si chiama sfogatoio e mi sfogo
sto pensando da tempo, e quando è così so che accadrà - perché le mie palle ruzzolano sempre da cime di pazienza inimmaginabili e cominciano a ruzzolare e ruzzolare e prima o poi arrivano- di mollare tutto. non le velleità o i sogni, quelli non li ho mai avuti, eppure quanti nei miei panni me li attribuiscono per interposta mitologia di persona.
penso di mollare davvero tutto quello che so fare, perché costa troppa fatica. ma è un periodo che più dico domani smetto, più sono costretto a continuare, e non perché tengo famiglia, non ne ho. è che avverto una inutilità delle cose e vorrei seminare altrove.
per questo detesto chi vive per spakkare la Lazio. perchè l'unità delle cose è difficile in tutti i giorni e uno vorrebbe mollare le proprie cose, che non urtano mica quelle degli altri, è un farla finita con le proprie lampadine, e invece si ritrova davanti chi vuole spegnere la luce della Lazio.
ecco mi sono sfogato.