Lotito furioso, il presidente reclama la moviola in campo dopo la notte di Sofia
01.03.2014 08:55 di Lalaziosiamonoi Redazione
Fonte: Manuel Gavini/Manuel Pasquini -
Lalaziosiamonoi.itSi è chiuso nel silenzio, non ha voluto dar sfogo alla rabbia per un'eliminazione prematura che brucia parecchio. Claudio Lotito non ce l'ha solo con la squadra e l'allenatore, su cui pesano comunque le responsabilità maggiori per aver interrotto il cammino continentale contro i modesti bulgari del Ludogorets. No, il patron è furioso per la direzione del portoghese Benquerença ed è deciso a farsi sentire da Platini. Rigorosamente a microfoni spenti, nell'interesse della Lazio e del calcio italiano.
FURIA LOTITO - Non solo nel post-partita, anche ieri il numero uno del club ha preferito evitare dichiarazioni, convinto - fa notare stamane Il Corriere dello Sport - che non sarebbe servito a nulla parlarne o gridare, perché il danno è stato fatto e la squadra di Reja non scenderà in campo negli ottavi di Europa League per affrontare il Valencia. Ma questa non è la prima volta che in campo europeo i biancocelesti vengono penalizzati con direzioni arbitrali quantomeno discutibili e, nel dubbio, sempre sfavorevoli. Giovedì sera a Sofia, l'assistente Sousa ha spinto Benquerença a convalidare il gol del 2-2. Enigma non ancora risolto (secondo alcuni fotogrammi televisivi, il pallone non avrebbe totalmente superato la linea di porta) ma di fatto decisivo ai fini della qualificazione. Al di là del singolo episodio, la Lazio lamenta una direzione a senso unico dopo il raddoppio di Perea. L'ha fatto notare Reja direttamente in campo, ribadendolo nel post-partita: "Sullo 0-2 c'erano anche tre-quattro punizioni a favore nostro, ma l'arbitro non ci ha fischiato più nulla. In questi posti si paga sempre qualcosa a livello arbitrale". Tanti interventi fallosi da parte dei bulgari rimasti impuniti, che se sanzionati avrebbero permesso ai biancocelesti di spezzare il gioco, gestire probabilmente con meno patemi il doppio vantaggio e la qualificazione, comunque dilapidata - va ricordato - per sciagure individuali e di reparto. Tenendo sempre a mente che nella partita d'andata il tedesco Zwayer aveva inventato il rigore (poi fallito dai bulgari) per un mani in area di Cana con il braccio attaccato al corpo, la moviola in campo è una richiesta avanzata già da un paio d'anni da Lotito, il quale sta pensando di tornare in pressing con i vertici dell'Uefa: è arrivato - e non da oggi - il tempo per aiutare direttori di gara e assistenti con supporti tecnologici super partes, almeno per quanto concerne i gol fantasma.
I PRECEDENTI - La rabbia deriva soprattutto da una costante: la notte da incubo di Sofia arriva a stretto giro di posta con altri torti subiti in Europa, da Lisbona a Mönchengladbach passando per Istanbul. Dopo Gumienny, Karasev e Collum, anche Benquerenca entra nella blacklist della Lazio. Sono ormai anni che i biancocelesti vengono penalizzati, persino Ballardini a Salisburgo nel dicembre 2009 compromise la qualificazione ai sedicesimi per un rigore non concesso a Zarate sulla linea di fondo, sotto gli occhi dell'arbitro d'area. Il primo episodio che vede i biancocelesti danneggiati in Europa nell'era Reja si consuma contro lo Sporting Lisbona nella notte del "Josè Arvalade", dove la Lazio subisce il gol del decisivo del 2-1 ben oltre il recupero del primo tempo. Ai biancocelesti fu negato anche un chiaro rigore per fallo su Sculli e a farne le spese fu proprio Reja, che Gumienny spedì in tribuna nella ripresa. Il copione non cambia con Petkovic: a Mönchengladbach, la Lazio si vide assegnare contro addirittura tre rigori, oltre all'espulsione di Dias, prima di strappare all'ultimo istante con Kozak un 3-3 (in quel caso preziosissimo) nonostante l'inferiorità numerica. I fatti di Istanbul sono quelli che restano più impressi nella mente: a fermare la corsa europea ai quarti di finale non fu il Fenerbahce ma lo scozzese Collum - addirittura premiato, mercoledì scorso, con gli ottavi di Champions League Galatasaray-Chelsea -, il quale non assegnò un rigore netto in avvio, sorvolò su un intervento da rosso di Mehmet Topal su Ederson e, dopo la giusta espulsione per doppio giallo di Onazi, completò l'opera concedendo ai padroni di casa un incredibile calcio di rigore per l'involontario intervento di mani da parte di Radu. Fondamentale anche l'intervento falloso di Gokhan su Mauri (ingiustamente ammonito sotto diffida e squalificato per il ritorno), invertito nella punizione da cui nacque il raddoppio taglia-gambe di Kuyt. Sarebbe stato poi lo stesso Collum, incrociando Tare nella pancia dello stadio turco, ad ammettere gli errori. I fatti parlano chiaro, "Forse lassù non ci vogliono bene": facile che nemmeno quaggiù, mister.