È morto Gabriel García Márquez

Aperto da Daniela, 17 Apr 2014, 22:09

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Daniela

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È morto Gabriel García Márquez
Lo scrittore di Cent'anni di solitudine, 87 anni, era stato ricoverato fino a qualche giorno fa nella clinica Salvador Zubiran per l'aggravarsi di una grave polmonite


:(


uno dei miei scrittori preferiti  :(

RIP  :(

Daniela

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Se n'è andato Gabriel García Márquez, lo scrittore colombiano che ha avvicinato milioni di persone alla letteratura. E' mancato a 87 anni, in un ospedale di Città del Messico, a causa dell'improvviso aggravarsi di una polmonite. Ma la notizia, anche se preparata dal prolungarsi di un suo precario stato di salute, è luttuosa per milioni di lettori: soprattutto per i tanti figli del Sessantotto che proprio allo scoppio della contestazione erano stati colpiti al cuore da «Cent'anni di solitudine». Un romanzo talmente lussureggiante, libertario, esotico, coinvolgente, da trasformare il luogo immaginario in cui si svolge la storia, Macondo, in simbolo e sinonimo di vita alternativa. Nobel nel 1982 E tuttavia «Gabo», come lo chiamavano non soltanto gli amici, è stato molto più che l'autore di un solo libro, per quanto capolavoro; e anche più che un classico monumento intellettuale, infiocchettato dal premio Nobel (effettivamente conseguito nel 1982). In altri romanzi, infatti, ha saputo variare il suo stile, conquistando giovani lettori e trasformando — come soltanto i grandi hanno saputo fare — i titoli dei suoi libri in slogan diffusissimi e persino in luoghi comuni: «L'autunno del patriarca», «Cronaca di una morte annunciata», «L'amore ai tempi del colera», «Il generale nel suo labirinto» sono espressioni che tutti almeno una volta ci siamo ritrovati sulle labbra, e ancor oggi ricorrono in tanti discorsi quotidiani o colti, allusivi o ironici. shadow carousel PrevNext L'amico nemico Vargas Llosa García Márquez a tutto tondo, insomma, anche come figura pubblica, e persino accettato e applaudito da quanti non hanno condiviso le sue posizioni politiche: amico intimo e dichiarato del dittatore Fidel Castro (sia pure «sul piano personale e letterario»), simpatizzante del regime di Chavez in Venezuela, ma anche avversario dichiarato dei mercanti di droga e morte della sua Colombia. E amico-nemico di un altro grandissimo scrittore sudamericano, Nobel come lui ma di opinioni politiche opposte: il peruviano Mario Vargas Llosa, liberale e anche rivale in amore, capace di sfidarlo a pugni in una rissa, salvo poi lodarlo come un gigante della letteratura. L'ultima opera Una vita così piena aveva avuto la sua svolta nel 1999, anno in cui gli era stato diagnosticato un tumore: da quel momento la coscienza di avere il tempo contato lo aveva spinto verso uno stile differente, memorialistico, sia pur sempre segnato dall'ironia. «Memoria delle mie puttane tristi», ultima prova narrativa, racchiude fin dal titolo tutto quello che Gabo ha sempre voluto essere: irridente, contraddittorio, provocatorio, animato da un'idea di giustizia che non escludeva né la partigianeria, né la sfida a ogni correttezza. 17 aprile 2014 | 21:59] Se n'è andato Gabriel García Márquez, lo scrittore colombiano che ha avvicinato milioni di persone alla letteratura. E' mancato a 87 anni, in un ospedale di Città del Messico, a causa dell'improvviso aggravarsi di una polmonite. Ma la notizia, anche se preparata dal prolungarsi di un suo precario stato di salute, è luttuosa per milioni di lettori: soprattutto per i tanti figli del Sessantotto che proprio allo scoppio della contestazione erano stati colpiti al cuore da «Cent'anni di solitudine». Un romanzo talmente lussureggiante, libertario, esotico, coinvolgente, da trasformare il luogo immaginario in cui si svolge la storia, Macondo, in simbolo e sinonimo di vita alternativa.

Nobel nel 1982

E tuttavia «Gabo», come lo chiamavano non soltanto gli amici, è stato molto più che l'autore di un solo libro, per quanto capolavoro; e anche più che un classico monumento intellettuale, infiocchettato dal premio Nobel (effettivamente conseguito nel 1982). In altri romanzi, infatti, ha saputo variare il suo stile, conquistando giovani lettori e trasformando — come soltanto i grandi hanno saputo fare — i titoli dei suoi libri in slogan diffusissimi e persino in luoghi comuni: «L'autunno del patriarca», «Cronaca di una morte annunciata», «L'amore ai tempi del colera», «Il generale nel suo labirinto» sono espressioni che tutti almeno una volta ci siamo ritrovati sulle labbra, e ancor oggi ricorrono in tanti discorsi quotidiani o colti, allusivi o ironici.


L'amico nemico Vargas Llosa

García Márquez a tutto tondo, insomma, anche come figura pubblica, e persino accettato e applaudito da quanti non hanno condiviso le sue posizioni politiche: amico intimo e dichiarato del dittatore Fidel Castro (sia pure «sul piano personale e letterario»), simpatizzante del regime di Chavez in Venezuela, ma anche avversario dichiarato dei mercanti di droga e morte della sua Colombia. E amico-nemico di un altro grandissimo scrittore sudamericano, Nobel come lui ma di opinioni politiche opposte: il peruviano Mario Vargas Llosa, liberale e anche rivale in amore, capace di sfidarlo a pugni in una rissa, salvo poi lodarlo come un gigante della letteratura.

L'ultima opera

Una vita così piena aveva avuto la sua svolta nel 1999, anno in cui gli era stato diagnosticato un tumore: da quel momento la coscienza di avere il tempo contato lo aveva spinto verso uno stile differente, memorialistico, sia pur sempre segnato dall'ironia. «Memoria delle mie puttane tristi», ultima prova narrativa, racchiude fin dal titolo tutto quello che Gabo ha sempre voluto essere: irridente, contraddittorio, provocatorio, animato da un'idea di giustizia che non escludeva né la partigianeria, né la sfida a ogni correttezza.
17 aprile 2014 | 21:59

Electrocution

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Che riposi in pace. Da oggi, purtroppo, il mondo ha una persona intelligente in meno. E definirlo "solo" intelligente è restrittivo. Gran scrittore, gran essere umano. Un Maestro, e il titolo, in questo caso, non è abusato.

laziAle82

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Biafra

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Oh Madonna, se n'è andato davvero un grandissimo...

Grazie per Cent'anni di solitudine,
quel libro ce l'ho tatuato nel cuore,
se non l'avessi letto probabilmente mi sarei privato per tutta la vita del piacere della lettura...
grazie...

Riposi in pace.


Pag

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Citazione di: daniela il 17 Apr 2014, 22:09
È morto Gabriel García Márquez


uno dei miei scrittori preferiti  :(


un grande!

biancocelestedentro

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Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.

r.i.p.

NoSurrender

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L'amore ai tempi del colera è uno dei miei libri preferiti e un capolavoro immortale.


Addio, Maestro.

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genesis

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Allora saltò oltre per precorrere le predizioni e appurare la data e le circostanze della sua morte. Tuttavia, prima di arrivare al verso finale, aveva già compreso che non sarebbe mai più uscito da quella stanza, perché era previsto che la città degli specchi (o degli specchietti) sarebbe stata spianata dal vento e bandita dalla memoria degli uomini nell'istante in cui Aureliano Babilonia avesse terminato di decifrare le pergamene, e che tutto quello che vi era scritto era irripetibile da sempre e per sempre, perché le stirpi condannate a cent'anni di solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra.

vaz

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Tarallo

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Addio maestro.
Ma io ribadisco quelle che eranole mie sensazioni a quei tempi. Almeno lui lo faceva bene e e' stato un precursore.

"Madonna, la letteratura moderna Latinoamericana. Ho dovuto smettere di leggerla perché mi causava un incubo ricorrente in cui venivo strangolato da un arcobaleno. Se sento un'altra storia che parla di come il pappagallo ferito e' tornato a volare grazie alle ali di latta costruite amorevolmente dalla figlia del generale giuro che rapisco Diego Armando Maradona e glielo rido' solo se promettono di non scrivere piu' una riga"

porgascogne

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MadBob79

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100 di solitudine è stato il libro che ho amato di più in assoluto. Letto e riletto, anche in spagnolo.

Citazione di: porgascogne il 18 Apr 2014, 09:04
grazie di tutto, Gabriél

Seamus

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era vecchio

non scriveva più da dieci anni almeno

Quindi è nell'ordine delle cose.

Però gli devo un saluto ed un infinito ringraziamento per avermi fatto innamorare di un libro (almeno), di certe storie, di quelle atmosfere...

charlie

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Stava sulla libreria, tra i libri di mia madre.
Ero ragazzino, presi in mano '12 racconti raminghi'. C'era un racconto, per chi lo ha letto, che parlava di un pulmino e di un tizio destinato al manicomio. Mi traumatizzò!

Poi ne ho letti altri, ma quel racconto lo porto dietro come uno dei miei incubi peggiori.

papalliano

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Citazione di: Tarallo il 18 Apr 2014, 08:44
Addio maestro.
Ma io ribadisco quelle che eranole mie sensazioni a quei tempi. Almeno lui lo faceva bene e e' stato un precursore.

"Madonna, la letteratura moderna Latinoamericana. Ho dovuto smettere di leggerla perché mi causava un incubo ricorrente in cui venivo strangolato da un arcobaleno. Se sento un'altra storia che parla di come il pappagallo ferito e' tornato a volare grazie alle ali di latta costruite amorevolmente dalla figlia del generale giuro che rapisco Diego Armando Maradona e glielo rido' solo se promettono di non scrivere piu' una riga"

come non quotare.
ho letto per la prima volta Cent'anni quando ero già tecnicamente (e letterariamente) vecchio, quindi forse non l'ho apprezzato come meritava.
comunque grazie GGM, grazie per quelle belle, colorate, luminose, spesso significative, immagini. Uno scrittore full-HD, se mai ce n'è stato uno.

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