Ci hanno ridotto a questo: "una buona partita, colpe dei singoli, beati loro che hanno il pubblico, Biglia grande acquisto". Il 27 febbraio 2014, la squadra che poteva volare sul "soffio della storia" (quel segno indelebile in faccia ai difettosi) si ritrova decima in classifica e fuori dalle coppe, come un'armata brancaleone sull'orlo di una crisi di nervi, sportiva-societaria-ambientale.
La gestione tecnico-tattica di Reja è la solita, condita da due perle: la scelta di Marchetti in porta (quello che doveva rientrare "tra dieci giorni", quello che ha avuto una contrattura evolutasi in pubalgia) e Gonzales al posto del più grande talento che abbiamo, a difendere gli ultimi dieci minuti in un terrorizzato 4-5-1. Sperando, ovviamente, di non prendere gol, mica di continuare a mettere paura all'avversario, tenendolo basso e magari facendogliene un altro. Su Konko e la scelta di tenerlo ancora tra i titolari stendo un velo pietoso. Se avete visto i dettagli della sua prestazione - le diagonali, i contrasti, i rinvii, le marcature, le "sovrapposizioni" - vi sarete accorti del livello imbarazzante.
Adesso, scaricare tutte le colpe su Marchetti può essere giusto dal punto di vista formale ma significa, di nuovo, regalare un gigantesco alibi a tutti: tecnico, società e calciatori. Abbiamo fatto rientrare in gioco una squadra modesta come il Ludogorets perché il nostro "braccino" è sempre tale, alle prime avvisaglie ci sciogliamo, comunichiamo paura da tutti i pori, accumuliamo insicurezze su insicurezze.
Un vecchio vizio del nostro mister, a cui dobbiamo dire grazie per averci tirato fuori dall'ennesimo baratro, ma che si conferma un tecnico non adeguato alle sfide di un certo livello. Sulla "catena di comando" che ha permesso lo scempio di quest'anno non serve sprecare altre parole. Serve avere la memoria lunga, almeno fino a maggio, per non farci prendere di nuovo per i fondelli.
Avanti Lazio e, soprattutto, teniamoci stretti cari laziali..
Ps OT: la barzelletta su Postiga è stata commentata?