OT
Mah. La verità sta nel mezzo, credo. Ieri sono stata al matrimonio della mia migliore amica, a Napoli. Il testimone di lei è americano, il testimone di lui francese. Ambedue perfettamente a proprio agio. L'americano è ripartito oggi con un groppo in gola, perché non se ne voleva andare, ma ormai è stato ritrasferito negli USA. Il testimone di lui è lettore all'Orientale e, per ricordarcelo, durante la cerimonia al Maschio Angioino, ha declamato una poesia di Totò con il suo splendido accento francese. Non eravamo in tanti, ma c'era molto mondo in quella settantina di invitati: Africa, Europa, America, Asia. Quale Napoli è visibile in un giorno? Quella degli scippi, delle mazzate, della maleducazione? Io ho un pessimo ricordo di Firenze e Venezia, ad esempio. Ma non per questo pretendo di sapere cosa siano. Infatti ci sono anche tornata, finché non è andata meglio delle volte precedenti. I tempi umani (non parlo nemmeno di oggi. L'uomo è così, purtroppo) parlano un linguaggio violento. E questo è un fatto che riguarda tutte le città. Non starò qui a dirvi che Napoli è un'oasi, poiché è lontanissima dall'essere un posto tranquillo. Ma malgrado ciò, io il livello di interazione fra etnie diverse che vedo a Napoli, non l'ho mai visto in altri luoghi d'Italia.
EOT
A parte l'OT, stamattina, leggendo le notizie, ho ringraziato il cielo di aver fatto altre strade per tornare a casa.