Un mio caro amico, uno dei più cari, definisce Lolli "Il Marco Masini della sinistra".
La definizione l'ho sempre trovata appropriata e calzante.
Lolli a me piace, lo premetto.
Credo faccia parte di quel gruppo non molto nutrito di cantautori di lotta e di governo.
Non è, secondo me, con Pietrangeli, Della Mea, Amodei, Marini.
Lo affianco, semmai, a Rosso, a Locasciulli e ai meno noti Bassignano, De Angelis. Ci infilerei anche Luigi Grechi (il fratello di De Gregori).
Cantautori che hanno coniugato, nei loro brani, la dimensione politica con quella privata.
Poi, certo, Lolli ha spesse volte scelto la via lacrimevole (vedi la bella "Agosto", mio pezzo-cult), malinconica, pietosa. Via, secondo me, che ne ha un po' limitato l'apprezzamento complessivo e il giudizio medio, di norma severo.
Da qui l'accostamento al più giovane cantante fiorentino.