Confesso di aver avuto un violento periodo tozziano tra i miei 11 e i 14 anni. Fuori tempo massimo, perché al contrario di tanti matusa che qui scrivono, l'ho cominciato a seguire quando si era appena ripreso da un buio bello lungo (durato circa 4 dal 1983 al 1987) con in mezzo "Urrah alla marinara", vero abisso dell'umbertone nazionale.
Insomma, mi sono perso il Tozzi anni '70, in pieno.
Il mio primo ricordo "reale" è "Eva", 1983, che a me, bambino di 7 anni, mi fece perdere la brocca. Fu un'infatuazione. La canticchiavo continuamente e speravo passasse in radio il più possibile, quando si stava in macchina. Perché in campeggio, la radio, andava tenuta rigorosamente spenta.
Per inciso. Il 1983 era anche l'anno di "Amore disperato" di Nada, vero tormentone di quella mia estate, ex aequo con il succitato brano di Tozzi, per l'appunto. Forse il brano di Tozzi è 1982 ma sicuramente l'onda lunga arrivò fino all'estate dopo.
Poi, Tozzi non me lo sono più intruppato fino a "Immensamente", canzone legata a doppio filo a un grande innamoramento del mio primo campo-scuola.
"Immensamente" faceva parte dell'album "Invisibile", che mi feci registrare da mia cugina su un'audiocassetta, come si usava al tempo. Qualcuno comprava il vinile e poi si scroccava la registrazione.
La consumai, quella cassetta. A cominciare dal brano di apertura. "Se non avessi te".
L'anno dopo, 1988, uscì il live "Royal Albert Hall" con tanto di versione televisiva (il concerto passò in RAI in una versione da 50 minuti circa).
E grazie a quell'album live conobbi le canzoni del passato, da "Qualcosa Qualcuno" (la mia preferita) a "Notte rosa" e altre che ovviamente già conoscevo perché troppo famose per non essere conosciute anche da chi non lo seguiva.
Insomma, 'sta passione è durata fino alla terza media. Mi piaceva, non ci potevo far nulla.
Tra l'altro, scoprii che era conosciuto all'estero più di altri cantanti che seguivo, tipo Baglioni, per esempio.
Ricordo che in Austria, a Villach, dentro un negozio di scarpe dove entrò mia madre la commessa austriaca c'aveva le cassette originali sul bancone e ne metteva una dopo l'altra.
Quanto ai versi, il più enigmatico rimane "Come questa mia sigaretta / che non brucia come vorrei / come uno che ha preso 6"...Tratto dal brano "Dimmi di no".
Quanto mi ci prendevano per il culo mio fratello e mio "cuggino" con questo verso. Ancora me lo canticchiano.