Citazione di: Barabba Terzo il 09 Dic 2013, 19:15
Io sinceramente a sta cosa di Yakin non ci credo manco se la vedo. Ma non perché lo consideri chissà che fenomeno irraggiungibile, ma perché ci sono troppi elementi strani in ballo.
Mai visto un allenatore mollare a gennaio una buona squadra per accasarsi ad un'altra su per giú dello stesso livello, mai visto allenatori stranieri digiuni di italiano subentrare in corsa, non ultima la posizione di Tare tutt'altro che chiara per il prossimo anno. E Yakin dovrebbe essere roba sua.
Per me stiamo nel campo della pura illazione da click perduto.
Di carlo mi sembra invece una tetra, plausibile, familiare mossa lotitiana.
Attenzione, il Basilea non è assolutamente al livello della Lazio, anche perché i due campionati sono di tutt'altro spessore. In Svizzera si gioca lo scudetto con squadre come il Lucerna e il Grasshopers che sono veramente poca roba. La fortuna del Basilea è proprio quella di avere avversari relativamente facili in campionato che gli permettono di accedere praticamente sempre ai preliminari di Champions e grazie all'ottimo ranking(22esima, sopra Juventus, Liverpool ect) di beccare squadre facili e quindi accedere anche alla fase a gironi.
Impressiona perché giocano bene, che è l'elemento principale per fare bene in Europa, e ottiene grandi risultati se consideriamo le capacità finanziarie del club. E' chiaro che semmai dovesse passare il girone(quasi sicuramente da seconda), agli ottavi si troverà di fronte delle corazzate come il Real, PSG, Bayern, Arsenal,
A.Madrid, Barcellona e Man Utd, per cui verosimilmente esce.
Un allenatore come Yakin deve scegliere quindi se continuare a giocarsi lo scudetto nell'anonimato o venire alla Lazio, in uno dei campionati più belli e difficili del mondo, e far parte di un nuovo progetto.
Quello che è certo è che il Basilea non si può paragonare con una piazza come quella romana e con una squadra come la Lazio.