Consiglio cinematografico per domani sera (Domenica 19 Settembre)

Aperto da Dusk, 18 Set 2010, 20:22

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Dusk

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Sì, potrei risultare di parte.
Uno dei due registi, di cui leggete il nome qui sulla locandina (Matteo) è stato uno dei miei più cari amici, per anni, e idem uno degli attori protagonisti (suo fratello Michele). Inoltre, tra i collaboratori vari del film ci sono diverse mie vecchie conoscenze.

Ma, vi basti sapere che all'ultimo Festival di Venezia è stato presentato alle Giornate degli Autori e si è beccato 15 minuti di standing ovation e che se fate un giro per la rete (o se avete letto i vari Metro, City eccetera i giorni del Festival..) troverete recensioni entusiastiche, che parlano di un piccolo gioiellino, che avrà i suoi difetti e bla-bla-bla, girato con pochi mezzi, ma che rasenta quasi il film cult, ben girato, ben recitato, ben sceneggiato e quant'altro.

Giovedì è stato presentato in esclusiva a Roma, c'era la sala gremita e TANTE persone fuori senza biglietto. Io ero tra questi, ho portato con me una decina d'amici, e tutti sono rimasti quasi "shockati" dalla qualità del film. Domani era previsto il replay, e già oggi pomeriggio i biglietti erano andati esauriti, così pensavo di non segnalarvelo. Invece mi dicono che, data l'affluenza, la sala ha deciso di effettuare un'altra proiezione, così... ve lo dico.

Domani sera, h 23.30, Cinema Farnese (Campo de Fiori), "Et in Terra Pax".
Se vi capita. Sì lo so, orario del cavolo, di domenica poi. Ma vi assicuro che ne vale la pena.

Dusk

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Lazionetter
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From Mymovies:
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=63618


Secco e affilato come un rasoio il ritratto di vite al limite nella periferia di Roma

di Emanuele Sacchi     


Raccontare di vite difficili nei sobborghi romani tra miseria e criminalità, dannazione e redenzione non è una faccenda semplice. Specie dovendo confrontarsi con modelli ingombranti come L'odio di Kassovitz sulla banlieue parigina o con ostacoli storicamente insidiosi in operazioni di questo genere (retorica, recitazione sciatta, ecc.). La straordinarietà di Et in terra pax è quella di evitare sistematicamente le insidie suddette per regalare un racconto morale senza la morale medesima né messaggi di qualsivoglia genere.
Banditi gli eccessi e le forzature di sceneggiatura, la storia di Marco e del suo disastrato quartiere scorre con l'irruenza di un fiume in piena ma la levità di una piuma, tra caratterizzazioni azzeccate – maiuscola la prova di Paolo Perinelli nei panni del barista Sergio – e mirabile compostezza in una gestione delle rare sequenze action figlia, su ammissione degli stessi autori, della lezione di Hong Kong. Il fatto che un simile gioiello di saggezza e narrazione disadorna non abbia riscontrato i favori (e quindi i finanziamenti) di Rai e Ministero è questione che invita a una seria riflessione su meccanismi decisionali seriamente da rivedere.

Silverado

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Lazionetter
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L'orario e del caxxo ma la mia vita non è da meno  :D
Mi sa che ci vado.
Grazie!

Emanuele

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Lazionetter
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Io sono andato ieri notte.
Apprezzabili alcune cose, ma il film non mi ha detto molto nel complesso.

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