Sono credente ma non moralista, penso che ognuno debba credere a quel che gli pare e fare quel che la testa e il cuore gli detta. Per esempio, vuole mangiarsi un piatto di merda? Se piace a lui, faccia pure. Vuole inveire contro la sorella di Maometto? Scorreggiare sulla foto della regina d'Inghilterra? Se è a casa sua o in un contesto dove tali azioni sono fatte nel contesto di un sentimento condiviso, bene, ma in un àmbito più vasto, dove c'è una pluralità di persone alcune delle quali possono anche sentirsi offese o semplicemente a disagio o intristite, non ne vedo né l'opportunità né l'utilità.
Poi, un ateo, in teoria, non avrebbe ragione di bestemmiare: chi bestemmia? Il nulla? O l'idea che gli altri hanno dell'ente spirituale che stanno bestemmiando? Quale beneficio o divertimento ne trae? Io penso che se una persona bestemmia (è capitato purtroppo tante volte anche a me di farlo e non ne sono orgoglioso), o è adirata oltre ogni limite, o soffre come una bestia, o è un troglodita. In ogni caso non mi fa rabbia, mi fa - sinceramente e senza ironia - pena.