In realtà, considerandola in maniera asettica, ancora non so valutare appieno la vicenda Hernanes.
Al di là del naturale rodimento, per una volta mi sembrerebbe che la Società si sia mossa in tempo utile e che, preso atto della situazione, abbia optato (diversamente da quanto accaduto in passato) per la soluzione più ragionevole: monetizzare l'investimento, piuttosto che vederselo consumare in mano per ragioni di principio (tipo pandev).
Tutto questo, però, rischia di essere sciupato da una comunicazione priva di senso.
Quello che ancora proprio non va è il modo di rapportarsi con l'ambiente che presidenza e dirigenza continuano a scegliere.
Le dichiarazioni a cojo.nella pre e post operazione, dallo scarpino plurimilionario alle altre fregnacce che si sentono in queste ore (perché ed a che titolo far parlare Calveri?), non sono accettabili e, senza alcuna utilità, indispettiscono ed allontanano i loro destinatari, stolidamente considerati alla stregua di un gruppo di poveri sempliciotti, da manipolare a piacere. E siccome gli stessi destinatari dovrebbero essere coloro da cui dovrebbe venire il sostegno, in momenti di difficoltà, la strategia mi sembra decisamente autolesionistica.
Perché non tacere?
Del resto, stultus quoque, si tacuerit, sapiens reputabitur et, si compresserit labia sua, intellegens. Lo diceva, come certamente sa il Presidente, il Re Salomone nel Libro dei Proverbi.