Io no.
Sapete quanto io sia allergico a certa retorica "tifonesca" ma questa non l'accetterei.
Io sono uno che, per esempio, accetterebbe di buon grado scambi di giocatori con la roma, se la Lazio ne avesse un beneficio.
Mi dici "Vuoi Borriello?" Ma magari domattina fosse a Formello.
Vuoi Tancredi allenatore dei portieri qualora Grigioni avesse un'altra offerta e volesse andar via? Se è bravo, va bene.
Io ragiono così.
Sono uno a cui non fregava (e non frega) niente che Candreva fosse romanista, che Liverani fosse romanista, che Domizzi, Berrettoni, etc. etc.
A me piace il campo. Tutto il resto mi appassiona poco.
Se un giocatore è forte, per me può avere anche il poster di Giannini in camera. Lo prendo, se è forte.
E lo stesso dicasi di allenatori, tecnici, preparatori, osservatori, mediatori, etc.
Ma quello che fece Maresca fu una cosa davvero vigliacca. Troppo vigliacca.
Ecco, una di quelle cose che se fossi un tifoso del Toro e incontrassi Maresca per strada lo metterei sotto.
Sarei disposto ad accettare obtorto collo - ma lo accetterei, se forte - un giocatore che, magari, festeggiando coi suoi compagni per una vittoria contro la Lazio avesse fatto un coretto contro la Lazio o che avesse detto che la Lazio je sta sulle palle (come ha fatto Marchisio col Napoli, grosso modo).
Ma quello che fece Maresca no. Non lo potrei perdonare. Perché lì si offende un preciso "codice". Quell'esultanza di Ferrante era L'Esulantanza per i tifosi del Toro e quindi anche per me, che in questo momento mi sto immedesimando.
Era una cosa loro, una cosa sacra, era un "questi siamo noi".
Voi che fareste?