Mi sveglio tutto sudato.
E' tutto nero intorno a noi.
Fa freddo ma sono bagnato di sudore.
Tremo ancora come una foglia, terribile incubo.
Cerco la tua presenza, la tua mano, come potesse far qualcosa.
Quegli incubi che risogni per anni e ti bruciano l'ippocampo.
Dura e pelosa.
Accendo la candela, stranito, per cercare la mia compagna,
attaccata a quella mano callosa, lanuginosa, vicino alla mia,
il mio sguardo percorre un braccio seguito da un corpo,
non aggraziato come ricordo,
quasi odorante di cane bagnato,
tra i peli sbuca un viso grugnoso, trasalisco, sobbalzo, non è lei,
è una faccia conosciuta e paurosa al tempo stesso,
sta russando ma sembra stia ringhiando,
forse bestemmia nasalmente qualcosa,
sembra "prenda l'inserto", poi "no le monetine"
e anche "ragazzini ve la buco".
Mi avvicino cauto, non capisco cosa dice chi è dove sono,
la luce rischiara quella che non è la mia camera
ma una grotta in una villa romana abbandonata,
umida e striata di muffe vive.
All'improvviso un tuono, da sotto le coperte, squarcia il russare,
si alza, avvolto da un fetore zolfato, e mi fissa,
con occhi e bava da orco: "sono scignia e tu sei la colazione?"
Mi sveglio di colpo.
Tutto sudato al buio.
Sento russare e rumori strani.
Come quando sogni e fai incubi che porti al mondo,
la tua stessa testa ti vuole decapitare
con un rasoio di occam tra realtà e aldilà.
Mi alzo, quatto quatto perlustro la casa, tutto sembra in ordine,
il gatto continua a resipirare pesante,
fuori stanno portando via la spazzatura e rimbomba in cortile ogni esile rumore.
Accendo linux, fammi leggere qualcosa, quattro articoli per rilassarmi prima di tornare a letto.
"Saluto", inserito dall'utente scignia...
"..."
Mi sveglio di colpo.
Fa freddo ma tremo di paura.
Non può essere, sono stanco.
Riguardo non capendo se sto dormendo...
Opporcaputt...!
Al riparooo!
caì! caì!