Citazione di: italicbold il 08 Set 2010, 10:39
Ricordo che a 20' dalla fine ormai la rassegnazione stava calando sullo stadio. O forse era solo la mia.
Il destino sembrava troppo duro anche per un cuore grande come il nostro. la palla non voleva saperne di entrare e sembrava che anche i giocatori cominciassero ad abbassare d'intensità.
Poi l'urlo.
L'urlo più grande che io abbia mai sentito in uno stadio.
stessi ricordi.
avevo iniziato a pensare a come portare il culo in salvo una volta sentito il triplice fischio.
oramai non ci si credeva piu' e il tiro di podavini dal quale nasce il gol di giuliano ne e' la controprova: un tiraccio sbilenco tentato da una posizione sbagliata come a dire al mondo "siamo alla canna del gas".
poi l'urlo, si, una cosa disumana. grande, enorme, e d'altra parte anche se le cronache parlano di sessantamila spettatori, io non ricordo un solo vuoto in tutto lo stadio, anche i distinti che separano la sud dalla monte mario erano pieni zeppi e di magnagatti neanche l'ombra. chissa', magari sono i ricordi del giovine pikkio che fanno sembrare tutto diverso, pero' io lo stadio lo ricordo cosi', roba da ottanta sacchi.
e come dice ib ricordo l'urlo, che non fu un urlo ma qualcosa di diverso, qualcosa che giampaolo ormezzano -quindi non uno dei nostri- qualche tempo fa descrisse in un articolo come il boato piu' lungo della storia del calcio. ecco, non so se fu l'urlo piu' grande, o piu' forte che si sia mai sentito dentro uno stadio. ma il piu' lungo si. c'erano mesi di sofferenze inaudite da sfogare, mesi di paure, di rabbia, di aspettative tradite, di speranze malriposte. ho avuto l'onore e la fortuna di sentirne altri di boati terrificanti: il gol di nesta al milan in coppa italia, il gol di gazza alle merde, o il gol di calori alla juve e soprattutto il fischio finale di collina a perugia. ma quello fu diverso, ed e' ineguagliabile perche' in quello e solo in quello c'era, piu' che la paura di morire, l'aver visto la morte in faccia. averla vista in estate, e poi alla seconda di campionato, e poi alla penultima quando il pisa ci affetto' tre a zero e in campo c'era una squadra senza palle, e poi quando iniziavamo un po tutti a sospettare che oramai non ce n'era piu' e il vicenza l'aveva sfangata.
io non so se non moriremo mai, so solo che quello che successe quel giorno va oltre il calcio. il tiraccio, lo stop, la veronica, la puntata, il lampo nel cielo assolato d'estate, giuliano che fa lo scatto piu' bruciante della sua carriera per andare a bestemmiare sotto la nord, la gente che piange, lo speaker che chiama dottori in ogni settore dello stadio, e tutti gli altri che non riescono a smettere di urlare. niente di tutto questo e' calcio. e' un quadro, una scultura, quanto di piu' simile ad un'opera d'arte si sia mai vista in un campo di calcio.