Riflessione

Aperto da Freezer67, 31 Ott 2013, 15:24

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Freezer67

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Ne me ne vogliano gli admin lo ripropongo qui come topic, perchè credo che al di là delle congetture tecnico tattiche e dei relativi scontri tra utenti, questo potrebbe essere un argomento su cui dicutere, serenamente :

non lo so, forse non c'entra nulla quello che sto per dire, ma ieri sera dopo aver guardato l'ennesima partita anonima, mi è venuto spontaneo fare questa riflessione,
questa squadra è figlia della morale del suo presidente, nel calcio conta anche e soprattutto la cattiveria agonistica, come quando in un figlio si denotano dei lati caratteriali fragili, nella Lazio spiccano in maniera netta le difficoltà nel dare quel quid in più in circostanze di difficoltà il che non significa che non è possibile porre rimedio, ma evidentemente in questa fase si pone di più l'accento sulla ricerca del modulo perduto, sulla riqualificazione del campione smarritosi nelle nebbie dei rinnovi contrattuali.
Io giocavo, tanti anni fa, anche se a livelli modesti, permettetimi di dire che le modalità sono le stesse,in maniera proporzionale ovviamente, una squadra è un  gruppo composto da tante teste, l'allenatore è un direttore d'orchestra che deve saper tirare fuori il meglio, motivando, scuotendo, facendo leva soprattutto sull'orgoglio personale, quelle persone che nel loro dna hanno la "leadership" hanno il dovere e l'obbligo morale di trascinare tutto il resto ed è evidente che nella Lazio c'è una scollatura forse proprio perchè questi personaggi dal carattere forte latitano o ce ne sono pochini. Gli infortuni a catena sono figli di una situazione di tensione e di apprensione che transita nelle stanze di Formello, muscolarmente puoi essere preparato ad uno sforzo, ma la rigidità che si crea nel contesto di un ambiente sempre teso alla critica distruttiva, porta spesso, secondo me, ad un iperattività che genera lesioni, non dimentichiamo che nonostante i compensi milionari questi sono semplici ragazzi come lo sono stato io e come lo sono tanti altri, con i loro problemi esistenziali e con le loro storie fatte anche di lontananze dalla propria terra.

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