L'aglio cotto (nel minestrone, ad esempio) mi piace tantissimo (e non me se rimpone).
La cipolla (anche cotta), meno. Credo di essere intollerante proprio. Cruda, la digerisco tipo quattro giorni dopo, anche in minimissime quantità.
Il peperoncino se è forte... mi fa pizzicare la punta superiore del cranio. Sembra incredibile ma le "controindicazioni" del piccante, tipo labbra rosse, lingua ingrossata, fronte imperlata di sudore, etc. a me mi si concentrano solo in un punto specifico della testa che mi prude e mi "urtica" come fosse ustionata (e questo pure quando era ancora coperta di capelli, aaaaaaanni e anni fa...)

Il mio primo contatto (inconsapevole) col peperoncino, risale a quando ero bambino, piccolissimo.
Con un amichetto gironzolavamo attorno al palazzo, avremo avuto non so, quattro cinque anni. A un certo punto, dalla finestrina (bassa, quasi rasoterra quindi alla nostra altezza... come si chiamano, bocche di lupo...) di una cantina, vediamo appeso un serto di pomodorini.
O meglio, crediamo noi che siano pomodorini. All'epoca, un par de secoli fa (ma no, qualcuno lo fa ancora adesso...) i pomodorini si raccoglievano in grappoli (i serti) l'estate e si mantenevano, appesi al fresco, fino a Natale. Anzi, d'inverno erano ancora più buoni, asciutti, quasi secchi, davvero squisiti.
Per farla breve, infiliamo le manine nella grata della finestrella e acchiappiamo un paio di "pomodorini". Ci sembrano un poco strani, però. Sono rossi ma oblunghi con tutti i semini giallognoli... boh... il mio amichetto rinuncia ad assaggiarlo, io, per fare il grandone gli dico ma no, so' pomodorini, de che ci hai paura... e addento forte.
Sono convinto che Luciano Salce, il regista del primo Fantozzi, abitasse lì vicino e abbia visto la scena. Per forza. E non l'ha dimenticata.
Perchè nel film, quando stanno montando la tenda nel camping dei tedeschi e Filini gli maciulla il pollice col martello, Fantozzi compie una stessa scriteriata manovra, una fuga indemoniata di qualche kilometro a tutta birra... tale e quale il piccolo Nanni quel giorno di tanti anni fa, in cerca di acqua, di fresco, di ghiaccio non so, qualcosa che gli attenuasse il bruciore...
L'unica differenza è che Fantozzi nel film si tiene la bocca chiusa con la mano per non farsi sentire dai tedesconi, il bimbo Nanni nella realtà andava via urlando e strepitando come un ossesso, che pareva uno Ian Gillian dei Deep Purple in Child-in-time ante-litteram...