Citazione di: ian il 03 Mar 2014, 17:14
mi domando se anche voi pensate che dare il fritto ed essere convinti, quasi cattivi, su ogni pallone, sia la ricetta giusta per arrivare dove sappiamo, sia ciò che maggiormente ci è mancato sinora.
Lo penso da sempre. E questo vale (dovrebbe valere) soprattutto per una squadra delle "dimensioni" economiche della Lazio che, salvo alcuni periodi, non si é mai potuta permettere acquisti di grandi campioni al top della carriera. Quindi, quando si va in campo c'é solo un modo per raggiungere certi risultati, ed é quello che dice ian.
Quel dna ce l'aveva la Lazio di Maestrelli, per chi se la ricorda un po'...

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Nella Lazio di oggi, ci sono diversi giocatori buoni (Konko e altri) che probabimente si esprimerebbero a livelli ben più elevati se fossero inseriti in un telaio di alto livello tecnico e agonistico dove poter giocare a fianco di grandi leader, di grandi trascinatori. Ma loro non sono e non saranno mai i leader, i trascinatori che trasformano una squadra di medio livello in una squadra di alto livello grazie al valore aggiunto di quella cosa stranissima e indefinibile che chiamiamo personalità, la quale dipende essenzialmente dallo stampo con cui ti ha fabbricato il Padreterno o chi per lui.
Ce l'avevano i Frustalupi, i Chinaglia e i Re Cecconi quella roba lì, più altri quattro/cinque almeno di quella squadra. E in campo contagiavano gli altri compagni che diventavano tutti tarantolati. Oggi ce l'ha Ledesma e i due "veci" della difesa, poi mi sembra basta. Candreva sta crescendo, speriamo che resti con noi a lungo. Ma mi rendo conto che forse non ha senso mettere a confronto due ere calcistiche tanto diverse.
Il che, per la cronaca, non toglie che con i vari Konko & C. quest'anno al quinto posto ci possiamo arrivare benissimo lo stesso.