Citazione di: Zanzalf il 12 Feb 2014, 17:52
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Caro Zanzalf, mi permetto due considerazioni.
La prima è che, pur apprezzando lo spirito e l'intento, non posso essere d'accordo sulla ipotesi per cui NOI ci si dovrebbe sostituire alla società nel farne e nel rappresentarne la comunicazione. 'St cosa è illusoria.
Noi tifosi possiamo (dobbiamo) (vabbè, direi dovremmo) essere il valore aggiunto, il mattoncino ulteriore, il collante, il cacio sui maccheroni, ma il lavoro VERO, come ho detto in altro topic, per me lo deve fare la società con una struttura di PR, di ufficio stampa etc adeguata, professionale, abituata a lavorare per obiettivi, che accetti e vinca questa sfida ENORME.
Quella di ridefinire il positioning della Lazio, questione che , come mi pare hai scritto te (o altri) prenderà ANNI e avrà qualche possibilità di successo solo e soltanto se il tema verrà aggredito, se ad esso verrà data priorità, e se ci si affiderà a professionisti ULTRA talentuosi.
Se si faranno e si penseranno strategie adeguate, piani di azione adeguati e mirati, e si avrà bava alla bocca nella implementazione. E attenzione ai dettagli.
Insomma , una operazione ciclopica. Non impossibile ma molto impegnativa.
Altro che, con tutto il rispetto, farlo noi tifosi.
Ti faccio un esempio di operazioni di brand positioning incredibili, ma effettuate.
VW ha fatto di Audi il proprio "luxury brand",cioè il marchio di prestigio: diciamo, sommariamente e per capirci, quello che è (era) Lancia per (la fu) Fiat.
Operazione lunga e complessa, se consideri che Audi (prima di questa operazione) era l'automobile che vedevi si e no in Maremma, sul campo di qualche coltivatore diretto.
E, ancora di più, se consideri che l'obiettivo della operazione era particolarmente challenging: fare dell'auto dei coltivatori diretti il luxury brand NON di un marchio comune e popolare, ma di un marchio comunque già abbastanza posizionato in alto (VW è brand più prestigioso di Fiat).
Eppure l'operazione è riuscita, ma ci sono voluti anni, persone, investimenti, piani articolati di comunicazione, strategia di prodotto, aggressione di targets di clientela specifici, venditori con delle facce particolari, saloni diversi da quelli VW, l'illuminazione delle auto esposte, la grammatura della carta dei leaflets, gli eventi, insomma un'Ira di Dio.
Allo stesso modo, in parole poverissime, la Lazio dovrebbe fare la stessa cosa.
La seconda, più breve, considerazione, riguarda il web marketing.
Guardate che il web marketing NON è stare più o meno massicciamente su FB su Twitter questo e quell'altro, così tout cour.
O meglio, è chiaramente anche quello, ma il tema è complesso e per molti sconosciuto.
Se intervistaste 10 marketing managers di aziende grandi ed importanti vi direbbero che di web marketing ancora non c'hanno capito un cazzo.
Questo per dire che confondere una presenza in rete maggiore, foss'anche di maggior qualità, con la implementazione corretta e talentuosa di una strategia di Internet marketing è cosa un po' semplicistica e non vera.
L'equivalente, se mi passi il paragone, di chi ritiene si debbano regalare alcuni giocatori per sparambiare sugli ingaggi così te compri er centrocampista de gamba, che ce vo?
sempre romammerda