NATALIE WEBER: ''MAURO IL PIÙ FORTE DI TUTTI''
Modella e ballerina, lavorava a Buenos Aires: a fine luglio si è trasferita a Roma per vivere accanto al suo fidanzato. In esclusiva al Corriere dello Sport ha svelato il Maurito segreto: "Zarate un amore infinito". «L'affetto della gente nei suoi confronti è incredibile, quando vengo all'Olimpico ho i brividi: mai vista una cosa del genere nella mia vita. E lui è felice».
Anche Natalie Weber, per bellezza s'intende, appartiene alla categoria dei numeri 10. Modella e ballerina, viveva e lavorava a Buenos Aires. Ha piantato tutto a fine luglio per raggiungere Zarate a Roma, si erano fidanzati a marzo, ora convivono, diventeranno una famiglia. Maurito si sta ritrovando, vive un momento magico sul campo e fuori, circondato dall'affetto dei tifosi e dall'amore di questa ragazza, molto semplice nella vita di tutti i giorni. Natalie ieri ha accettato di raccontarci in esclusiva lo Zarate segreto.
Come vi siete conosciuti?
«Aveva visto le mie foto su una rivista ed era rimasto colpito. Mauro ha chiesto il mio numero di telefono ad una giornalista argentina e mi ha chiamato. Così abbiamo cominciato a parlare, a scriverci delle email, a dialogare su Facebook. Era ottobre dell'anno scorso».
Si ricorda la prima telefonata?
«Certo. E' suonato il telefono. Ho risposto e mi ha detto: "Sono Mauro". E' cominciata così».
Ma lei sapeva chi fosse?
«No. Mai sentito parlarne. Il calcio ho cominciato a guardarlo soltanto adesso, non sono appassionata di sport. E poi lui mi ha detto soltanto "sono Mauro", non si è presentato come un giocatore di calcio. Non sapevo chi fosse. Gli ho chiesto come avesse avuto il mio numero, ci siamo messi a chiacchierare, continuando nei giorni successivi a chattare su messenger».
Poi cosa è successo?
«Mauro mi ha mandato un mazzo di rose con le sue iniziali. Ricordo la sorella del Roly (Rolando Zarate, uno dei fratelli- calciatori, attaccante del Velez, ndr), si presentò a consegnarmele una sera dopo una sfilata. A dicembre, invece, ci siamo visti per la prima volta».
In che occasione?
«Era la vigilia di Natale. Mi trovavo a Cordoba, nella provincia argentina (700 km a nord di Buenos Aires, ndr) per uno spettacolo teatrale. Mauro è venuto a vedermi. Era fuori ad aspettarmi. Durante le vacanze abbiamo cominciato a frequentarci ».
Cosa l'ha colpita di Mauro?
«La sua dolcezza. E poi ha un bellissimo viso, perfetto».
In un'intervista recente, lei ha detto che si vede con l'abito bianco in Chiesa ad aspettare Maurito all'altare. Conferma?
«Mi emoziona pensarci, non lo nego. Ma è ancora presto».
Da quanto tempo siete fidanzati?
«Ci siamo messi insieme a marzo, quando sono venuta per la prima volta a Roma. Dall'estate scorsa conviviamo».
Quando ha deciso di raggiungerlo a Roma?
«A giugno, durante le sue vacanze, siamo stati sempre insieme. L'idea iniziale era di raggiungerlo a Roma una volta al mese, pensavo di fare avanti e indietro dall'Argentina per non rinunciare al lavoro. Poi, quando è partito per il ritiro precampionato, la lontananza è stata durissima da sopportare. Mauro già mi aveva chiesto di venire a Roma a vivere con lui. Finito il ritiro, il 30 luglio l'ho raggiunto: siamo stati due o tre giorni in Costa Smeralda. E ho deciso di fermarmi a Roma. Basta, ora la mia vita è con Mauro».
Che lavoro faceva in Argentina?
«Ho fatto la modella, ho studiato danza e ho lavorato come ballerina in teatro. Ho fatto anche televisione, conducevo un programma di giochi con Sofovich, uno degli uomini tv più famosi in Argentina».
Ha intenzione di lavorare anche in Italia?
«Ora non ci penso. Sono venuta a Roma per stare con Mauro, per costruire un futuro insieme a lui e se tutto continuerà così anche una famiglia. Il resto lo vedremo in seguito».
E' più gelosa Natalie di Mauro o Mauro di Natalie?
«Tutti e due. Però non pensavo, sino a quando non sono arrivata a Roma, che Mauro fosse così geloso».
Quali sono i difetti di Mauro?
«Mah, io lo vedo perfetto. Forse, a volte, è un po' ansioso, esigente».
Come vive Mauro a casa il suo lavoro? Quanto ne parla?
«Non ne parla tantissimo. Ama profondamente il suo lavoro. E' cresciuto in una famiglia di calciatori. Il calcio ha una parte centrale della sua vita. Vi posso assicurare che si sente molto felice alla Lazio. Sta molto bene, qui si sente a proprio agio».
Com'è Zarate dopo una partita?
«Quando vince, torna a casa esaltatissimo. Quando perde, è triste. E gli devo dare più carezze».
E prima delle partite?
«E' concentratissimo, parla pochissimo ».
Quando Reja lo lascia in panchina, cosa dice?
Lunghissima pausa e un bel sorriso.
«Niente, niente».
Rivede in tv le partite della Lazio?
«Sì, quasi sempre. Parla e si concentra sui suoi difetti, è molto critico con se stesso ».
Quanto entra il calcio nella vita casalinga?
«Beh, diciamo che Mauro si mette a giocare a pallone da solo nel salotto».
E lei cosa dice?
«Per me va bene, magari serve più attenzione. Mi ha rotto una decorazione che avevamo acquistato a Venezia e due lampade ».
Viene allo stadio?
«Quando gioca a Roma, ci sono sempre. Guardo la partita con l'amico Luis Ruzzi, altrimenti lo vedo in tv. Non capisco molto di calcio, sto cominciando adesso a capirci qualcosa. Certo l'affetto che ho trovato qui a Roma, oppure allo stadio Olimpico, per Maurito mi ha colpito. Non avevo mai visto niente di simile nella mia vita ».
Questo è l'aspetto più bello?
«Sì e ne sono felice per lui. Quando usciamo, è un continuo fermarsi per una foto o un autografo. Mauro è contento, vedo tanti bambini che lo adorano. E queste manifestazioni d'affetto nei suoi confronti sono straordinarie».
E' bravo Mauro a casa?
«Sì, a parte il rischio che rompa qualche soprammobile, si fa amare come compagno. E' bravo a cucinare. Molto più di me. Ci pensa lui a preparare la cena o il pranzo. A volte sono cene romantiche».
E cosa cucina?
«Il filetto. Preferisce la carne, ama la cucina italiana, l'asado non gli viene benissimo. E poi ha molta cura nel preparare gli antipasti con prosciutto e mozzarella ».
Qual è stato il gesto più romantico di Mauro?
«Il giorno del fidanzamento è andato a Formello per l'allenamento. Quando è rientrato a casa, la sera prima di andare a dormire, aveva nascosto sotto al letto un mazzo di fiori».
Zarate ora si sta ritrovando. Merito della convivenza?
«Mauro è felice di come sta andando la stagione della Lazio e del suo rendimento.
Sono felice per lui. Ma il merito è tutto suo, io non c'entro niente».
Uscite spesso? E chi frequentate di più?
«Non usciamo molto, se non per andare al ristorante. Mi sta facendo conoscere Roma, ma è una vita molto ritirata, quasi sempre a casa. Spesso vediamo Muslera e Gonzalez, gli uruguaiani».
A casa ha confessato che la Lazio vincerà lo scudetto o entrerà in Champions?
«No, questo no. Però ogni volta che va in ritiro per giocare una partita, mi dice che andranno a vincere. "Vamos a ganar" dice. Si sente sicuro. E' molto ottimista, sente che la Lazio può vincere».
Cosa si sente di dire a Maurito?
«Beh. Lo considero il miglior attaccante del campionato italiano.Mauro, sei il più forte. E poi sogno di vederlo con la nazionale argentina, se lo merita».
E' vero che Mauro le ha regalato un cane?
«Sì, è vero. Lo abbiamo chiamato Tyson. Razza "spitz nano". Gli facciamo indossare una maglietta della Lazio con il numero 10 e il nome Zarate».
Chi lo porta fuori?
«E' piccolo, abbiamo un bel terrazzo, altrimenti sta in casa con noi. Quando Mauro gioca a pallone in salotto, Tyson impazzisce e si mette a giocare anche lui. Quando Mauro va in ritiro, Tyson se ne va in un'altra stanza e si mette a piangere. Quando Mauro torna dalla partita o dagli allenamenti, lascia la roba sporca per terra. Tyson si accuccia vicino ai suoi indumenti ».
E' bravo Mauro a ballare?
«No, non è un bravissimo ballerino, anche se ci prova con la cumbia. Non mi porta mai fuori, balliamo in casa, ogni tanto».
Quale titolo vorrebbe dedicare a Mauro?
«Zarate, un amore infinito».
Fonte: Corriere dello Sport
Mi piace sottolineare le parti evidenziate; 'sto matto gioca a pallone pure in salotto!!!!!