Per gli amici
strèngers che non hanno potuto vedere (e godere di) RaiSport, vi assicuro uno spettacolo maestoso. Immagini grandiose (anche a me ha colpito a dismisura la bellezza della Città, in cui, anche per un po' di pregiudizio lo ammetto, non ho mai voluto metter piede) e credetemi, commento strepitoso.
Di Bragagna, che ogni tanto straripa, va sulla voce del povero Attilio Monetti (un altro mostro)

o di qualsiasi ospite abbia a tiro che provi a dire due parole, molto spesso esagera con la pronuncia PRE-GIII-SSSA dei nomi degli atleti Sudafricani, Finlandesi, Nordcoreani o dello Sri Lanka...

ma nell'insieme è insuperabile, secondo me il migliore dei telecronisti televisivi (tutti, gli strilloni di Sky compresi). Straordinaria la sua presa di posizione, molto dura e sincera (e addolorata) nei confronti di Alex Schwazer, mentre commentava l'impresa clamorosa della Straneo.
Ma anche la Caporale (a me piace molto) che sarà pure saccente e un po' supponente, ma molto spesso riesce a far dire agli atleti ancora sudati a bordo pista (o bagnati a bordo-piscina), cose non banali, piccoli fatterelli segreti e spesso ignoti, che per noi appassionati, sono l'essenza stessa della passione sportiva. Nella sua intervista "a caldo" a Valeria Straneo, abbiamo assistito a due "perle" assolute di giornalismo, che sono merito assoluto di Elisabetta Caporale: la Straneo è già di per sé una chicchierona, lingua sciolta (con l'erre moscia), tutta eccitata, una mattacchiona simpaticissima e fortissima. Personaggio singolare, si è scoperta maratoneta a livelli top a 35 anni e sembra proprio che si trovi a vivere dentro un sogno. Con l'ansia evidente di raccontarlo. E la Caporale l'ha assecondata... lasciandola parlare:
"... mah... io sono partita col mio passo... ero in testa tranquilla, stavo bene... ne avevo dietro una decina... poi al trentacinquesimo km mi giro e... cazzo! le avevo staccate tutte!!!" (una frase, un concetto che chiunque ha fatto sport, ha detto mille volte nella vita).
E la giornalista ha sorriso e ha fatto appena un "aaaheeemm... va bene la concitazione della diretta..." (o qualcosa di simile)

E poi, proseguendo nell'intervista: "E cosa hai pensato quando a due km dalla fine ti ha passato la keniana Kiplagat... la Campionessa del Mondo in carica???"
E lei: "ah... perchè era lei, la Campionessa del Mondo? ah bene, manco lo sapevo... bè ancora meglio questa medaglia d'argento!"
Straordinaria!
Sincera, vera,
naive e senza fronzoli. Veramente emozionante.