E' mesi che mi assilla questo punto,voi direte,perchè?
Appunto,mo ci arrivo.
Il calcio italiano è in fase di coma,non può e non deve essere quello che è diventato oggi,anno domini 2013,nella società italiana.
Il business si sta mangiando tutto il resto,con la compiacenza dei media e del sistema politico che sfrutta il tifo come base di voti (spesso basta un "forza x" o "forza y" per determinare un sindaco,o un deputato...),il sistema sta marcendo nel più classico dei fallimenti italiani,la noncuranza e l'assenza di regole.
Premetto che di ranking,contratti,società etc,etc non mi importa,non ne uscirebbero bene ma nemmeno distrutte,ognuno resterebbe al suo posto,però con regole più serie che verrebbero ripensate una volta che l'emergenza reale è passata.
Il calcio monopolizza e contribuisce a creare mostri,rin...cretinisce milioni di persone e accentra aspetti e argomentazioni che dovrebbero riguardare non il mondo del pallone ma della società civile che sta scomparendo,mentre le persone comuni si affannano a discutere di razzismo negli stadi però sono e tengono comportamenti ben diversi nella vita di tutti i giorni.
Si parla di violenza legata al calcio,ma non si parla di quella violenza quotidiana ovunque,dalle scuole ai posti di lavoro,fintanto che questa non sfocia in un delitto di cronaca da tg.
Il calcio diventa così uno specchio distorto di una realtà in cui la vendita di fumo è un triste aspetto quotidiano.
L'ipocrisia diventa un valore con cui si vincono le elezioni.
Tanto a nessuno importa di milioni di disoccupati,dell'emergenza abitativa e di svariati problemi seri fintanto che hanno la gazzetta la mattina e controcampo la sera,fintanto che il loro presidente acquista nesta o balotelli,e chissene se la fiat delocalizza in polonia,hai visto che juve?
Io invece ritengo che per migliorare la società ed avere un movimento calcistico sano sia necessario fare un reboot temporaneo e ripulire tutto in un'ottica più ampia.
Riparti,perchè comunque riparti,ma ridai a tutto la giusta dimensione.