in "Zingaro" tozzi canta la beltà della vita da gitano, dal punto di vista di uno impossibilitato a muoversi, magari per un incidente, una malattia o perché cementato come uno dei 5 matti alle olimpiadi, perché dice: "Zingaro voglio vivere come te, andare dove mi pare non come me"
dopodichè, canta di quando parioli era un quartiere abitato essenzialmente da poeti e dice, infatti: "Abito là ma vengo via, costa un'enormità e poi non c'e' più poesia"
poi, probabilmente tozzi immagina di parlare ad uno zingaro altoatesino mentre cerca di spiegare che cosa significa fare l'amore con una donna obesa, e infatti: "lei su di me pesa di più, di tutta la neve che negli anni avrai visto tu"
ad un certo punto uno immagina, sentendo tozzi, che sia Al che dissi che est1900 che il sottoscritto che tutti gli altri netter appassionati di tette, possano essere figli di zingari, perché dice: "Zingaro quel seno al lunapark, e quello era il tirassegno degli occhi miei"
qui tozzi ribadisce convinto che le mamme hanno sempre ragione: "mia madre diceva zingaro finirai
e adesso che sono zingaro e ha vinto lei"
il pezzo si conclude con la descrizione dell'eterna lotta fra uomo ed elettrodomestico: "Sento che va sento che va, delle frittelle il fumo ecco la libertà", nella quale alla fine l'uomo riesce ad avere la meglio su una friggitrice