PANDEV Goran
Raccoglieva un pallone vagante di fronte a un nugolo di giocatori bianconeri che lo irridevano ignari del destino che li attendeva. Pronto a raccogliere la sfida, si incuneava tra i difensori avversari saltandone un mazzetto presentandosi poi al cospetto dell'estremo difensore bianconero di fronte al quale sparava senza timore alcuno un bolide che trafiggeva il sacco nemico.
Torino, Stadio delle Alpi, 5 dicembre 2004
MEGHNI Mourad
Per essersi distinto fra tutti per la genialità e il coraggio dimostrati, superiori ad ogni elogio. Si mosse tra le imberbe maglie avversarie con la arrogante leggerezza tipica del pedatore francofono e la sete di vendetta del pedatore maghrebino servendo la sfera di cuoio che aggirando l'immobile difesa teutonica, protesa in un vano arretramento, si presentava all'accorrente Rocchi pronta da mandare dentro il prezioso sacco.
Roma, Stadio Olimpico, 7 novembre 2007.
BEHRAMI Valon
Avanguardista elvetico-kosovero, si proiettava nelle linee nemiche sul finire della battaglia, rifiutando l'ipotesi di un inaccettabile divisione della posta. Durante l'assalto finale le difese avversarie rispondevano incerte, e nel clima di un aspra battaglia alle battute finali, un pallone vagava di fronte alla trincea nemica ma l'avanguardista elvetico-kosovero con coraggio leonino e sprezzo del pericolo scaraventava con tutta la sua forza nel sacco per la vittoria finale al grido di "testa e cuore".
Roma, Stadio Olimpico, 22 marzo 2008
ZARATE Mauro
Giovane e dal talento pirotecnico quanto alterno, prendeva la sfera servita dal compagno di reparto nel corridoio sinistro nemico e, dopo aver avvicinato, irriso e poi saltato l'inutile resistenza del difensore giallorosso, avanzava di un passo, poi due per poi lanciare una pesantissima granata che si stampava potente e inappellabile nel sette avversario, mentre il portiere giallorosso veniva costretto a una umiliante piroetta provocata dal vortice d'aria generato dall'impressionante traiettoria della sfera di cuoio. La rara e stupefacente prodezza balistica faceva intanto saltare irrimediabilmente linee giallorosse, mentre l'argentino correva sorridente a raccogliere il saluto del popolo biancoceleste festante.
Roma, Stadio Olimpico, 11 aprile 2009
CISSÈ Djibril
Sul finire della battaglia contro il nemico giallorosso, caricò al suo piede un bolide di artiglieria pesante volto a sbaragliare l'estremo difensore trigoriota. Soltanto la palizzata della difesa della porta romanista, lì posta per inconcepibili motivi regolamentari, si oppose al suo tentativo di superare l'ingiusta resistenza romanista, che comunque veniva successivamente sconfitta.
Roma, Stadio Olimpico, 16 ottobre 2011