Citazione di: Ranxerox il 09 Mar 2014, 22:44
La strada è già tracciata le dinamiche in atto porteranno ad un cambiamento. Che sia quello auspicato non lo so. Vedremo, ne abbiamo viste tante, spesso peggiori di quello che ci aspettavamo.
Io mi diverto ad andare allo stadio, mi diverto a stare vicino alla mia Lazio sempre al di la dei risultati, delle sconfitte o delle vittorie. È una questione viscerale. Non riesco ad essere un tifoso a vincere. Tifo e basta.
La Lazio, non Lotito, Cragnotti, Calleri, Chinaglia o Lenzini. Solo la Lazio.
Anni e anni al suo fianco, a prende' merda in faccia e a difenderla contro tutto e tutti. Stringere i denti e resistere, è la nostra croce e la nostra forza.
E' come quando c'hai un figlio in difficoltà che viene preso per il culo, bistrattato e deriso. In quel momento serve il sostegno e la vicinanza. Se no è facile. E noi sempre co' 'na scarpa e 'na ciavatta semo stati.
Quella e la mia squadra, la mia maglia e per quella mi appassiono.
Semplicemente le sto vicino sempre, a prescindere, come penso debba fare un tifoso.
E più è in difficoltà e più la proteggo. Non gli ho mai chiesto niente, ne pretendo niente.
Mi basta solo che sia la mia Lazio e che giochi sul rettangolo verde.
Tutto quello ci si e' costruito intorno non ha fatto altro che inquinare un qualcosa che in realtà è molto semplice. Identificazione, passione, entusiasmo, sport.
Oggi tutto questo per molti non c'è più. Fazioni, critiche ossessive, frustrazioni, guerre, rifondazioni, distacco, odio, risentimento, divisione.
Ma come ve va'.
Io la continuo a vivere benissimo e serenamente.
Registro pero' che molti non ne riescono più a trovarne l'essenza e si allontanano.
Tu stesso non la vivi piu, con entusiasmo e devi forzare la tua natura, fino a pensare di doverti prendere dei break.
Incredibile solo a pensarci. Un break dal tifare la propria squadra.
Non ti sembra un po' fuori misura?.
Il problema vero è che rischi di non divertirti più.
Il recupero settimane dell'infanzia. Maddeche.
Qua sembra diventata una questione di vita o di morte. Vi lascio alla vostra guerra santa.
Io, sommessamente, continuo a tifare come ho sempre fatto fin da bambino. Mi diverto ancora tanto.
E allora sono Lulic e Gonzalez, Alfaretto e Perea, Klose e Candreva, Konko e Ciani. Giocano per la mia Lazio. So' sempre i più forti de tutti.
Mi sembra un modo romantico e fanciullesco di esaminare il modo di essere tifoso.
Potrebbe anche starci ma io credo nell'evoluzione del tifoso inteso come persona ed è per questo che da giovani si va in curva poi quando hai una famiglia porti i tuoi figli in tribuna o nei distinti ( si cresce ).
Io vivo il mio modo di essere tifoso cercando di volere sempre il meglio per la mia squadra criticando quando vedo cose che non condivido e applaudendo a coloro che in campo mi dimostrano attaccamento a questa maglia andando oltre al proprio professionismo.
Questo è il mio grande rammarico vedere una squadra senza anima , bravi professionisti ma senza quella cattiveria che viene fuori quando ci metti il cuore .
Ricordero sempre l'episodio di livorno- lazio quando pandev segnò e venne aggredito da lucarelli. Non ci fu nessuna reazione dei compagni (solo qualche timida lamentela) la squadra avrebbe dovuto accerchiare l'avversario e invece niente.
Da quel momento ho capito che questa squadra non aveva un'anima e nel tempo le cose non sono cambiate tanto è vero che ogni volta che ti giochi la partita della vita esci sempre sconfitto.
Io voglio una squadra Cattiva Passionale Competitiva non posso far finta di niente in nome del tifo (scusa ma non ci riesco).Una squadra senza anima è come una macchina senza carburante puoi spingerla quanto vuoi ma non si mettera mai in moto.
LOTITO LIBERA LA LAZIO
Ricordatevi che