Citazione di: cosmo il 08 Nov 2013, 14:33
Poco. C'entra poco.
Adesso non ho tanto tempo per dire quello che vorrei, ma la principale motivazione, secondo me, è la propaganda antilotitiana incessante, accanita e in malafede che si protrae dal 2005, via radio, via curva, spesso additandogli colpe che non ha avuto. Lotito arriva in un momento storico particolare col vento contrario alle adunanze di una volta. Non solo per la Lazio. La Lazio ha faticato per rifarsi un nome e una visibilità, anche in Europa, ma l'ambiente Lazio non ha saputo raccontarsi e vendersi, né mettersi in vetrina con una storia 'positiva', gioiosa. c'è anche la complicità di un martellamento mediatico pro-giallorosso e attentissimo a sottolineare solamente gli aspetti tristi (comuni a tutte le squadre) del mondo Lazio. Questa negatività è solamente in parte giustificata, o almeno lo è per semplici motivi tecnico-economici comuni anche ad altre realtà.
Per me il simbolo di questa situazione grottesca rimane Lazio-Oympiakos dei gironi di CL. Lo sciopero della curva, l'atmosfera lugubre, le bandiere naziste, la squadra lasciata sola in campo quando una vittoria - alla nostra portata - ci avrebbe portato agli ottavi (mi pare).
Gli errori di mercato, Vignaroli, l'atteggiamento da brontolone latinista e spocchioso non giustificano il disamore verso la squadra del cuore.
Penso che in tutto il mondo non ci sia altra tifoseria che, come la nostra, faccia dei cori contro il presidente augurandogli la morte. La morte, non di andarsene a fare il presidente altrove. Scherziamo?
Le colpe di Lotito, per quel che mi riguarda, sono solamente relative a scelte di mercato non certo di gestione del mondo Lazio. Me ne frego di quelli che lo accusano di non tendere mai la mano verso i tifosi. A parte che è una cazzat.a che solamente gli ascoltatori appecoronati di Radio 6 possono prendere per buona; gente che si lascia ipnotizzare da Guidone, figuriamoci. Gente il cui punto di riferimento è la retorica ultrà. Per favore.
Ma poi che mano vuoi tendere a tifosi che ti augurano la morte? Dopo che per anni sei stato costretto ad andare con la scorta?
A Lotito gli si può rimproverare di non aver ancora portato la Lazio ai livelli che una squadra di Roma merita e su questo ci si può anche scannare, ma da qui a parlare di disamore ce ne vuole.
Poi ci sarebbe tutto il discorso del 'pacchetto-stadio' ma ve lo risparmio.
In sintesi, andare allo stadio diventa spiacevole se devi assistere a una spaccatura. Che ci sarà sempre, sempre. Finché rimarrà Lotito. Che, se se ne vuole andare, lo deve fare perché non riesce a fare il famoso salto di qualità, non di certo per dare soddisfazione a quei quattro cialtroni analfabeti che gli augurano la morte.
si e no.
da una parte la propaganda antilotitiana ha martellato, sono d'accordo, ma dall'altra c'è da dire che Lotito ha fatto di tutto per accentuare la spaccatura.
Se c'è molto partito preso nella contestazione al presidente, dall'altra parte c'è chi in questi anni ha potuto farsi un'opinione basandosi su quello che è stato.
La situazione della tifoseria della Lazio, oggi, è proprio a immagine e somiglianza del suo presidenze: astioso, perennemente in guerra col mondo, cafone, aggressivo. Se dunque una tifoseria diventa di colpa astiosa, in guerra, cafone e aggressiva non è perché è cambiato il dna del tifoso laziale, ma perché questo comportamento in qualche modo, anche inconsapevolmente, è stato indotto da chi guida la baracca.
Se ricordiamo con tenerezza e affetto Ugo Longo, sotto la cui gestione si è ampliata la voragine nel bilancio della Lazio, è perché Ugo Longo, nonostante i disastri sotto la sua gestione (anche se ad amministrazione controllata da unidebit) incarnava quello che ero lo spirito della lazialità.
La Lazio, i tifosi laziali, non sono come Lotito. Se lo sono diventati la responsabilità è la sua.