Citazione di: aquilante il 19 Ott 2010, 13:01
una difesa lich-biava-dias-radu credo sia invece credo sia molto (quasi radicalmente) diversa da una difesa a quattro lich-biava-dias-kolarov: molto più offensiva questa e perciò molto più aperta e perforabile
e inoltre - questo vorrebbe essere il senso di queste mie, diciamo così, "riflessioni", o più semplicemente mie perplessità; e su questo interrogo il parere degli esperti - è nel centrocampo che il passaggio da kolarov/del nero a mauri modifica completamente il gioco, rendendolo più vario, più ricco di movimenti possibili e di spazi da sfruttare
secondo me hai ragione.
come concetto generale, la difesa a 3 (o a 5) toglie un uomo alla manovra in fase di possesso: invece che due centrali più o meno fissi dietro la linea di metà campo (calci piazzati a parte, of course), ne hai 3, quindi quelli con "licenza" di superare la metacampo sono 7 e non 8.
la difesa a 3, secondo me è il grosso equivoco della scorsa stagione: nel senso che fu introdotta da Ballardini quando capì che facevamo acqua da tutti i pizzi e che, soprattutto fuori casa, stante la grandissima difficoltà realizzativa del reparto avanzato, era meglio infoltire la difesa per tentare di non subire troppo.
Reja quando arriva gioca a Parma con la difesa a 3, e vince 2-0.
poi, per tre o quattro partite, tenta subito di impostare una difesa a 4, con scarsissimi risultati.
si arriva allo 0-2 contro il Bari ed è in questo momento che Reja capsice una cosa fondamentale: questa squadra non può giocare come l'ha in mente lui, si accorge che il suo vero problema è dentro la testa, perché è una squadra sfiduciata, terrorizzata, incapace di reagire.
Per cui cambia metodo: decide di far partire la ricostruzione lavorando a livello mentale, e comincia proprio dalla difesa, puntellandola tatticamente attraverso quelli che sono i primi correttivi di una squadra che subisce troppo: un difensore in più. La Lazio effettivamente piano piano si ritrova: accumula progressivamente sicurezza, prende molti meno gol e comincia a segnare e a vincere, soprattutto fuori casa.
Ma Reja non abbandona la sua idea, che evidentemente è quella di giocare a 4, come dimostra la stagione in corso, e durante l'estate lavora per tornare a un assetto che non penalizzi troppo il grande potenziale a disposizione dalla cintola in su. Soltanto la prima partita contro la Samp viene affrontata con una linea a 3 difensori, assetto che richiede il sacrificio di Mauri, che siede in panchina tutti i 90 minuti. la Lazio come sappiamo perde, ma sarà l'ultima volta che succede.
La pausa nazionale serve a Reja per intensificare il lavoro di riconversione difensiva, contro il Bologna vediamo per la prima volta la composizione attuale, quella che non prende praticamente mai gol (3 finora, un rigore, un eurogol di Mudingayi e Ibrahimovic nell'unico grande errore collettivo di tutta la linea), ma non solo: perché il grande merito della nostra difesa è quello di permettere alla squadra di supportare la calata contemporanea del nostro poker d'assi: Zarate, Mauri, Floccari ed Hernanes. 4 giocatori fenomenali per una Lazio a trazione anteriore, alchimia possibile unicamente grazie alle fondamenta difensive.
un Kolarov in questo assetto toglierebbe sicuramente spazio a uno di questi 4. perché Kolarov è efficacissimo in fase di sovrapposizione e ovviamente di soluzioni dalla distanza, ma questo lo porterebbe troppo fuori dalla linea difensiva, per cui sarebbe necessario tornare a 3 o quantomeno mettere un intermedio laterale a sinistra in più, di quelli capaci di grande attenzione in fase di non possesso e fondamentalmente bloccato sulla propria posizione.
il sacrificio di Kolarov, quindi, a prescindere dal ritorno economico, tatticamente è stato un sacrificio calcolato. calcolato sull'esplosione di Mauri e la rinascita di Zarate, orientativamente i due, nell'undici titolare attuale, che avrebbero rischiato la panchina.
al suo posto quel Radu che da' molta più garanzia in fase di non possesso, essendo davvero un difensore con tutti i fondamentali a posto, al contrario di Kolarov, e per questo capace di adattarsi anche lateralmente. la Lazio da quella parte attacca molto di più con Mauri, oppure con Zarate, mentre a destra si affida ancora una volta alla capacità di sovrapposizione di Lichtsteiner.
ma la cosa fondamentale è riuscire a sopportare la presenza contemporanea di almeno 4 giocatori di classe superiore in campo, che non può che passare attraverso il sacrificio di un difensore. fino ad oggi le cose sono andate alla grande, e quindi onore al merito di Reja.