Innocenti evasioni
Verso sera, prendo la tangenziale, solito lento cordone di lamiere roventi sotto un cielo plumbeo, tra clacson e radio gracchianti. Sembra il traffico di sempre, si avanza a passo d'uomo, ma forse no. Piano piano, si arriva nei pressi di Ponte Milvio, dove il fiume di macchine sembra aver invaso la città come uno tsunami.
Lascio la macchina ma un signore fermo all'incrocio con aria stupita mi chiede "Ma cosa sta succedendo?". Gli rispondo che c'è in programma una partita di vecchie glorie della Lazio. Al che con un sorriso mi dice che gli sembra una cosa da finale di Champions league, con tutto quel traffico ed io gli confermo che in effetti sono previste 60 mila persone.
Una cosa da Champions league ... La battuta non mi lascia indifferente, ma intanto mi incammino verso lo stadio e nell'attraversare Ponte Milvio vedo capannelli di ragazzi con maglie sciarpe e bandiere, che addentano i loro panini affamati tout court prima del piatto forte, 40 anni di Lazio, il tutto accompagnato da copiose birre, atmosfera da primo maggio, di scampagnata, tanta serenità e soprattutto lazialità. Vedi il ragazzo con la maglia di Simeone, la mamma con quella di Signori, il cugino con il bandierone che camminano verso lo stadio, mentre il traffico scorre lento di fronte a un paio di vigili urbani trattenuti in servizio dalla probabile fede romanista.
Lo stadio si avvicina mentre sale sempre più forte e assordante il rumore dei cori. Si corre tra le macchine che si incuneano nella pineta alla ricerca di un improbabile parcheggio, ma lo slalom risolutore ci fa guadagnare il cancello.
All'arrivo soltanto un paio di steward e i tornelli ci ricordano che siamo nel 2014, poi più nulla, nessun dispositivo di polizia visibile, soltanto l'adrenalina che sale e allora si corre sulle scalette perché bisogna arrivare in tempo per una partita che non assegna né punti, né trofei, ma consegna il risultato che aspettavamo da tempo: ci siamo ancora, ecco dove eravamo!
All'entrata il tuffo al cuore. Ci siamo ecco, dove stavamo, la nord piena, come la Monte Mario e anche la sud, ci sono anche gli Eagles, tante tantissime bandiere, atmosfera da Bundesliga, un trionfo di colori, fumogeni, stelle filanti. Quando giochiamo? Ma che importa, ci sono tutti, anche i nostri cari – quelli che c'erano quaranta'anni fa - che da lassù, dalla Madonnina ci guardano e ci urlano
DOVE STAVATE?