Citazione di: Alcares il 26 Nov 2013, 12:51
Infatti.
Facciamo maledettamente fatica ad accettare che la dimensione attuale della Lazio e quella che cuore e blasone vorrebbero non fanno scopa.
Ho passato buona parte della mia infanzia e tutta l'adolescenza amando una squadra che non sapeva se sarebbe arrivata viva all'inizio della stagione seguente, tra scandali, scommesse (vere), morti (anche ammazzati) e intrallazzi societari talmente assurdi da rasentare il ridicolo.
La squadra per cui andavo a tifare la domenica era l'esatta emanzione di tutto questo, era il parto naturale di tutte queste croci... e forse proprio per questo l'amavo alla follia.
Oggi no.
Oggi ho dovuto vedere con una regolarità maniacale il progressivo sfaldamento di un giocattolo (la squadra) che per una combinazione tra bravura, lungimiranza e una bella dose di culo si era PIU' VOLTE attestata a ridosso dell'elite del calcio italiano.
Quando c'era da salire uno scalino invece di essere accompagnata con una spintaella verso l'alto è stata regolarmente scaraventata in basso con una o più spallate.
Questa spallata è sempre arrivata da chi avrebbe dovuto sorreggerla per l'ultimo scalino e non lo ha fatto pre incapacità ma, soprattutto, perchè LUI non PUO' starci su quello scalino senza un orgaanigramma serio alle spalle che lo veda meno protagonista e quindi SE LUI NON PUO', LA LAZIO NON DEVE!
LA MIA LAZIO!
LA NOSTRA!
Il tutto sbattendoci in faccia 28 milioni spesi per zittire ogni lamento.
Tornando al topic.
Perea e Keita sono il giorno e la notte.
Keita anche quando non fa una grande partita ti lascia intatta la sensazione che avra un futuro.
Che i numeri ci sono lo si vede ad ogni tocco di palla.
Perea anche quando fa una buona partita ti lascia intatta la sensazione che più di tanto non potrà fare.
Che i numeri NON ci sono si vede ad ogni tocco di palla.
Chiudo con una domada.
Secondo voi Sassuolo, Chievo e Catania (tanto per dirne tre) giocherebbero con Perea titolare volendo restare in Serie A?