Mi rifaccio a quanto detto da Ranxerox qualche pagina fa', e cioè che non c'è più un laziale che trovi un modo per difendere l'operato di Lotito.
Secondo me ha ragione.
Io non sono mai stato lotitiano né antilotitiano. Ho sempre cercato di valutare caso per caso e ho la tendenza naturale a concedere agli altri il beneficio del dubbio in particolare quando fanno un mestiere difficile nel quale io non ho alcuna ragione di pensar che farei meglio di loro.
A gennaio scorso fui bannato perché per me Yīlmaz ci serviva più di ogni altra cosa. Poi mi passa e l'errore più grave si è rivelato Petkovic.
La differenza è che nei mercati passati la promessa di rinforzare la Lazio si era scontrata solo con difficoltà a portarci i giocatori che volevamo, difficoltà sulla cui natura possiamo solo fare ipotesi. Ma i grandi erano rimasti.
Marchetti, Radu, Hernanes, tutti avevano mercato e nessuno è partito. I vari innesti, alcuni folli, altri con qualche fondata speranza di un contributo sostanziale, andavano a puntellare, mai abbastanza, una struttura forte.
Oggi è finito tutto ciò.
Oggi sappiamo che non solo si fa molta fatica a rinforzarla come si deve, la Lazio, ma la si indebolisce sensibilmente e la si rende inappetibile a giocatori oggettivamente scarsi come Biabiany, per citarne uno.
A questo punto, e per me solo a questo punto, non vedere nel futuro della Lazio una spirale di non so quanto lenta distruzione è segno non di ottimismo, che serve sempre specie a noi, ma di follia idealista, di slancio utopistico da sognatori inveterati e incorreggibili. E purtroppo i sogni talvolta sono incubi.
Per me Lotito ha finito.
Detto ciò, detesto le conte, detesto i mucchi, detesto le grida sguaiate e volgari quindi non mi unirei allo spettacolo di Lazio-Sassuolo.
Però mi unisco a coloro che ben prima di me hanno iniziato ad augurarsi l'uscita di scena, che resta tuttora improbabile, di questo sgradevole personaggio.