Io partirei da una data precisa, roma-lazio dell'8 aprile 2013.
Era l'ultima possibilità per restare aggrappati alla zona CL (anche se sarebbe stato difficile raggiungerla anche in caso di vittoria) ma la Lazio la sciupò malamente. Capita. E' stata la classica partita dove l'episodio fa girare tutto.
Ma quella partita, che segnò la fine, praticamente matematica, del sogno CL (io avevo abbandonato quel sogno dal gol di Rigoni a Genova, quindi un paio di mesi prima), innescò molte riflessioni. Le ricordo bene.
Qualcuno sosteneva che alla Lazio sarebbero bastati "3 innesti" da immettere in un'intelaiatura solida, robusta, futuribile.
Io, con qualche altro, sostenevamo che da stravolgere era proprio l'intelaiatura, oramai logora, usurata, piena di spifferi, morente.
Io, a prescindere dagli esiti nelle 2 coppe (esiti molto positivi, complessivamente), avrei organizzato un bella festa di fine stagione con giri di campo d'onore per Biava, Dias e Ledesma. Tanti ringraziamenti e tanti saluti.
Poi, avrei convocato il 27 maggio a Villa San Sebastiano Klose e gli avrei detto: "Caro panzer, in questi 2 anni hai dato ciò che potevi e ti ringraziamo. Puntiamo su un centravanti di 27 anni. Te la senti di giocare 20 partite da titolare e non una di più? Sì? Bene. No? Per noi puoi anche andare gratis al Kaiserslautern".
Ecco, sarei ripartito con queste precise premesse tecniche.
Prima ancora di prendere Biglia, Anderson, Vinicius o chi ve pare, avrei fatto quello. Quello prima di ogni altra cosa.
Tutto il resto sarebbe arrivato di conseguenza.
Si è preferita la via sentimentale-conservatrice, questi sono i risultati.
Risultati più che apprezzabili, sia chiaro. Risultati perfettamente in linea con gli ultimi 3 anni.
La Lazio è una squadra che vale 1,6/1,7 a partita. E così sta andando da 3 anni.
A me sta bene, magari durasse per sempre.
Ciò, però, che non mi è chiaro è come si possa ancora strombazzare il "ce la giochiamo con tutti".
No, la Lazio non se la gioca con tutti.
La Lazio vale il settimo posto, se fa quello che deve.
Per un vero salto di qualità servono i giocatori forti, non le pastette messe insieme in questi ultimi 4 mercati.