Alma y vida

Aperto da Zombi, 12 Ott 2013, 10:35

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Zombi

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...è uscito solo in Argentina, pare, in lingua spagnola: qualcuno lo ha letto?

http://www.spaziocalcio.it/post/2012/09/26/alma-y-vida-fa-scalpore-lauto-biografia-di-almeyda


http://www.gazzetta.it/Calcio_Estero/Primo_Piano/26-09-2012/vita-indio-almeyda-alcol-mafia-depressione--912726770571.shtml



FAVORI — "Sul finire del campionato 2000-01, alcuni compagni del Parma ci hanno detto che i giocatori della Roma volevano che noi perdessimo la partita. Che siccome non giocavamo per nessun obiettivo, era uguale. Io ho detto di no. Sensini, lo stesso. La maggioranza ha risposto così. Ma in campo ho visto che alcuni non correvano come sempre. Allora ho chiesto la sostituzione e me ne sono andato in spogliatoio. Soldi? Non lo so. Loro lo definivano un favore...".

giorgione

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sta storia si sa da tanto tempo... nessuno però si è mai preso la briga di "approfondire".

Zombi

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Citazione di: giorgione il 12 Ott 2013, 10:44
sta storia si sa da tanto tempo... nessuno però si è mai preso la briga di "approfondire".

ma non mi riferivo a sto fatto, l'ho messo così...

volevo sapere se qualcuno ha letto la sua biografia

zorba

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Pare che abbia espresso anche il desiderio di allenare la Lazio...

Se si dimostrasse capace come il Cholo, perché no?!?

:since :since :since

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oberdan

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l'intervista pubblicata oggi su "il Tempo":

Matias, meglio come allenatore o come giocatore?
«Sono due carriere completamente diverse. Attualmente mi sono tolto più soddisfazioni in mezzo al campo. Il migliore Almeyda si è visto alla Lazio: ero tra i più bassi, avevo allestito una palestra a casa per rinforzarmi, non potevo fare brutte figure con i miei compagni. Tiravo anche di boxe, a Roma mi feci tatuare l'indio sul braccio. Un giorno mi sono vestito come un gaucho, capelli lunghissimi e jeans tagliati».



Prima il River Plate ora il Banfield. Come sta andando?
«Benissimo, siamo primi in classifica nella serie B argentina. È un'esperienza positiva, giochiamo un buon calcio e ci divertiamo anche. Io venivo da un passato terribile al River, la retrocessione, il cammino verso la rinascita, ma tutto condito da tanta pressione, troppa. È una piazza caldissima, a volte insostenibile».



Progetti per il futuro?
«Ho un sogno da sempre, un chiodo fisso. Mi piacerebbe molto tornare a Roma e allenare la Lazio, ci penso spesso, mi è rimasta nel cuore. È il club dove ho vinto di più e ho instaurato un rapporto bellissimo con i tifosi, sono molto legato all'ambiente. Spero di ritornare al più presto possibile per portare la Lazio in alto. Per il momento però faccio pratica in Argentina, anche se ormai sono navigato».



Ledesma o Biglia?
«Li conosco entrambi, sono ottimi giocatori. Ma non sarebbe carino giudicare. Fatemeli allenare e vi saprò dire di più».



Sta nascendo la Lazio dei giovani. Giusto puntare su di loro?
«Assolutamente si, è fondamentale, il futuro appartiene a loro. Ma bisogna farli lavorare duramente, Perea, Keita e Felipe Anderson sono elementi di spessore, vanno gestiti e valorizzati. Fossi in Petkovic cercherei di dargli continuità, ma senza esagerare, i giovani ci mettono poco a montarsi la testa».



A proposito, cosa pensa di Petkovic?
«Ha fatto molto bene lo scorso anno, una prima parte di stagione ottima e poi la vittoria della Coppa Italia contro la Roma. Credo sinceramente che si tratti di un traguardo storico, un successo che resterà nella storia di questa società. In questo momento sta trovando delle difficoltà, ma la Lazio resta una squadra di livello, potrà riprendersi senza problemi».



Quindi tra qualche anno la vedremo sulla panchina biancoceleste?
«Magari, me lo auguro di cuore. È il mio sogno, sarei pronto a tutto pur di tornare. Sono rimasto un tifoso, mi informo sempre sulla Lazio e quando posso la seguo in Tv. Che dire: speriamo di rivederci presto».



(Gianluca Cherubini)


fabrizio1983

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ecco su lui come allenatore non avrei mai puntato, chissà non mi sorprenda invece

Ro

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Poteva e doveva denunciarlo appena era finita la partita, troppo facile farlo dopo anni e non dire neanche i nomi dei compagni coinvolti

Non mi piace come persona, non lo vorrei mai allenatore della Lazio, sta bene dove sta

AVANTI LAZIO

Zombi

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A me invece sembra uno vero, mica il classico soldatino con la testa a pinolo.
Quelli veri fanno le imprese.

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DajeLazioMia

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Avrei dei dubbi sulla sua tenuta psicologica in una piazza come Roma.
È una persona sensibile e un po' fragile. Definisce il River una piazza quasi insostenibile.
Lo vedrei meglio, come primo impatto in Italia, in una squadra tipo Parma.

Pag

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Citazione di: DajeLazioMia il 12 Ott 2013, 12:43
Avrei dei dubbi sulla sua tenuta psicologica in una piazza come Roma.
È una persona sensibile e un po' fragile.

:o :o :o :o ma lo conosci???


DajeLazioMia

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Citazione di: Pag il 12 Ott 2013, 12:58
:o :o :o :o ma lo conosci???
No. Ma è un personaggio pubblico che ha scritto una biografia e ha rilascito diverse interviste.
Ha avuto una depressione importante e anche quando ancora faceva il calciatore beveva molto per superare alcuni momenti di difficoltà (lo ha dichiarato lui). Rispetto ASSOLUTO per queste fragilità e per la
persona che le vive e le supera o impara a conviverci. Ma farei attenzione a caricarlo di pressioni eccessive , cosa che da noi avverrebbe. Se non sei completamente solido e quadrato la pressione ti schiaccia.
Guarda Guidolin che ritiene Udine una piazza stressante.

FeverDog

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Citazione di: DajeLazioMia il 12 Ott 2013, 13:02
Guarda Guidolin che ritiene Udine una piazza stressante.

Davvero l'ha detto???  :o

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DajeLazioMia

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Citazione di: FeverDog il 12 Ott 2013, 13:04
Davvero l'ha detto???  :o
Sì, più volte ha anche pensato di fare una pausa e di fermarsi.
Ma se ci pensi ci sta, almeno per come sono fatto io.
Ognuno ha il suo carattere e il suo mondo emozionale.
Al di là del facile e banale "guadagnano un botto de sordi, se me li dessero a me farei di tutto",
la verità è che non tutti sono fatti per ricpprire certe posizioni. Devi subire il giudizio di TUTTI, anche dell'ultimo degli stronzi, devi gestire l'euforia dell'applauso scrosciante e dei fischi assordanti. Devi tornare a casa e riuscire a staccare e vivere anche la tua vita. C'è gente che si stressa per lavori mooooolto meno pressanti.
Io, onestamente, non sarei in grado.

oberdan

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stralcio dell'intervento di Matías Jesús Almeyda a Lazio Style Radio 100.7:
"Ogni volta che facevo un contrasto la gente laziale mi dava la forza per farne un altro, un altro, un altro ancora.
Se ho visto il Derby del 26 maggio? Ovviamente si.
Ogni volta che guardo le cassette di quella Lazio mi viene da piangere. Avevo la maglia biancoceleste attaccata al corpo. Ritornerò a Roma, per vincere un altro Scudetto.
Ricordatevi, tornerò
per vincere un altro Scudetto"

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gianlucanettuno

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matias almeyda un animale in campo chissà se lo sarebbe anche in panchina......... io in futuro lo proverei, se lo merita molto... è stato uno dei 22 che ci hanno fatto vincere il secondo scudetto.

Maremma Laziale

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Ora allena il Banfield in seconda divisione con ottimi risultati. Primo in classifica con quattro punti di vantaggio sulla seconda dopo dodici giornate.
Un anno e mezzo fa riportò immediatamente il River Plate in Primera Division dopo la storica retrocessione dei Millionarios, pur con qualche difficolta di troppo.

Da seguire.


A.Voronin

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sharp

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Citazione di: DajeLazioMia il 12 Ott 2013, 12:43
Avrei dei dubbi sulla sua tenuta psicologica in una piazza come Roma.
È una persona sensibile e un po' fragile. Definisce il River una piazza quasi insostenibile.
Lo vedrei meglio, come primo impatto in Italia, in una squadra tipo Parma.

Scusa DLM ma tu pensi che Roma città e la Lazio siano più difficili da gestire
dal punto di vista dello stress e delle aspettative rispetto al River Plate ?
se è così credo che conosci poco la realtà del calcio argentino

il River ha vinto 35 titoli nazionali ( che anche dividendo per 2,hanno apertura e clausura, danno sui 18 titoli)
2 coppe Libertadores
1 coppa Intercontinentale

credi che allenarli sia una cosa semplice e poco stressante ?? in argentina come nella
maggior parte del sud america stanno fuori di testa per il calcio,li gli ultras si affrontano
a colpi di fucile, in confronto le tifoserie europee sono fatte di educande.

Poi sulle qualità di Almeyda come allenatore non mi pronuncio mai viste le sue squadre


oberdan

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Matias Almeyda è tornato a parlare della Lazio in un'intervista a Lazialità:


"Almeyda non ci gira troppo intorno e confessa senza giri di parole il suo personalissimo sogno: "Non posso nascondere – ha confessato l'ex mediano biancoceleste nel corso di un'intervista al portale catenaccio.es – che sarebbe stupendo un giorno poter dirigere la Lazio dalla panchina e tornare a vivere a Roma".



Da quanto manca dall'Italia?

"Da molto, dal 2007. Ancora oggi ho un ottimo rapporto con tante persone che vivono lì, su tutte Daniele Adani, che ho conosciuto all'Inter e con il quale ho giocato anche a Brescia".

Segue sempre la Serie A?

"Quando posso, sempre. Tra il fuso orario e le partite del mio Banfield non è facilissimo, ma sono sempre informato sul vostro campionato".

Soprattutto sulla Lazio.

"Certo, è stata la mia prima squadra italiana e quella nella quale ho sentito le emozioni più forti. Quello Scudetto vinto in rimonta nel 2000 rimarrà nella storia"

Per non parlare di quel gol al volo da 35 metri contro il Parma...

"Quel gol è nato in allenamento. Ogni giorno provavo e riprovavo a calciare al volo da centrocampo e non mi riusciva mai. I miei compagni mi schernivano dicendomi che non ce l'avrei mai fatta. E invece quella volta mi andò bene, oltre ad essere un gol decisivo nella rincorsa a quel titolo storico".

Quando si insinuò nelle vostre teste che era possibile rimontare l'enorme distanza che vi separava dalla Juventus capolista?

"Quando vincemmo a Torino, con un gol di Simeone. Lì ci rendemmo conto che dovevamo provarci fino alla fine, quando ricevemmo il meritato premio"

Adesso Simeone è uomo da copertina.

"Diego è un amico, oltre che un grandissimo allenatore. Quando viveva in Argentina abitavamo nello stesso quartiere, il Nord Delta (nella zona altolocata della periferia a nord di Buenos Aires, ndr). Ciò che ha fatto con l'Atletico Madrid non ha precedenti. È riuscito a trasmettere ai suoi uomini la sua rabbia e la sua caparbietà, ottenendo risultati eccezionali".

Che centrocampo con lei, il Cholo e Veron. Possiamo dire che fu la miglior Lazio di sempre?

"Assolutamente. Lo dicono i risultati. In tre anni vincemmo uno Scudetto, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea, una Supercoppa Italiana e due Coppe Italia. C'è da aggiungere altro?".

Calcio a parte, quali sono i migliori ricordi della sua esperienza italiana?

"Senza dubbio il tipo di vita. Roma è una città stupenda e lì ho lasciato tantissime persone importanti, tra le quali alcuni dei genitori delle amiche di una delle mie figlia. Un'altra figlia è addirittura nata a Roma, quindi ti lascio immaginare quanto io sia legato a questa città".

Lei ha giocato sia il Superclasico di Buenos Aires sia il derby romano. A quale dei due è più legato?

"Su questo non ho dubbi. Un superclasico è un'altra cosa. Il derby a Roma è un evento epocale e si vive durante la settimana prima e durante la settimana dopo, ma si sente solo a Roma. Un River-Boca invece è qualcosa che trascende Buenos Aires, è un evento di portata nazionale ed è vissuto intensamente in tutta l'Argentina".

Eppure un Roma – Lazio ha un fascino innegabile...

"Non c'è dubbio. Ho sempre amato giocare un derby a Roma, soprattutto perché a me toccava quasi sempre marcare Francesco Totti, un po' il bambino viziato della Roma. Ero molto motivato a doverlo affrontare in quanto è un giocatore fantastico. Poche volte ho visto da vicino un calciatore con tanta classe".

La sua Lazio adesso vive un momento difficile. Fuori dall'Europa e con un presidente contestato dai tifosi.

"Fa male vedere la Lazio ridotta così. È una squadra che da sempre ho nel cuore e non potrò mai dimenticare i miei 3 anni in biancoceleste, nonostante poi fui costretto ad andare al Parma nell'ambito del passaggio di Hernán Crespo dal club emiliano alla Lazio".

Oggi Almeyda allena il Banfield, appena promosso in prima divisione argentina. Un pensierino alla panchina della Lazio l'ha fatto?

"Sarebbe un sogno poter allenare la Lazio un giorno. Rispetto moltissimo il lavoro di Reja e non voglio creare pressioni, ma non posso nascondere che sarebbe stupendo un giorno poter dirigere la Lazio dalla panchina e tornare a vivere a Roma"."

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