La soluzione fino a poco tempo fa poteva essere un cambio di rotta della dirigenza con programmi un po' più ambiziosi di quello attuale. Questo fino a quando si poteva ragionevolmene pensare che Lotito potesse fare della Lazio una società modello, magari anche per guadagnarci sopra perchè non ci vedo nulla di male, ma degna di primeggiare nel calcio italiano ed internazionale, come merita la prima squadra di Roma.
Ora però Lotito ha gettato la maschera, ormai si è capito che per lui l'importante è non finire in B per sfruttare, fino a quando sarà possibile, quegli oltre 100 milioni di fatturato che la Lazio genera ogni anno. Non importa se si arriva quinti, sesti o settimi, non importa se si partecipa o meno in coppa Uefa (anzi, direi che dal mercato degli ultimi anni tale partecipazione è vista più come un peso), importa non andare in B, perchè, parole di Lotito, solo in quel caso i tifosi avrebbero diritto a contestare.
Si tratta ormai di una società senza nè capo nè coda, che tira a campare senza avere obiettivi, che sta perdendo progressivamente il suo maggior patrimonio che sono i tifosi, quelli cioè che, con abbonamenti, diritti TV ed altri contributi indiretti ad aziende che, loro malgrado, ancora sponsorizzano la Lazio, versano materialmente i famosi 100 milioni l'anno nelle casse della Lazio.
Ora la soluzione del cambio di rotta non è più attuabile. Ormai siamo entrati nella fase irreversibile nella quale, in questo status quo, siamo destinati a sparire nel giro di pochi anni, soprattutto se poi dall'altra parte continueranno con investimenti importanti sia a livello di giocatori che infrastrutturali.
Adesso credo che l'unica soluzione è che la politica prenda atto del problema e scarichi Lotito costringendolo a farsi da parte. La politica questo lo può fare, sempre se lo vuole. E noi in quello dobbiamo sperare, non nell'acquisto di fantomatici giocatori nel prossimo mercato che sappiamo già che non arriveranno.