Ho visto solo un derby allo Stadio Olimpico.
Nove mesi fa.
26 maggio 2013.
La coppainfaccia.
E dopo quelle emozioni, quei colori, quelle lacrime è ancora più difficile, ancora più frustrante non essere lì oggi, in mezzo a tutti voi, fratelli Laziali.
Sono soprattutto questi i giorni in cui la distanza e la solitudine fanno affiorare un po' di tristezza.
Chi è abituato a vivere la Lazio assieme ad altri Laziali ogni giorno, a seguirla allo stadio ogni due domeniche (e qualche mercoledì), a respirarla tra le vie di Roma, difficilmente può capire cosa si provi ad essere lontani.
Ma ancora più complicato è capire, e per me descrivere, le emozioni che provai quando passai Ponte Milvio il 26 maggio. Sentire i primi cori, riconoscere da lontano le bandiere, vedere i nostri straordinari colori, ma soprattutto vedere tanta altra gente come me, che ha la Lazio nel cuore.
E sentirsi, finalmente, a casa.
Avviarsi allo stadio con persone ritrovate dopo un po' di tempo ed altre appena conosciute e mai ringraziate abbastanza per la possibilità che mi hanno dato di essere lì. Dove volevo e dove dovevo.
E poi... lo spettacolo dell'Olimpico, l'attesa, la tensione che paralizza, pensieri nefasti e sogni di vittoria, la partita, i cori, Lulic 71, la paura, gli abbracci, le lacrime, la Coppa, la Gloria.
Solo a scrivere (male) queste poche righe mi si stringe il cuore e vorrei ritrovarvi ancora tutti a Ponte Milvio: Silvia, Jeff, TomYorke, Biancoceleste, il Conte... e tutti gli altri con cui ho scambiato solo uno sguardo e un «Forza Lazio»! (ah anche balivox

)
Pronti per un'altra partita, con il sorriso sulle labbra, voglia di vincere e il cielo per bandiera.
Oggi difendeteLa da chi cerca, invano, di distruggerla.
Oggi gridateLe tutto il vostro e il nostro amore.
Oggi sosteneteLa anche per chi, come me, non può essere dove vorrebbe.
Vi abbraccio e vi voglio bene
Avanti Lazio!