L'altra sera Claudio Amendola ha fatto un marchettone di un'ora e mezza da Bruno Vespa (ne ho visti solo alcuni minuti, di più non ce l'ho fatta... e me so' addormito...), guarda caso proprio in occasione dell'uscita e della promozione del suo primo film da regista...
In mezzo a elegiaci duetti e cialtronaggini varie (tipo lo sfondo con le faccione incombenti della moglie Francesca Neri non-sorridente e der Cabadano non-intelligente

) c'è stato un doppiaggio in diretta con lui che faceva John Wayne e Bruno Vespa che faceva Henry Fonda

.
Poi è stato tutto un incensare infinito, frizzi e lazzi e fochi artificiali, della bravura, della simpatia tutta romanerromanista e della capacità interpretativa e della popolarità del noto attore, protagonista dei Cesaroni, degno figlio del grande Ferruccio e di Rita Savagnone, bravo, bravo, bravo etc etc etc
A un certo punto hanno avuto l'ardire (e Claudio Amendola in verità un po' si scherniva... ma non so quanto ipocritamente) di scomodare i Quattro Grandi + Uno, dicendo che in fondo Amendola può essere considerato un degno erede di Tognazzi, Sordi, Manfredi e Gassman + Mastroianni.
M'ha preso uno stranguglione.
E m'è venuta in mente questa canzoncina di Monicelli-Rustichelli.
Semplicemente grandiosa:
Longo è lo cammino,
ma grande è la meta!
vade retro satàn
vade retro satàn
vadre retro satàn
Longo è lo cammino,
ma grande è la meta
vade retro satàn
vade retro satàn
vade retro satàn
Contro lo sarracino
seguiamo il profeta!
vade retro satàn
vade retro satàn
vade retro satàn
Seguo il profeta
la nostra cometa
vade retro satàn
vade retro satàn
vade retro satàn
Senza armatura
senza paura
senza calzari
senza denari
senza la brocca
senza la gnocca
senza la mappa
senza la pappa
senza cavallo
né caciocavallo
vade retro satàn
vade retro satàn
vade retro satàn
Senza armatura
senza paura
senza calzari
senza denari
senza la brocca
senza la gnocca
senza la mappa
senza la pappa
senza cavallo
nè caciocavallo
longo è lo cammino
ma grande è la meta...