La "mano invisibile" nelle scelte riguardanti il vivere associato, in qualche modo, esiste. Non c'è bisogno di ordire trame e complotti, semplicemente, l'orizzonte culturale esiste e spinge le persone a comportarsi in un certo modo.
Esempio a pera, tanto per fare a capisse: io non credo che nella redazione de Il Giornale facciano riunioni in cui parlino esplicitamente di difendere Berlusconi o che dicano al nuovo arrivato "ahò me raccomanno: devi da parlà male della sinistra". Insomma, credo che certe cose vengano da sé.
Ergo, sulla roma, l'iter è quello. Non c'è bisogno di mettersi d'accordo, è semplicemente il loro orizzonte culturale. Il classico esempio del romanista a voi vicino che quando si parla di roma sragiona, perde il suo QI da astrofisico o primario di chirurgia, e si trasforma in un Marione qualsiasi è calzante. I romanisti in posizioni chiave sragionano esattamente allo stesso modo: non hanno bisogno di fare riunioni massoniche. Viene da sé.
Hanno appena deferito l'Atalanta per la stron*ata de'n carrarmato che distrutto una macchina dipinta di giallorosso.
Silenzio su un'orda di barbari che negli stessi giorni ha inneggiato allo sterminio dei laziali, alla riapertura dei campi di concentramento e ha celebrato l'assassinio di un padre di famiglia allo stadio, il tutto insudiciando e rovinando un quartiere centrale di una Capitale Europea (la città cui dicono di essere cives, per inciso).
Il "male" non è come nei film, che complotta, a voce alta, con fare turpe, mettendo in fila ragionamenti grotteschi. E' fatto di un insieme di comportamenti guidati da logiche implicite.