oltre la Roma. Quesito meno tracotante e villano di quanto sembri. E di facile soluzione, senza star lì a pescare nel torbido di quel bordello assolutamente irrilevante che è la Storia (date, prove, testimonianze), per sancire da pedantoni un prima e un dopo. Ciò che fa della Roma non la prima ma l'unica squadra della capitale è sotto gli occhi di tutti. Un'evidenza talmente commovente che fa di me, giuro, cardioromanista irrecuperabile che dalla curva fissava la Madonnina di Monte Mario per istigarla a miracoli sportivi e miracoli tout court (un gol di Colausig, per dirne una), quasi un laziale da riporto sentimentale.

Il dramma dei presunti cugini è ontologico, prima ancora che storico. Roba seria. La Lazio non esiste. Per meglio dire, non ce la fa a esistere. Ci prova, poverella, le tenta tutte, ma proprio non ci riesce. Negli ultimi quarant'anni ha messo insieme anche cose ammirevoli. Ha vinto scudetti, coppe, derby, l'ultimo pochi giorni fa. Non puoi dirle niente. Fa tutte le sue cose per bene, con calligrafica compostezza. Vince, esulta, si dichiara, va sotto la Nord, dice "Roma merda" e, insomma, fa tutto quello che deve fare una brava ragazza in certe occasioni. Ma non esiste. Le sue vittorie evaporano rapide, come certe bolle colorate soffiate da pischelli che hanno fretta di passare a giochi più divertenti e duraturi. Le sfiori e svaniscono. Ecco, la Lazio è una bolla. Non consiste. O come certe grida manicomiali. Parti, esulti, ti sbracci, ti metti le corone in testa, ti giri e dietro non c'è nessuno. Vittorie e corone immaginarie.

Diciamo la verità. Sfilare tra due ali di biancocelesti plaudenti per Totti e compagni è stata una gogna (un Mishima romano d'altri tempi si sarebbe dato piuttosto un harakiri esemplare) ma se, alla fine, non è stato poi così terribile è perchè a battere quelle mani c'era, schierato, il nulla. La Lazio è una squadra invisibile. Malattia incurabile. E non date la colpa ai media. I media hanno un olfatto infallibile. Vanno dove le cose esistono. La Roma esiste a prescindere. Esiste persino di questi tempi, che è tutto dire. Si sa più di un mancato allenatore romanista, quel grullo di Allegri, che di un allenatore reale, in carne ed ossa come Vladimir Petkovic.

Tutto questo Lotito lo sa. E rosica. Vive tutti i giorni sulla sua pelle la disperante beffa di essere ma non di esistere. Si agita. Fa sforzi sovrumani. S'è inventato una Lotiteide. Se non sono aquile, sono proclami. Lui e Tare, diciamola tutta, magari averceli. Sanano bilanci, scovano giocatori, acchiappano trofei, non sbagliano un allenatore, ma poi si guardano dietro, cercano intorno, e cosa vedono? Un'aquila spelacchiata e il deserto. E una macchia d'irriducibili tifosi. Per lo più inguaribili romanticoni e intellettuali raffinati, che colgono la bellezza assoluta e nichilista del tifare il nulla. Quel dolore sottile, quello spleen stordente della sottrazione. Non a caso, il tifoso laziale si esalta nella disgrazia. Quasi quasi, se rinasco, rinasco laziale.

bellodecasa

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Citazione di: MadBob79 il 24 Giu 2013, 10:01
Se qualcuno recuperasse il podcast di Ugo Trani il day after potrebbe distinguere chiaramente tra una incaxxatura e l'altra l'"hic" etilico da sbronza per dimenticare le amarezze della vita. Ergo, questo si configura come DOPING e il buon Ughetto, avvalendosi dell'ausilio etilico, dovrebbe essere automaticamente squalificato dalla competizione per il Turone d'Oro.

Basta chiedere, http://www.retesport.it/2013/05/27/trani-27052013-a  ;)

blackdahlia

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Proposta: io direi di istituire per quest'anno un premio speciale per la miglior rosicata radio-televisivo-stampata post 26 Maggio..che ne dite?

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PILØ

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Citazione di: bellodecasa il 24 Giu 2013, 09:52
romita merita sicuramente, però ughetto ultimamente con quel "le tazzine di caffè che si spostano sul tavolo per spiegare i movimenti", mi ha fatto vacillare.  :pp

Roma, ecco Garcia: «Totti sarà il mio alleato»
15-Giugno-2013
dal nostro inviato Ugo Trani


Questo è fuori concorso, parteciperà nella prossima edizione.

Maremma Laziale

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Citazione di: MadBob79 il 24 Giu 2013, 10:05
Lascia sta, quest'anno c'è grande equilibrio. Non se la porta da casa Tonino contro Romita, Maida e Chiara (forse) Zucchelli.

Però Ragazzi, io vorrei avanzare anche la candidatura del buon Giancarlo Dotto con questa rosicata di altissimo livello:


Premio speciale "Rosicone d'oro"

arkham

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Citazione di: Flaminio il 23 Giu 2013, 18:19
Mi dispiace per Cagnucci, sempre ai suoi livelli, ma quest'anno il premio dovrebbe andare a Romita.
Ribadisco un estratto, fior da fiore:

(...) Nulla potrà fermarci. Abbiamo il Papa dalla nostra parte che ha scelto un nome che è una garanzia per tutti noi. E abbiamo il calciatore in attività più forte del mondo degli ultimi venti anni di storia del calcio. Che altro abbiamo? Abbiamo mezza stella d'argento da sceriffi già cucita sul rosso della maglia. Chi ce la strappa? Lotito e i suoi pennuti boys? La mala sorte? Un arbitraggio maledetto? Nulla. Tranquilli. Nulla potrà toglierci quello che è giusto, stabilito e deciso. Me ne tornerò senza voce, senza casco, senza sonno e senza fame. E nel tragitto che mi riporterà a casa farò un bel giro largo e passerò a Trastevere, mi farò tutto il lungotevere in un senso e nell'altro, salirò al Gianicolo e poi al Pincio, traverserò piazza Navona e Fontana di Trevi, urlerò in Prati, davanti a Vanni, tutto il mio amore per la Roma. E me ne tornerò a casa sfinito, sporco e sudato. Farò una lunga doccia. E mi siederò a tavola, sorridente. E realmente soddisfatto di essere nato qui. E da lombi saggi.

A questo giro non c'è discussione, dai... Gli altri, pur meritevoli, avranno tutto il tempo per rifarsi.

Questo è fuori categoria. Turone di Platino.

edge24

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Citazione di: Dusk il 24 Giu 2013, 09:42
Ragazzi, dipende da cosa stiamo premiando: il goal più bello o il giocatore che ha giocato meglio in campionato.
L'articolo di Romita è l'equivalente del goal di Almeyda contro il Parma: clamoroso, imprevisto, improvviso, sbalorditivo e realizzato da un onesto lavoratore che solitamente non ha simili colpi di genio nel repertorio.
Cagnucci è uno Xavi-Iniesta della dissociazione mentale che affligge esclusivamente i tifosi della tottese, tra tutti i tifosi del mondo di tutti gli sport. Ma, appunto, siccome stiamo premiando il goal più bello e non il giocatore più forte, direi che il Lampo di Genio è quello di Romita.
Questo commento, per me, è come la finale di coppa italia. Basta, è finito tutto.

gesulio

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per la categoria "lettieratura" segnalo il simpatico libello Un marziano a Roma, monumentale opera di ben 75 pagine scritte a corpo 18 a firma del nullafacente cronico Giuseppe Sansonna, ed andata letteralmente a ruba tra dicembre e aprile, soprattutto nei negozi della catena Puntocasa dove ha sbaragliato la concorrenza dei rotoloni regina carta camomilla e tenderly triple soft.
come avrete intuito, si tratta di un insulso guazzabuglio di orride putta.nate dedicato al maestro boemo che tante gioie ci ha donato quest'anno: innumerevoli sono le perle marroni disseminate qui e là, ed è difficile scegliere quella che meglio rappresenta la summa fecale dell'imperdibile trattato. per cui vado sul sicuro e cito la parte finale:

Zeman fuma voluttuosamente, esplora l'impianto e soppesa una mazza da baseball con solennità da samurai.
Ridendo discreto del proibizionismo un po' ottuso che lo circonda, sintetizzato dall'enorme cartello No smoking
che gli campeggia alle spalle.
«Nemmeno all'aperto si può, qui».
Un giornalista italoamericano lo importuna brutalmente, gridandogli: «Roma può vincere scudetto?»
Zeman lo squadra divertito, aspira ancora una boccata e annuisce tranquillo: «Sì, si può fare».
In fondo Milan e Inter sono in pieno pauperismo, dopo le orge di mercato del recente passato.
Le altre pretendenti al titolo hanno anche l'Europa, a cui pensare.
La Roma no, ha solo il campionato.
Congiunture che alimentano le fantasie più sfrenate, subordinate a una serie di condizioni irrinunciabili.
Se il boemo, alla fine di un calciomercato ancora indecifrabile, potesse maneggiare una Roma vicina a quella che sogna.
Se i giocatori ingaggiati lo seguissero ciecamente, senza ammutinamenti, pigrizie e defaillance.
Con intelligenza e con amore.
Se l'Olimpico mantenesse il suo status di polveriera per tutto il torneo.
Se gli avversari se la giocassero con lealtà, sul campo e fuori.
Polverizzando complottismi, dietrologie e ingerenze presunte o reali dei famigerati poteri forti.
Forse, solo allora, capiremmo fino in fondo cosa ci siamo davvero persi, in tutti questi anni.
E cosa può vincere il boemo.

Tarallo

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 :o Questa spariglia tutto!! Ma e' 2012-2013?

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poda_again

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Ma il titolo del Corriere dello Sport dove la sconfitta con il Chievo può avere un gran premio della giuria?

Roma: Si allontana la Champions

Il Milan aveva 7 punti di vantaggio a due giornate dalla fine.

Altro suggerimento ma non ricordo chi lo ha scritto

Non è stata una traiettoria perché una traiettoria ammette delle possibilità, non è stata una parabola perché una parabola dà tempo per accompagnarla, sperarla, tifarla, guardarla, quel tiro è stata una decisione di Dio: perché doveva andare così, non poteva che andare così, stavolta non poteva andare diversamente. Una scia che puoi ancora guardare a testa in su, dove sta la stella polare della curva Sud. Il tiro di tutti i tiri, un gol che ha la notte in bocca. In quel calcio c'è lo sforzo, il sudore del pane quotidiano, la preghiera di chi ci crede eppure di chi bestemmia, c'è tutta la carriera di Francesco Totti: è la "pezza" da ragazzino, quella contro il garage a San Giovanni, la mazzafionda contro il Palazzo, quello del Potere, quello di vetro e delle segrete stanze che nella vita così come nei gialli e nei romanzi sono sempre e solo bianconere. E' una mazzafiondata che sa di saliva e strada. Di odor di cose vere. E' giustizia per Pomigliano, per gli esodati, per chi non si è mai piegato. Per la televisione sarà venduto come un "bolide", sarà un "spot" per trequarti del calcio mondiale, ma da questa parte (Roma) è soprattutto tanta tanta voglia di amare.

In quel tiro ci sono tutti i tiri e tutti i sogni dei ragazzini romanisti che sognano un giorno di battere la Juventus. Sotto la Sud. Dritto per dritto sotto la Curva, dritto sotto la Curva. Dritto sotto la curva. E' il cortocircuito della geometria, la perfezione della matematica. Il gesto dell'attimo, la negazione del tempo che scompare nel momento stesso in cui si fa vedere, qualcosa da far commentare a Carmelo Bene. O a un ultrà della Sud. E' lo stesso. Un viaggio di sola andata direzione Paradise City: sta lì adesso Totti a mangiarsi la prima mela caduta dall'albero di Eva colpito con quella pallonata. Grazie a lui l'uomo è rientrato nel giardino terrestre (e l'inferno esiste solo per chi ne ha paura). Fatece largo che... sono gli juventini che restano a bocca chiusa.La Roma ha vinto Sanremo, e l'asteroide che non doveva cadere è passato qui, pure il terremoto c'è stato ieri epicentro stadio Olimpico... Queste sono cose già sentite, bisogna sentire meglio quello che ha urlato ieri Roma-Juventus 1-0, come una volta con gol di Di Bartolomei.
E' stata la notte in cui la Roma, finalmente, ha capito di essere Roma e finalmente l'ha dimostrato. Di fronte avevi la Juve, la matrigna di tutte le partite, la squadra che pure quando non lo è è la più forte per forza (e mai per amore). Di fronte avevi la possibilità - l'unica se sei romanista - di dimostrare a tutti e soprattutto a te stesso di essere la Roma. Totti la partita l'ha vinta in settimana dicendo esattamente questo: che noi siamo la Roma, che tutti sono la Roma. La partita l'hai vinta quando alle otto e un quarto sei andato sotto la Sud finalmente a viso scoperto e con la fame come quando da ragazzino era ora di tornare a casa (erano 3.291 giorni che non li battevamo qui): un modo per non nascondersi, mettersi a nudo, per dire stasera: "vale per tutte". E chissenefrega se tra un po' la notte del riscatto diventerà il mattino del rimpianto, perché una squadra così, che sa dare (DARE) così non può avere quei punti di distacco, non può non stare dove è riuscita ad arrivare ieri. Su una stella. Solo con un calcio.

blackdahlia

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Citazione di: gesulio il 24 Giu 2013, 11:55
per la categoria "lettieratura" segnalo il simpatico libello Un marziano a Roma, monumentale opera di ben 75 pagine scritte a corpo 18 a firma del nullafacente cronico Giuseppe Sansonna, ed andata letteralmente a ruba tra dicembre e aprile, soprattutto nei negozi della catena Puntocasa dove ha sbaragliato la concorrenza dei rotoloni regina carta camomilla e tenderly triple soft.
come avrete intuito, si tratta di un insulso guazzabuglio di orride putta.nate dedicato al maestro boemo che tante gioie ci ha donato quest'anno: innumerevoli sono le perle marroni disseminate qui e là, ed è difficile scegliere quella che meglio rappresenta la summa fecale dell'imperdibile trattato. per cui vado sul sicuro e cito la parte finale:

Zeman fuma voluttuosamente, esplora l'impianto e soppesa una mazza da baseball con solennità da samurai.
Ridendo discreto del proibizionismo un po' ottuso che lo circonda, sintetizzato dall'enorme cartello No smoking
che gli campeggia alle spalle.
«Nemmeno all'aperto si può, qui».
Un giornalista italoamericano lo importuna brutalmente, gridandogli: «Roma può vincere scudetto?»
Zeman lo squadra divertito, aspira ancora una boccata e annuisce tranquillo: «Sì, si può fare».
In fondo Milan e Inter sono in pieno pauperismo, dopo le orge di mercato del recente passato.
Le altre pretendenti al titolo hanno anche l'Europa, a cui pensare.
La Roma no, ha solo il campionato.
Congiunture che alimentano le fantasie più sfrenate, subordinate a una serie di condizioni irrinunciabili.
Se il boemo, alla fine di un calciomercato ancora indecifrabile, potesse maneggiare una Roma vicina a quella che sogna.
Se i giocatori ingaggiati lo seguissero ciecamente, senza ammutinamenti, pigrizie e defaillance.
Con intelligenza e con amore.
Se l'Olimpico mantenesse il suo status di polveriera per tutto il torneo.
Se gli avversari se la giocassero con lealtà, sul campo e fuori.
Polverizzando complottismi, dietrologie e ingerenze presunte o reali dei famigerati poteri forti.

Forse, solo allora, capiremmo fino in fondo cosa ci siamo davvero persi, in tutti questi anni.
E cosa può vincere il boemo.


Questo è un capolavoro....soprattutto la frase evidenziata...si candida prepotentemente

Citazione di: Tarallo il 24 Giu 2013, 11:56
:o Questa spariglia tutto!! Ma e' 2012-2013?

Si, è durante la tournée in America, contemporaneo all'incontro con pippo

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