Mi sono rivisto ieri sera la registrazione del 26 Maggio, presa da Lazio Style, quindi col commento di Luigi Sinibaldi (bravo, efficace, aggettivi giusti, stentoreo e retorico un po' troppo ma piacevole) e, mi pare, Pochesci.
A rivederla a freddo è un'altra cosa, anche se confesso, ho esultato come un cretino al gol di Lulic e sopratutto al fischio finale.
La Lazio ha meritato di gran lunga il successo, più squadra, più occasioni, più gioco. Senza dubbi.
La Roma andava a folate, a sprazzi ma insomma mi pareva una squadra largamente incompleta, con giocatori quasi impresentabili (Destro, Balzaretti, Lamela) e altri molto buoni (Bradley, che a me piace molto, Marquinhos).
Però, un'altra delle cento partite che abbiamo visto da Gennaio scorso a oggi, dove la Lazio gioca, si impegna, combatte e sbatte 90 minuti ma... prende il gol alla prima occasione, non vince e magari addirittura perde (quante volte è successo? Genoa, Torino, Fiorentina, Milan quest'anno, decine di volte). Il 26 Maggio invece abbiamo vinto, siamo stati capaci di vincerla.
Forse solo per la scarsità di "quella" Roma: loro le occasioni pure grosse le hanno avute, in effetti. All'ultimo minuto del primo tempo, fuga e cross di Marquinhos dalla destra, area mezza sguarnita con Konko a contrastare Destro, CHE SBAGLIA IL TERZO TEMPO, salta in anticipo e colpisce la palla mentre lui, non la palla, è in parabola discendente, spedendola ovviamente moscia e alta, con la porta praticamente spalancata.
E idem, la punizione-beffa di Totti dopo il gol, che arriva in area, rimbalza in mezzo a cento braccia e gambe, finisce chissà come addosso al polso di Marchetti (dice: ma lui il polso lì ce l'ha messo, no?) e sotto la traversa. E poi Marchetti la agguanta.
Fortuna? certo. Molto spesso le partite si decidono sugli episodi, e questa su questi episodi si è decisa. Buono per noi (la "frenata" di Lulic), pessimi per loro (quelli che ho descritto).
Il fatto era, che questa non era una partita "normale". Su Lazio Style, dopo hanno passato immagini del dopo-partita, festeggiamenti e interviste inedite: favolose quelle di Hernanes ("... tutti i miei frateli... come si dicce... cognatti... che sono venuti da Brazile per vedere la parcita... e ogi sono contenci..."

) e quella di Petkovic ("Per le future generazioni, i Laziali si ricorderanno di noi..."). Ma sopratutto i cori dei giocatori durante la notte dei festeggiamenti, Lulic, Marchetti, Floccari, Klose, Hernanes, Bizzarri, tutti abbardati con sciallette, cappellini, bandiere, a cantare tutti insieme "ce-l'abbiamo-sol-lo-noi-Se-nad-Lu-lic". E su tutte si sentiva il vocione tetesco di Miro Klose (che uno si immagina, chissà perché, un tipo austero, riservato, morigerato, duro) che cantava pure lui ce-l'appiamen-zolo-noi-Zenat-Lulisch...

Bellissimo. Dopo la visione sono andato a letto contento e (stranamente) ho dormito sereno sei ore filate. Chissà com'è...