Citazione di: Mr. Soul il 29 Dic 2013, 13:10
Secondo me Chinaglia non va giudicato con dei parametri "normali", perchè la sua vita e lui stesso, non furono affatto normali.
I tanti errori, spesso in buona fede, fanno parte del "pacchetto Long John". Vanno presi assieme ai tanti pregi e meriti.
Giorgio non era una persona/personaggio "normale", recava in se grandi contraddizioni, naturalmente portato all'estremizzazione (c'è una anedottica, in materia, ricchissima) e allo scontro.
Chinaglia va giudicato come si giudica un condottiero, un leader, tenendo conto di luci ed ombre ma determinando una conclusione che non si arresti ai passi falsi ma che sia capace di arrivare a un senso.
Il senso, per me, è che LJ ci ha fatto grandi e ci ha restituito un orgoglio.
Lui.
Gli altri, tutti, erano semplicemente nella scia....
In questo la sua grandezza.
In questo la sua solitudine e gli errori
scusatemi per la retorica ma mi serve per sintetizzare
quello che scrivi è bello e condivisibile ed a me piace. però poi quando leggo ciò che segue ho dei ripensamenti che credo siano pure normali, da chi, come me, vede la lazio come una fede, una ragione di vita, e non uno strumento da sfruttare in ogni modo.
"Nel 1996 arriva per Chinaglia una condanna a due anni di reclusione per bancarotta fraudolenta e falso in bilancio riconducibili alla gestione della Fin Lazio (1986-1987), la finanziaria proprietaria della società biancoceleste.[15]
Nella primavera del 2006 Chinaglia è stato iscritto nel registro degli indagati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, con l'accusa di riciclaggio, con l'aggravante dall'articolo 7, ovvero con l'accusa di aver agevolato l'attività della camorra.[16]
Nell'ottobre dello stesso anno il nucleo valutario della Guardia di Finanza ha richiesto un'ordinanza di custodia cautelare ai danni dell'ex calciatore biancoceleste per estorsione ed aggiotaggio, nell'ambito dell'inchiesta della procura della Repubblica di Roma sulle irregolarità nel tentativo di scalata alla Società Sportiva Lazio. Al momento dell'ordinanza, Chinaglia risiedeva all'estero, negli USA; pochi giorni dopo è stato emesso un mandato d'arresto europeo a suo carico, risultando latitante per la giustizia italiana.[17] Il reato contestato all'ex calciatore è quello di riciclaggio per conto del clan camorristico appartenente alla famiglia dei Casalesi, che voleva impiegare i proventi delle attività illecite per acquistare il club capitolino.[18]
Nel novembre 2007 è stato multato per una somma di 4,2 milioni di euro per la scalata alla S.S. Lazio, a seguito di decisione della Consob. Chinaglia è stato riconosciuto responsabile di manipolazione del mercato e di ostacolo all'attività di vigilanza della Consob in relazione alla presunta intenzione di un gruppo chimico-farmaceutico ungherese di acquisire il pacchetto di maggioranza della Lazio: la Consob ha accertato che la notizia, diffusa dallo stesso Chinaglia tra ottobre 2005 e marzo 2006, era priva di fondamento. L'ex calciatore è stato considerato colpevole di «condotte manipolative poste in essere in relazione ai titoli della S.S. Lazio». La Commissione ha rilevato anche che Chinaglia ha «posto in essere, direttamente o per interposta persona, una serie di atti, sostanziatisi in falsità ed omissioni, sintomatici di un atteggiamento dilatorio ed ostruzionistico, che ha procurato oggettivo ritardo all'esercizio delle funzioni della Consob, ostacolandone e rendendone più onerosa l'attività di accertamento dei fatti, funzionale ad assicurare la correttezza informativa ed il regolare andamento degli scambi sul titolo S.S. Lazio».[19]
Nel luglio 2008 è stato colpito da un mandato di arresto per riciclaggio."