prendendo spunto dal topic di isledap dedicato al milan. sono consapevole: ci vuole tempo e dedizione per omaggiare le imprese dell'impero. armiamoci di santa pazienza e iniziamo con questo
http://archiviostorico.corriere.it/1996/marzo/20/Roma_sogna_miracolo_svanisce_co_8_9603201572.shtml"Commovente prestazione della Roma sorretta da un Giannini in vena di riscatto. Ma e' lo Slavia Praga che entra in semifinale di Coppa Uefa, a sette minuti dall' epilogo dei supplementari, dopo un' estenuante battaglia e tre gol giallorossi che fanno credere al miracolo. In sessantacinquemila aspettano una sera da magica Roma e le scenografie appassionate, srotolate dentro l' Olimpico, raffigurano astronavi giallorosse proiettate verso felicita' chissa' come raggiungibili. Cosa sara' mai questo Slavia Praga per sfuggire all' agguato dei "mazzoniani", che assimilato anche Totti, privilegiano una temeraria trazione anteriore, sospinti dall' entusiasmo dei propri tifosi? L' avvio della partita rivela tuttavia che gli oppositori puntano furbi sui due gol arraffati il 5 marzo scorso: stessa compattezza d' allora, ma senza variazioni propositive sul copione italianista, dove adesso abbondano raddoppi e imbottiture soprattutto a protezione dell' accoppiata Hysky Suchoparek appiccicati sulle punte giallorosse Balbo e Fonseca. Poi Kozel battitore staccato, mentre Novotny tampina Moriero senza azzardare contrassalti, imitato da Lerch, bloccato lungo la bretella Carboni Totti. Servirebbe profondita' di gioco, articolato fuori dagli accorgimenti praghesi applicati; e dalla stessa tensione emotiva che porta tanto Giannini quanto Di Biagio ad ammassarsi centralmente, a rielaborare i rifornimenti rinunciando spesso a innestare i riferimemti esterni nell' aggiramento della difesa avversaria. Cosi' evaporano minuti preziosi e aumentano le apprensioni dietro gli snodi d' un assalto senza sbocchi, che spaventa il portiere dello Slavia, Stejskal, giusto una volta, quando a pochi istanti dall' intervallo Di Biagio stanga contro lo stinco proteso di Suchoparek e la botta si schianta addosso al palo. Roma sfortunata? Inutile produrre lo sforzo da rischiatutto, nel ginepraio d' interdizioni, ostruzionismi e ripartenze firmato mister Cipro, precettore piu' vicino al memorabile catenaccio di Rocco che all' adorato Zeman? Beh, quanti assistono alla rappresentazione dei giallorossi, impegnati con tanto cuore e poca lucidita' nell' arduo azzeramento del passivo d' andata, deve purtroppo memorizzare un paio di pericoli che Cervone sventa, riscattando le esitazioni di Praga. Come se allo Slavia bastasse il solo Smicer, avanzato, per far rabbrividire ad esempio Annoni, che gli serve maldestro di testa la palla ghiotta, nel tentavivo d' interrompere il primo ribaltamento devastante. E dopo quaranta minuti in trincea, l' identica procedura contropiedistica valorizza un inserimentodi Poborsky. Il suo tiro, frenato da Cervone, diventa emblematico dei rischi che devono assumersi i difensori giallorossi in una partita che resta difficile, perche' agli avversari basta poco per far saltare sogni, progetti e speranze della Roma. Urgono quindi rettifiche per raccorciare le distanze e Mazzone lo capisce, a meta' percorso. Il tecnico della Roma interviene togliendo dalla mischia l' evanescente Fonseca, sempre troppo lento, per inoltrare Cappioli, che rientra, sradica palloni, e alleggerisce il lavoro degli interditori. Mossa azzeccata, forse decisiva, perche' il nuovo arrivato sembra dimostrare che nulla e' perduto, mentre schizza a correggere con la fronte, sotto misura, un cross riversato da Moriero. Gol? No, Penicka lo evita e risale l' onda giallorossa, che consente allo stremato Slavia giusto l' ultima bravata (58′ ) senza pero' sorprendere Cervone. A questo punto accerchiato, pressato ovunque, anticipato alle fonti del gioco, lo Slavia Praga comincia a scricchiolare paurosamente. Ed e' Moriero, spostato al centro, che fa saltare il "bunker" degli avversari, raccogliendo dai venti metri una respinta purchessia di Hisky in mischia. Ed e' sempre Moriero, scatenato, a sfiorare la prodezza bis di li' a poco, ma Stejskal ottiene l' aiuto del palo piu' vicino. La Roma incalza, sorretta da un Giannini commovente, che fiuta odore di riscatto. E contrasta, verticalizza, salvo prendersi addirittura la soddisfazione del 2 0 riequilibrante, non appena va sparato da punta aggiuntiva sugli sviluppi d' una azione Balbo Totti. Respinge il libero sotto pressione proprio all' attenzione di Carboni: centrata sulla testa del principe che, avvitandosi fra i difensori dello Slavia, pesca l' angolo sguarnito e corre sotto la curva a festeggiare. Poi la cavalcata dei supplementari, con lo Slavia in ginocchio, e Totti che esalta ancora Moriero. Lancio e botta trapassante sono quasi tutt' uno. L' Olimpico e' in festa, ma la beffa e' dietro l' angolo. A sette minuti dall' epilogo ecco la zampata di Vavra, un perfido diagonale nella porta di Cervone. Serve a poco recriminare per l' incertezza della difesa. Il miracolo e' svanito".
ROMA: Cervone, Annoni, Aldair, Lanna, Moriero, Di Biagio (20′st Statuto), Giannini, Carboni, Totti, Balbo, Fonseca (1′st Cappioli).
Allenatore: Mazzone.
SLAVIA PRAGA: Stejskal, Suchoparek, Kozel, Hysky, Novotny, Penicka, Poborsky, Lerch (1′sts Stajner),Bejbl, Kristofik (23′st Vavra), Smicer.
Allenatore: Cipro.
Arbitro: Ouzounov (BUL).
RETI: 15′st Moriero, 37′st Giannini, 9′pts Moriero, 8′sts Vavra.
NOTE: Ammoniti: Statuto, Moriero, Giannini, Carboni, Stejskal, Suchoparek, Novotny, Penicka