Citazione di: FatDanny il 23 Gen 2014, 15:50
Però Kim, m'hai fatto la situazione attuale (reja, poco tifo, biglia), che vojo dì, ce vole poco a capì l'assenza d'entusiasmo.
Io invece me la domandavo sul gennaio scorso. E ce vole molto ma molto di più.
Annamo a vedè...
Co n'attaccante te lo dico, se giocamo lo scudo. Er ritorno coi gobbi sta qua, e qua so tre punti.
Semo passati in coppa, perchè non je la dovremmo fa in campionato?[/i]
Al che se gira quello na fila sotto e comincia a fa gne gne:
seee lo scudo, ma nd'annamo. Lotito mo sicuro se venne Marchetti, Lulic, Candreva e pure Klose. Sti punti so' bboni pe l'Europa ligghe.
vabbé dai, semo secondi a 3 punti, mo' perchè se dovremmo vende tutti?
E che non lo conosci quello là? Pensa solo a li sordi.
Te lo dico io che dovemo fa: dovemo uscì dall'Europa ligghe perchè nun c'avemo la rosa.
Uscimo, ce concentramo sul campionato e magari... arrivamo in europa!
Lassa perde che io manco ce volevo venì oggi, ma je devo urlà quant'è [...] a quello [...].
Passa er regazzino che stava in curva, testa china e mano nella mano col padre
"uffa, che pippa floccari". Ecco, appunto. Annamo a casa va.
Ralph Emerson diceva "Niente di grande fu mai compiuto senza entusiasmo".
Il grande Fat Danny si sta e ci sta impegnando nel capire il perché non ci sia entusiasmo nel mondo Lazio anche nei momenti in cui di motivi ce ne sarebbero e per questo mette a confronto il nostro stato d'animo di un anno fa con quello loro attuale, gente che comunque sono nostri vicini di casa.
Facciamo un po' di documentazione storica e guardiamo alla sequenza degli ultimi due campionati.
Stagione 2012-13 V di campionatoJuventus e Napoli in testa a 13, seguono Sampdoria a 10 e poi Lazio e Inter a 9, quindi la Roma (assieme a Fiorentina e Catania) a 8
Ottima partenza della Lazio con ambiente soddisfatto, ma la Roma viaggia sulle ali sospinta dagli acidi zemaniani. Si parla di scudetto a Trigoria, non certo dalle parti di Formello.
Stagione 2013-14 V di campionatoRoma in testa a 15, seguono Napoli, Juventus e Inter a 13, la Lazio è sesta a 9.
La Roma in testa fa esplodere l'entusiasmo represso da tre anni di quarantena. Dalle parti laziali si viaggia sul sotto vuoto spinto di un Petkovic già in crisi.
Stagione 2012-13 X di campionatoJuventus in testa a 28, poi Inter a 24, Napoli a 2, segue la Lazio a 19; più staccata la Roma a 14.
La Lazio sembra distante dalla vetta ma viaggia comunque nel gruppo di testa eppure si continua a parlare di scudetto per la Roma sempre sospinta, nonostante tutto, dalla fumisteria zemaniana.
Stagione 2013-14 X di campionatoRoma in testa a 30, punteggio pieno e recorde del monno, seguono Napoli e Juventus e Inter a 25, mentre la Lazio è settima a 15.
La Roma dei record fa già pregustare il trionfo imminente, già alla X di andata (che serve aspettare la trentottesima?!?). Dalle parti di Formello si installa il plumbeo cielo della crisi petkoviciana.
Stagione 2012-13 XV di campionatoJuventus in testa a 35, poi Napoli a 33 e Inter a 31, segue la Lazio a 29 assieme alla Fiorentina; più staccata la Roma a 26.
Vale quanto detto per la X giornata, ma la Roma resta sempre in corsa per lo scudetto, non si sa mai.
Stagione 2013-14 XV di campionatoLa Juventus si installa al vertice della classifica con 40 staccando la Roma a 37, ma questo non impedisce a Trigoria di accreditarsi di uno scudetto che è sempre più alla portata, nonostante il sorpasso; la Lazio è oramai malinconicamente nona a 17 aggrovigliata dal cappio petkoviciano.
Stagione 2012-13 XX di campionatoJuventus in testa a 45, poi ... Lazio e Napoli a 42; la Roma è abbastanza – abbastanza – attardata a 32.
Ricordi qualche titolone sui giornali sulla lotta scudetto? Riportavano il Napoli, mai la Lazio. Eppure eravamo a tre punti.
Stagione 2013-14 XX di campionatoLa Juventus è sempre più sola al comando a 55, seguita a una "incollatura" dalla Roma a 47, ma questo non scalfisce la sicurezza giallorossa sull'imminente trionfo.; la Lazio intanto riprende colore e mantiene il nono posto a 27, rinfrancata da Zio Edy.
Tutto questo racconto per dirti che i responsabili sono molteplici.
E' un ambiente, una tifoseria che è sempre stata così, non si è mai lasciata andare a facili entusiasmi, trasformando però un sano realismo nella rinuncia a qualsiasi possibilità di sogno. Questo valeva anche nel 2002 quando con Mancini andammo a pareggiare a Milano con il Milan di Rivaldo mentre eravamo secondi in classifica, un periodo in cui per esempio andavamo a maramaldeggiare a Torino contro la Juventus di Lippi. Eppure nessuno parlava di scudetto, guai.
Di contro c'è una società, quella attuale, che fa parte del problema e che non può essere rimossa dalla discussione - anche quella che si occupa di antropologia - che bandisce la parola scudetto dal suo dizionario, visto che nelle ben note dichiarazioni del presidente lo scudetto è visto come un problema, finanziario nel caso specifico.
Tralascio poi i casi dell'ultimo mercato, con un Pereirinha comprato per sostituire Cavanda reo di aver chiesto 400 mila euro (si chiude a luglio a 300 mila) e un Saha acquistato, con una spericolata operazione ai limiti del diritto per rimediare a un Klose infortunato una settimana dopo la vendita di Rocchi (il francese poi giocherà in sei incontri per 150 minuti complessivi con un contributo poco più che simbolico alla causa).
In questo quadro come chiedere o aspettarsi entusiasmo? Questo può partire da un movimento generale, non necessariamente coordinato, ma dove senza volerlo, io e te andiamo allo stadio senza conoscersi e tutti e due crediamo in qualcosa che ci è stato proposto o anche suggerito da radio, tv e giornali, con messaggi in qualche modo "eterodiretti" dalla società che invece di rinchiudersi nella torre d'avorio di chi si vuole mantenere al riparo dalla contaminazione giornalistica (e nel contempo crea radio e tv propri), deve anzi seguire, incalzare e pungolare la stampa per indirizzare un certo messaggio. Se necessario, ci andasse a cena con i giornalisti, gli offrisse una pizza e un paio di supplì: così fan tutti; sono soldi ben spesi.