Lazio, il caso Barreto: l'uruguaiano al palo a Formello dopo il mercato estivo
di Fabio Belli
Rifiutata Salerno, il destino calcistico di Gonzalo Barreto resta in bilico. Sull'attaccante uruguaiano, prelevato dal Danubio, la Lazio aveva investito speranze e denaro nel 2009, pagandolo quasi due milioni di euro ed attendendo il Gennaio dell'anno successivo, affinché compisse diciotto anni e potesse dunque essere tesserato in biancoceleste. L'impatto non fu devastante come si pensava, anche se arrivarono qualche gol ed alcune giocate ad effetto sotto la guida di Roberto Sesena in Primavera, fino all'eliminazione nei quarti di finale di campionato contro un Brescia che sulla carta non pareva irresistibile. L'anno successivo, dopo l'ambientamento, ci si attendeva l'esplosione di un giocatore che, ancora giovanissimo, fu invece chiamato ad affrontare un gravissimo dramma personale. L'omicidio della madre, da parte del convivente di lei in Uruguay, che ovviamente cambiò le proprità di un ragazzo capace comunque di rimettersi velocemente in gioco, appigliandosi al calcio come ancora di salvezza per andare avanti. "Con lui ho dovuto essere più amico che allenatore, per un periodo", raccontava l'anno scorso Alberto Bollini, parlando della rinascita di Gonzalo. Eh sì, perchè se la stagione 2010/11 fu avarissima di soddisfazioni e soprattutto di gol per Barreto, le cose cambiarono radicalmente l'anno scorso, quando nel tridente con Ceccarelli e, alternativamente, Rozzi, Emmanuel e Vivacqua, il talento sudamericano divenne uno dei migliori giocatori dell'intero campionato Primavera, chiudendo il campionato con venti realizzazioni, diciannove nella regular season ed una nella final eight, proprio nella finalissima poi perduta contro l'Inter, che trascinarono appunto la squadra al secondo posto finale. Un calciatore trasformato, finalmente a suo agio nel tridente offensivo di una Lazio atomica in attacco, e capace di diventare leader in alcune circostanze come non aveva mai fatto prima, come ad esempio a Viareggio quando una squadra decimata dalle assenze tenne testa fino ai supplementari alla Fiorentina, quando Gonzalo fu forse l'ultimo ad arrendersi. Dunque una stagione ottima, ma in sede di mercato in estate non sono arrivate per Barreto le risposte che ci si aspettava: come tutti gli ex Primavera, la pressione per mandarlo a Salerno, nell'altro club controllato dal presidente biancoceleste Lotito, è stata forte, ma le perplessità per la Seconda Divisione sono state le stesse che hanno attanagliato altri ex compagni di squadra dell'uruguaiano, come Ceccarelli e Crescenzi. Ma il calciomercato last minute è stato amaro per il ragazzo di Montevideo: tra le situazioni da sbrogliare in extremis, mentre Ceccarelli si è accasato a Lanciano e Crescenzi ha trovato posto alla Nocerina, e l'attaccante nigeriano Emmanuel ha alla fine accettato il passaggio alla Salernitana, per Barreto non si è mosso nulla, ed alla fine è rimasto a Formello, troppo vecchio (classe '92) per la Primavera, fuori dai piani di Petkovic per la prima squadra. In mancanza di offerte valide Salerno, negli ultimi giorni di agosto, sembrava l'unica destinazione possibile, ma così non è stato, ed ora il futuro è nebuloso, e per ora fatto di solitari allenamenti a Formello.