Alessandro Cochi, delegato allo sport del Comune di Roma, intervenendo a Noi Biancocelesti, in onda su Radio Erre 2 ha fatto il punto sullo "Stadio delle Aquile": "Bisogna aspettare la legge in Parlamento, fermo restando che il progetto sulla Tiberina è molto complicato, ha diversi vincoli, oltre quello esondativo, oltre la varie sovrintendenze. Sono un fautore di un utilizzo dello Stadio Flaminio, ma la richiesta e l'ampliamento dello stesso dovrebbe farla l'attuale presidente della SS Lazio, attualmente quotata un Borsa e soggetta alla Consob. All'80% lo stadio sulla Tiberina non si fa. Per lo stadio Flaminio esiste un progetto per la casa del Rugby, che sarà anche disciplina olimpica e ci gioca l'Atletico ma, se ci fosse una forte volontà politica-societaria... potrebbe trovarsi lo spazio anche per la Lazio calcio. C'è un progetto di ampliamento della Lazio Rugby e anche una petizione popolare con migliaia di firme, che vorrebbero riportare lo Stadio Flaminio come casa della Lazio calcio, ma purtroppo conta solo la volontà del presidente attuale. Ricordo che lo stadio è di proprietà del Comune di Roma ed è attualmente concesso alla Coni Servizi. Potremmo riproporre a Lotito questa possibilità ma in passato si è mostrato molto poco sensibile a questa possibilità. Possono cambiare le cose, ma ci credo poco... Do ragione al presidente che lo stadio serve alla società per patrimonializzare e con lo stadio Flaminio questo aspetto non sarebbe molto accentuato. Si ricomincerà a discutere realmente di stadi solo dopo la legge in Parlamento. Al di là di un volontà politico-commerciale, per il resto stiamo parlando di aria fritta".
Un altro progetto che vede impegnato il Comune di Roma è quello del Museo della Lazio: "Abbiamo scritto ufficialmente al Ministro La Russa perché avremmo individuato delle caserme, che verranno acquisite nelle prossime settimane, in funzione della legge che ha istituito Roma Capitale. C'è una volontà della Commissione Cultura e dell'Ufficio Sport, da me presieduto, di utilizzare una caserma in zona Prati, appartenente prima al Ministero della Difesa ora a Roma Capitale, per il Museo della Lazio, ora gestito dalla Polisportiva SS Lazio. Al momento però non abbiamo soldi, potremmo istituire una nuova fondazione o utilizzare qualcuna esistente, come la "Fondazione Sandri", che sta attendendo solo il riconoscimento prefettizio per essere ufficialmente istituita. Per quest'ultima dal notaio si doveva passare al Prefetto. Al di là delle istituzioni e del Sindaco Alemanno, che ha mantenuto le promesse, la Fondazione Sandri è già operativa. Con il riconoscimento prefettizio verrebbero accelerati alcuni progetti. Stiamo davvero per finire questo iter, che dovrebbe esaurirsi ai primi di dicembre".
Secondo molti tifosi la politica si è disinteressata della disaffezione accentuata della gente laziale nei confronti di Lotito: "Si rivendica l'autonomia del calcio dalla politica. Evidentemente non è così ma non è colpa della politica se non ci sono acquirenti. La Lazio costa troppo e anche le difficoltà che sta affrontando la Roma ci fanno cogliere la congiuntura economica che stiamo attraversando. Oggi prendere una società di calcio è difficile e i politici rischiano conseguenze penali se ne parlano o prendono posizione. Non è detto che Alemanno non abbia incontrato nessuno... Se d'altronde un presidente chiede cinque volte di più del reale valore, che cosa possono farci le Istituzioni? Alemanno non segue molto il calcio, ma capisce quanto i tifosi di Roma e Lazio ci tengano alle loro squadre ed ha provato a parlare con Lotito, senza risultato, se si eccettua l'atteggiamento garantista su eventuali speculazioni. Ho sempre rappresentato al Sindaco la distanza tra Lotito e i tifosi biancocelesti