Citazione di: zaradona il 02 Set 2010, 10:19
LAZIO, RIBELLI A TUTTI I COSTI
Da Manfredini a Correa: ecco gli incontentabili. Giocatori che hanno avuto la possibilità di evitare tutto ciò. «Vado a giocare? No, preferisco la Lazio...».
Restare alla Lazio per forza. E pure con un pizzico di rabbia mista a soddisfazione. A tutti i costi. Magari poi ci scappa anche una causa e i soldi aumentano. E poco importa che ci siano squadre che ti seguono, ti fanno la corte per mesi e sono pronte a prenderti per darti lo spazio che meriti e farti giocare. Già, giocare a pallone, quello che dovrebbe fare un ragazzo che di professione fa il calciatore. Ma questo conta fino a un certo punto.
E' la storia di Manfredini, Bonetto, Artipoli, Quadri e Correa che da qualche settimana si allenano in disparte a Formello e con orari diversi dalla prima squadra. Giocatori, però, che hanno avuto la possibilità di evitare tutto ciò. «Vado a giocare? No, preferisco la Lazio...», il leitmotiv dei cinque ragazzi. Che ora, a volte anche ad orari particolari (tipo alle 8 del mattino) si vanno ad allenare sotto la guida di Crialesi, il tecnico di scorta che la Lazio ha alle proprie dipendenze e che dallo scorso anno ha il compito di allenare gli indesiderati.
Ribelli come Ivan Artipoli o Alberto Quadri, bravi ragazzi, nessuno lo discute, ma pare con poca voglia di misurarsi in campionati inferiori alla serie A. Legittimo fino a un certo punto, visto che di presenze nella categoria in questione ne hanno accumulata una ciascuno. Per Artipoli, che ha un contratto di altri due anni con la Lazio a circa 70.000 euro a stagione, ci sono state diverse offerte tra cui Alessandria, Juve Stabia, Campobasso e negli ultimi istanti del mercato dal San Marino. Tutte le proposte di stipendio erano pari a quello biancoceleste anzi, in alcune situazioni era poco superiori. C'è l'esempio dell'Iraklis Salonicco che a fine luglio era disposto a soddisfare ogni richiesta di Ivan, ma anche di Quadri e Correa, pur di portarli in Grecia. Tre giorni di trattative, ma alla fine è arrivato un secco no, anche se uno dei tre (Quadri) è andato fino a Salonicco per fare una prova, ma il suo rientro è avvolto da mistero. Ma pare non c'entri nulla la sua abilità col pallone. Anche per Alberto, comunque, che ha un altro anno di contratto a 140.000 euro, le occasioni per lasciare la capitale non sono state poche. A parte i greci, ci sono state Siracusa, con la Lazio disposta a pagare metà ingaggio. Ma quella più incredibile è stata la Fidelis Andria a luglio, con il giocatore che pressava il ds Tare per chiamare i pugliesi. Una volta ottenuto l'incontro, l'accordo tra le società e un contratto biennale e opzione per il terzo anno al giocatore alle stesse condizioni di quello laziale, il trequartista ha fatto dietrofront all'ultimo. Ma non è l'unico.
Assieme a lui ci sono pure Lucas Correa, zero presenze in campionato con la Lazio e un ingaggio di 75.000 euro per un altro anno, che tre settimane fa ha rifiutato il Wisla Cracovia e un contratto di due anni a 110.000 euro, più casa e macchina. Identico discorso, esclusi i benefit, con la Cisco Roma due giorni fa. Infine, Manfredini e Bonetto, anche se i loro rifiuti, ormai, non fanno quasi più notizia. Magari potrebbe essere incredibile quello dell'ivoriano, 35 anni e 500.000 euro fino a giugno prossimo, che ha detto no e quasi con disprezzo alla proposta dei ciprioti dell'Apollon (l'avrebbero voluto per i preliminari di Champions) che gli hanno offerto due anni a 350.000 euro a stagione. Bonetto, 300.000 euro annui fino al 2012, non avrebbe trovato l'accordo in extremis con il Livorno per poche migliaia di euro. Tra coloro che sono indesiderati da Reja, andrebbe aggiunto pure Fabio Firmani. A differenza dei cinque però il mediano sta lavorando alla rescissione di contratto ed è tuttora disposto ad andare all'estero. I mercati di Russia, Emirati Arabi sono ancora aperti. Perpetuini che, avendo perso la chance di andare a Foggia, Vicenza, Triestina, Frosinone e Verona, ora farà il fuoriquota in Primavera.
Fonte: Il Messaggero
Chi firma?
Immagino nè De Bari nè Cerracchio,probabilmente .In caso contrario offro una cena.
Strano quest'anno ci si ricordi ciò che dovrebbe essere noto ai più da tempo immemore:che determinati giocatori hanno definitivamente abbandonato l'idea,seppur anche vaga,del gioco del calcio,a favore del beato sollazzo ai tepori del ponentino,magari condito con qualche splendida bionda,fate voi.
Ma la cosa incredibile è che da giugno in poi ancora,ancora,non vogliono,proprio non vogliono,fare due conti sui reali costi di questo disturbo alla Lazio,che si aggirava sui 7 lordi,ed ora non arriva nemmeno al milione e mezzo,sempre lordo.
Mentre dellà si mandano messaggi "mafiosi"ai dissidenti,uniti,compatti,tutte le radio,tutti i giornali,dissidenti che costano quasi 20 milioni lordi di ingaggio,no dico
20 lordi...de quà qualcuno si preoccupa di una vertenza che minerebbe l'equilibrio nello spogliatoio.
Io reputo
vergognoso, al limite della querela per diffamazione,il modo di proporsi di alcune radio e alcuni commentatori.Ieri determinate trasmissioni hanno incentrato il palinsesto su questo problema,costituendo il comitato pro bonetto che a causa di 40.000 euro,non dati dal "gestore",è stato costretto a rimanere a lacerarsi nelle gabbie Laziali.sappiamo che la verità è ben altra.
E salvo,è bene specificarlo per onestà intellettuale,Guidone e Salomone che proprio stamattina hanno parlato di questo argomento in maniera molto obiettiva.
Un nuovo Guidone,a dire la verità,più fresco,anche un pochino incaxxato,tanto da dire per la prima volta,testualmente:
questa tifoseria non merita questa squadra.
Bisognerebbe però approfondire,caro Guido, sul come e perchè questa nuova tifoseria è stata creata.Tanti anni di "comunicazione" hanno sortito l'effetto sperato,abbiamo la tifoseria più "sficata" (e senza voler offendere nessuno) d'Italia.