Citazione di: Rivolazionario il 22 Lug 2013, 16:40
Manco la madre di Ibsen, parlava tanto di Ibsen. 
Luis Enrique è un lettore assiduo di Ibsen.

Citazione di: genesis il 22 Lug 2013, 16:16
Credo di capire cosa voglia dire naoko: non credere che i norvegesi siano socievoli come gli svedesi.
Guarda, io in Spagna ho trovato un grado di empatia zero.
Naturalmente, essendo afflitto da complesso di Kafka, mi sono sempre detto "è tutta colpa mia, sono io che non li capisco e non riesco a integrarmi"; se mi confidavo poi coi pochi spagnoli che capivo che potessero accettare la critica, mi confermavano ovviamente la mia versione kafkiana.
Finché ho cominciato a frequentare solo gente straniera (raramente italiani, non sopporto i nostri connazionali, men che meno all'estero, so' allergico, ma so' allergico un po' a tutto, viaggiando e conoscendo tante culture, invece di aprirmi, sono diventato un orso): argentini, irlandesi, inglesi, americani, tedeschi, rumeni, marocchini, venezuelani, guatemaltechi, etc.
M'hanno confermato tutti la stessa impressione (allora non ero io Kafka!): gli spagnoli, contrariamente al cliché di
calientes, sono freddissimi. Hanno un'apparenza di cortesia e accoglienza che nasconde un'agghiacciante neutralità: non ti romperanno mai le palle, non discuteranno mai le tue scelte sessuali, religiose, politiche, non discrimineranno mai la tua nazionalità o etnia, per esempio. Bello! Perché? Perché sono tolleranti? No, perché sono il vuoto spinto e non gliene frega un ca22o in assoluto del prossimo. Sono assolutamente endogeni e chiusi a tutto quel che è straniero ma non lo fanno vedere perché il loro è un atteggiamento mentale, non esteriore, il che è anche più sottile. Ti lasciano avvicinare, ma non troppo, non sia mai. Vedi anche cosa succede negli spogliatoi del Real: spagnoli contro resto del mondo, Casillas fa il caporione insieme a Sergio Ramos, Mou lo mette in panchina perché ha le palle e fa quello che bisognerebbe fare anche con Buffon, si grida al complotto antispagnolo del portoghese invidioso, zompa tutta la squadra. Anche in campo bellico, non hanno partecipato a nessuna delle due guerre mondiali e la guerra civile se la sono fatta in casa; ironicamente, la paranoia dei falangisti era quella che la minaccia
roja fosse "antispagnola" - laddove i valori "spagnoli" tradizionali erano la monarchia, una società praticamente feudale, patriarcato maschilista assoluto, identificazione tra cattolicesimo e
hispanidad. Sono di un isolamento e di un'autoreferenzialità assoluta. Vivono in
peñas, ossia grupponi d'amici, branchi che si formano durante l'infanzia, che continuano per tutta la vita e che sono come una sorta di clan in cui si entra solo per nascita e da cui non si esce mai.
I miei migliori amici a Madrid? Se si esclude un'italiana, connazionale: uno svizzero, un tedesco e una tedesca.
In particolare trovo i tedeschi di un'empatia e un'amabilità superiori - contrariamente a un'altro cliché (non è solo un'impressione mia perché alcuni amici me lo confermano). Oggi, sono loro a lamentarsi della chiusura degli spagnoli...
Adesso voglio proprio vedere che clima umano c'è in Norvegia. Forse è anche questione di affinità mentali: ci sarà una nordicità mentale?