Durante una tappa della recente Vuelta (un'altra immensa fregatura per Nibali...) il telecronista di Eurosport (Giacomo... qualcosa, non ricordo e mi scuso) ha detto: Nibali sulla salita dell'Angliru non riesce ad andare perchè ha gli attributi troppo grossi che gli impediscono i movimenti sulla sella...
E' vero.
E' davvero un uomo coraggioso, forte e straordinariamente tosto. Chiunque altro, chiunque, caduto a tre giri dalla fine, dolorante, solo e con quasi un minuto dal gruppo avrebbe detto vaffanculo è andata. Nibali col cazzo: è rientrato, da solo, e chi va in bicicletta sa cosa significa, anche perchè a 40 dall'arrivo il gruppo comincia ad andare seriamente. E' rientrato, ha parlato con Scarponi, si sentiva, nonostante tutto ancora bene e sull'ultima salita di Fiesole hanno concordato l'allungo. Prima Scarponi ha dato una botta forte delle sue, erano rimasti un gruppettino e dietro s'è vista una maglia azzurra rientrare al volo. L'ho riconosciuto subito (e né Cassani né Pancani si sbilanciavano a "indovinare" il suo nome). E' rientrato e sul pezzo duro è andato via con Purito Rodriguez, in maniera maestosa.
Ma c'era ancora una decina all'arrivo, e in due era dura.
Io sognavo un arrivo di quei due, che sono al momento i due corridori che preferisco in assoluto (poi, per un caso stranissimo Purito si chiama Juaquin Rodriguez-Oliver... proprio come una coppia di piloti del Mondiale Prototipi anni '70, che correvano con la mitica Porsche 917: il messicano Pedro Rodriguez e l'inglese Jackie Oliver!).
Nibali ha preferito far rientrare Valverde e Rui Costa, pur sapendo i rischi di avere due Spagnoli su quattro. Ma forse lui sapeva dell'assoluta, storica insipienza tattica della squadra Spagnola, che nel corso degli anni ha dato più volte dimostrazioni evidenti di incapacità, di "pollaggine", perdendop decine di corse già vinte.
Nella discesa non ha spinto come lui sa fare (ma era caduto, male, meno di venti minuti prima, e vi giuro, quando cadi e ti fai pure male, cerchi di superarla subito, ti concentri, ma la paura resta, nel fondo del cuore, resta...). Rodriguez si è avvantaggiato quei sette otto secondi e sembrava fatta. Ma non era finita.
Mancava ancora l'ultimo durissimo strappo e, come ha detto Tarallo, Vincenzo Nibali gli è rientrato tutto da solo, portandosi dietro gli altri due.
A questo punto ho pensato: è fatta per gli Spagnoli. Se arrivano insieme, Valverde se li magna senza problemi, mancano cinque km, se fanno gioco di squadra uno dei due si sgancia e va all'arrivo.
Niente, non sono stati capaci. O meglio Rodriguez è uscito al primo allungo, ma decisamente troppo presto, tanto che sull'ultimo rettilineo, durissimo, pedalando all'insù più o meno al 2 o 3%, si è piantato. E il Portoghese, che più volte ha dimostrato di essere un finisseur formidabile, piantando sparate irresistibili negli ultimi due km (al Tour ha vinto due tappe così, mi pare) ha avuto gioco facile.
Nibali non ne aveva più, sopratutto moralmente.
Se fosse riuscito ad arrivare con gli altri? sarebbe arrivato quarto lo stesso, secondo me, al massimo terzo.
Il suo gioco era arrivare tutti insieme sulla salita di via Salviati. E lì piazzare la botta e andare via con Rodriguez.
E Rodriguez in volata avrebbe potuto batterlo. Gli altri due, no.