Ieri l'ho osservato in modo particolare, ecco il resoconto:
Per tutto il primo tempo era ovviamente a disagio, sia per il fatto che tutta la squadra da centrocampo in su non girava in fase offensiva, sia per l'emozione,sia per la voglia di seguire alla lettera i dettami di Vlado, sia per la paura di deludere lo stesso mister e compagni di squadra.
Con il passare dei minuti ha sbagliato sempre di meno e ha preso maggiore sicurezza. Il fatto che, pur sapendo di disporre di numeri da talento puro, si sia impegnato al massimo per mantenere gli equilibri tattici (pressava, difendeva e manteneva la posizione) testimonia che è un ragazzo equilibrato, intelligente e che ha l'umiltà giusta per diventare davvero...qualcuno.
E poi l'apoteosi, me la sono rivista ora, un lampo di classe, con due uomini saltati, con una finta all'appoggio verso destra iniziale e poi lo scatto bruciante fino al cross bello teso e decisivo.
Certi numeri non si programmano, chi ha talento li esegue automaticamente sulla base dell'istinto e della consapevolezza delle capacità tecniche e fisiche possedute.
Del resto, l'abbraccio con i compagni dopo il goal e il viso visto in tv di Vlado alla sua uscita la dicono lunga su cosa pensi di lui chi lo vede allenarsi e giocare giornalmente a Formello.
Giudizio Finale e consigli per tutti:
Esordire a 18 anni in Europa League contro una buonissima squadra che solo per sfiga non sta giocando i gironi di CL fornendo l'assist vittoria non è da tutti.
Le condizioni perché diventi quello che vogliamo diventi

, in primis l'intelligenza, mezzi tecnici e fisici, la fame e l'umiltà ci sono tutte, quindi lasciamolo in pace, abbassiamo le pretese, godiamocelo e non stressiamolo... almeno per un po'.
PS. Ha 18 anni, nessuno se lo scordi ora e nei prossimi mesi, nel bene e nel male