Lo so, ci sono già uno o più topic che parlano di tattica, schieramenti e suggerimenti personali su come scendere in campo.
Io però mi sto fissando su un particolare: la fissa di quasi tutti gli allenatori di snaturare e/o limitare i giocatori che hanno a disposizione per mettere in campo lo schieramento che loro hanno in testa.
Prendo come spunto la partita di domenica a Genova.
Siamo scesi in campo con un 3-4-2-1.
I tre di difesa erano di ruolo.
A centrocampo c'era un terzino fludificante a destra, un ex-attaccante di fascia a sinistra poi sostituito da un altro terzino fludificante (destro) e due centrocampisti di ruolo al centro, con compiti principalmente di rottura pur non essendo nessuno dei due un interditore.
In attacco c'era il solo Floccari a fare i centravanti boa mentre lui è sempre stato un centravanti di peso ma più portato alla manovra.
Se si gioca da punta unica però hai poco da manovrare ed il più delle volte ti ritrovi spalle alla porta a guardare gli altri cosa riescono a combinare.
E gli altri, appunto, appartengono a quel limbo che va a galleggiare tra centrocampo ed attacco, i 2 di cui sopra.
Se questi due sono dei trequartisti puri e quindi dei centrocampisti offensivi (tanto per fare dei nomi famosi Zidane, Veron, Sneijder) la scelta sembra logica.
Se però uno è Hernanes che in Brasile riusciva contemporaneamente a completare il disimpegno della sua difesa, ad impostare il ritmo dell'azione, a proporsi per l'ultimo passaggio e, spesso, a cercare la conclusione il suo utilizzo negli ultimi 30 metri mi sembra un limitarne l'apporto che potrebbe dare a tutto il centrocampo, castrando sul nascere la crescita di tutto il reparto e non solo della fase di finalizzazione.
Poi c'è il suo compagno di "reparto", tale Maurito Zarate da tempo classificato come attaccante/punta/bomber o come ve pare a voi che invece di giocare negli ultimi 16/20 metri deve mettersi a fare da raccordo tra il centrocampo (quello vero) ed il povero Cristo Floccari (ma Ballardini non era stato esonerato anche per questo?).
Tra l'altro Zarate trae vantaggio dal suo modo di giocare soprattutto nel momento in cui entra in possesso di palla.
Generalmente con il primo dribbling/scatto salta quasi sempre il primo avversario e c'è una certa differenza tra il farlo a ridosso del cerchio di centrocampo oppure in area o giù di lì.
Inoltre l'appunto principale fatto a Maurito è quello di passarla poco e lo metti in un ruolo dove sei chiamato a fare l'ultimo passaggio?
In questo caso, secondo me, si può parlare tranquillamente di ruolo snaturato.
Sia chiaro che Zarate avrebbe anche il passo per fare il rifinitore ma ha l'indole e la testa dell'attaccante è quello deve fare.
Domenica sera ha fatto molte cose buone fraseggiando con Hernanes ma se le avesse fatte negli ultimi 16 metri siamo sicuri le occasioni da gol sarebbero rimaste ferme a quelle che abbiamo visto?
Ricapitolando lo schema di gioco, di solito, si dovrebbe adattare alle caratteristiche dei giocatori e non viceversa (a Zeman gli abbiamo fatto na capoccia così a suo tempo).
Quindi se non hai in squadra cursori di fascia ma dei terzini (anche Garrido, per sua stessa ammissione, è un terzino) giochi con i 4 dietro che prevedono i terzini (lasciando Radu a fare coppia centrale con Dias).
Se poi non hai dei laterali di centrocampo affidabili (Del Nero è nato per fare la riserva, Foggia è una seconda punta o al massimo un attaccante da 433 in linea) ti inventi una linea a tre con un playmaker (Ledesma) e due interni (Matu, Mauri, Brocchi, Bresciano, Gonzales) ed Hernanes che piazzi dietro le punte ma a fare il centrocampista con ampia libertà di movimento per cercare la superiorità numerica a centrocampo in determinati frangenti.
Di conseguenza poi giochi con 2 punte VERE, che facciano le punte e basta, che come unica preoccupazione devono avere quella di trovare l'alchimia con il compagno di reparto ed evitare di tirargli addosso.
Un po' quello che faceva fare Delio Rossi a Zarate e Pandev prima del ritorno della prima donna Rocchi che, essendo il capitano, doveva giocare anche se non si reggeva in piedi.
E qualche risultato in questo senso lo avevamo visto, soprattutto da Maurito.
Poi a fine carriera i ruoli dei calciatori possono anche essere rivisitati... ma a fine carriera.