due anni fa arrivo' alla lazio un misterioso, giovane e funambolico attaccante argentino, promessa del calcio sudamericano che, probabilmente molto male consigliato, aveva preferito i soldi arabi alla carriera e tentava il secondo ingresso nel calcio che conta. e lo faceva senza paura. fermo, palla sul destro, il braccio destro largo ad indicare al compagno dove mettersi, guardava in faccio l'avversario e lo saltava.
e lo saltava. palla al piede non ce n'era per nessuno. non lo prendevano mai, e se per sbaglio gli lasciavi intravedere la porta partiva la stecca sotto al sette. i compagni portavano la croce e lui cantava. e la lazio ne giovava.
poi e' successo qualcosa. i compagni hanno smesso di correre per lui, forse stanchi delle corse senza palla regolarmente ignorate dal talento argentino. allora delio rossi ha mutuato per lui uno schema basket: palla a lui sull'esterno, e gli altri lontano per creare lo spazio per l'uno contro uno, niente piu' corse in sovrapposizione a portare via l'uomo. ma anche per questo serve abnegazione e spirito di sacrificio, e non e' un caso che gli ultimi squilli di zarate arrivano nelle partite che contano: derby, semifinale di coppa italia, finale di coppa italia. delle due l'una: zarate e' un uomo di grandissimo carattere che si esalta nelle partite importanti, oppure la squadra mette da parte tutto e lavora per l'argentino solo nelle partite importanti. purtroppo sembra piu' veritiera la seconda ipotesi.
dell'anno successivo con ballardini non c'e' praticamente niente da ricordare. il tecnico lo carica di responsabilita' utilizzando come unico schema offensivo "palla a zarate e sperem" ma la squadra non lo supporta, lui viene regolarmente triplicato e non riesce piu' a vedere la luce.
poi arriva reja. che ha un solo obiettivo: salvare la lazio. proprio alla luce di quanto detto sopra, la salvezza della lazio passa inevitabilmente per l'assenza di zarate, giacche' con lui in campo la squadra si siede, un po per pigrizia mentale, un po perche' di correre per lui nessuno ne ha [piu'] voglia. basta poco alle squadre che ci affrontano: chiudere zarate in una gabbia, il resto viene da solo. l'uomo non lo salta quasi mai, e quando lo salta non sa che fare con il pallone, i compagni lo guardano da fermi e lo costringono al secondo, al terzo dribbling. a genova contro la sampdoria, a un quarto d'ora dalla fine, sbotta prendendosela con l'arbitro che non gli fischia un fallo a favore: espulso, viene trattenuto a stento e lascia il campo con il volto solcato da lacrime di rabbia, perche' non gli riesce piu' niente, perche' la favola sembra finita, perche' il suo pitbull non morde piu', la sua tequila non la beve piu' nessuno, il suo braveheart non lo guarda piu' nessuno. perche' reja lo considera uno dei tanti e con lui usa il bastone molto piu' della carota. finisce la stagione e lui non segna piu', non lascia mai il segno neanche come comprimario, lui che e' una primadonna e' relegato in quinta e fa un po fatica ad adattarsi.
inizia la nuova stagione, reja lo schiera dall'inizio nella prima partita, ma da trequartista, insieme a hernanes, dietro a floccari. come la lazio va sotto viene sostituito, ma c'e' da dire che non e' che avesse brillato piu' di tanto. nella seconda partita viene avanzato al fianco di rocchi, col profeta alle loro spalle. male, lui e la lazio. nel secondo tempo rimane negli spogliatoi, entra kozak e la lazio cambia faccia e vince. terza partita, rocchi unica punta e lui in panchina. la lazio gioca bene, a tratti anche molto bene, due tocchi e via. esce rocchi e non entra lui ma il giovane kozak, che segna il gol partita. lui resta tutta la partita in panchina.
questa, piu' o meno, i suoi ultimi due anni di storia. sul campo, tralasciando volentieri le sortite del fratello, di uno qualsiasi del suo entourage, o le sue fuori dal campo, magari appena fuori, sugli spalti. zarate non e' uno qualunque, non e' uno dell'orchestra ma un primo violino, magari indisciplinato. sicuramente non ha senso schierare uno come lui in un'orchestra a due tocchi come quella di firenze. ma un calciatore del genere va assolutamente recuperato, non puo' essere stato tutto un bluff. abbiamo aspettato e tentato di recuperare per anni gente come baronio o inzaghi, stiamo ancora aspettando diakite'. muslera e' resuscitato, lo stesso mauri sembra di nuovo un calciatore vero, e sono stati recuperati con il lavoro loro, ma anche con la fiducia della squadra, mister compreso.
zarate va assolutamente recuperato, e prima possibile. non mi interessa di vedere in campo lo zarate versionato reja, che non tiene palla neanche per un secondo ma la rida' indietro immediatamente al compagno che l'ha cercato. non mi interessa neanche lo zarate di ballardini, che tenta seimila dribbling mentre i compagni guardano da un'altra parte. io voglio lo zarate del primo rossi, con tutta la lazio che gli corre attorno, e lui con il braccio destro allargato che guarda in faccia l'avversario prima di ridicolizzarlo nell'uno contro uno. lasciasse perdere braveheart, maurito. lasciassero tutti perdere film d'azione e storie fantastiche. prendano in mano un libro. suggerisco dumas padre, i tre moschettieri. tutti per uno, uno per tutti. e l'uno e' maurito.